La sentenza impone al ministero di dare il via libera anche in assenza delle norme regionali

Sentenza del Consiglio di Stato: il mais Ogm si può coltivare

Si arricchisce di un nuovo capitolo lo spinoso dossier sugli Ogm. A scriverlo è il Consiglio di Stato che ha accolto la richiesta di un agricoltore «imponendo» al ministero delle Politiche agricole di autorizzare entro 90 giorni l'avvio delle coltivazioni Ogm anche in assenza di norme sulla coesitenza da parte delle Regioni. Dopo dieci anni di polemiche e veti incrociati è una sentenza, dunque, a fare chiarezza.

Si arricchisce di un nuovo capitolo lo spinoso dossier sugli Ogm. A scriverlo è il Consiglio di Stato che ha accolto la richiesta di un agricoltore «imponendo» al ministero delle Politiche agricole di autorizzare entro 90 giorni l'avvio delle coltivazioni Ogm anche in assenza di norme sulla coesitenza da parte delle Regioni. Dopo dieci anni di polemiche e veti incrociati è una sentenza, dunque, a fare chiarezza: le Regioni non intervengono in alcun modo nel procedimento di autorizzazione che è di competenza esclusivamente statale; l’iscrizione di una semente transgenica nel catalogo europeo, dunque verificati i requisiti di sicurezza, ha efficacia in tutti i Paesi membri; in attesa dei piani di coesistenza regionali non viene meno l’obbligo di autorizzare la coltivazione di Ogm. E sulla base di questi presupposti i giudici hanno fissato un termine di 90 giorni per il nulla osta da parte del ministero delle Politiche agricole.

La causa ha inizio nel 2006 quando il maiscoltore friulano, Silvano Dalla Libera, vicepresidente di Futuragra insieme ad altri 400 agricoltori, rompe gli indugi e mette in mora l’Italia «perché vieta di seminare mais Ogm regolarmente iscritto nel catalogo europeo». Al primo round, presso il Tar, gli agricoltori perdono. I giudici, infatti, accolgono la tesi del Mipaaf in base alla quale l’autorizzazione alle coltivazione Ogm è successiva al varo delle norme sulla coesistenza da parte delle Regioni. Nuovo ricorso da parte degli agricoltori e la sentenza del Consiglio di Stato che rovescia quella di primo grado. «La sentenza è inequivocabile – afferma Duilio Campagnolo, presidente di Futuragra – seminare Ogm è un diritto degli agricoltori e le linee guida sulla coesistenza non sono e non potranno essere un ostacolo all’innovazione». Per il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni, «si mette fine al paradosso italiano che prevede l’import e l’uso derivati di mais e soia transgenici e il divieto imposto ai produttori di accedere a tali innovazioni». L’Italia, infatti, produce solo 500mila tonnellate di soia rispetto a un fabbisogno di 2,2 milioni di tonnellate e 9 milioni di tonnellate di mais rispetto a una domanda di 11,2 milioni di tonnellate. Dunque circa l’80% della soia (per lo più Ogm) e il 15% del mais sono importati.

Le semine Ogm permetteranno di invertire la rotta? Per il ministro Zaia non sarà così. «Ricorreremo in tutte le sedi – dice – a difesa di cittadini e agricoltori. La vera sfida per la nostra economia agricola è quella della tracciabilità e dell’origine e non consegnare i semi alle multinazionali». Insomma, al ministro appare «impossibile» la coltivazione di Ogm se non in presenza di un piano di coesistenza, piano che può essere realizzato soltanto in accordo con le Regioni. Dunque, «difficilmente arriverà un parere favorevole».

E se anche dovesse arrivare il via libera, il presidente della Coldiretti, Sergio Marini, annuncia che ricorrerà a un referendum «per difendere il sacrosanto diritto dei cittadini e degli agricoltori di mantenere i propri territori liberi dagli organismi geneticamente modificati». Per il presidente della Cia, Giuseppe Politi, la decisione del Consiglio di Stato «appare frettolosa e in controtendenza con quanto espresso dagli stessi cittadini italiani».

Le Regioni, tagliate fuori dal Consiglio di Stato, rivendicano il proprio ruolo.
Per l’assessore all’Agricoltura dell'Emilia Romagna, Tiberio Rabboni, è necessario varare al più presto uno «scudo anti-Ogm» e in questo senso sollecita l'approvazione del documento di indirizzo già messo a punto dalle Regioni. «Questa sentenza – spiega il coordinatore degli assessori agricoli regionali, Dario Stefàno – ci costringe a prendere una decisione». Se ne parlerà nella riunione tecnica della Conferenza Stato-Regioni la prossima settimana.

Sentenza del Consiglio di Stato: il mais Ogm si può coltivare - Ultima modifica: 2010-02-08T10:31:52+01:00 da Terra e Vita

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