Il sistema assicurativo rischia l’impasse

assicurativo
Dopo la neve e le gelate, arrivano grandine e siccità. Ma regole troppo complicate e forti ritardi nell’erogazione dei contributi impediscono l’avvio della campagna

La campagna agraria in corso è fortemente caratterizzata da una situazione climatica avversa che sta compromettendo i raccolti di tutte le produzioni agricole, da nord a sud del paese. La stagione è stata segnata da tre eventi climatici straordinari: una eccezionale nevicata in gennaio che ha colpito in modo considerevole le regione del sud (Abruzzo, Puglia, Sicilia), compromettendo i raccolti delle colture orticole invernali; una gelata straordinaria nella seconda decade di aprile che ha colpito il paese da nord a sud isole comprese, che ha compromesso la produzione di mele nella provincia di Trento all’actinidia in alcune zone del Lazio e ha causato ingenti danni ai vigneti in diverse aree del paese; infine la siccità, con qualche accenno già in autunno, proseguita nel periodo invernale e che sta proseguendo in questa settimane (e che, stando alle previsioni agrometereologiche, non accennerà ad interrompersi nel breve periodo). A tutto ciò si aggiungono le forti grandinate che già dal mese di aprile colpiscono periodicamente le produzioni agricole.

Le avversità appena descritte stanno di fatto impattando sulle produzioni agricole, compromettendo le rese e di conseguenza i bilanci aziendali, e tutti i comparti stanno registrando difficoltà produttive, anche se è ancora presto per fare un primo bilancio.

Con questo scenario, lo strumento assicurativo che può di fatto essere un’ancora di salvezza in grado di tamponare in qualche modo le perdite dovute alle difficoltà climatiche, seppure in un quadro molto complesso, con molte inefficienze e tanti ritardi, è la copertura assicurativa agevolata. Le aziende agricole che hanno stipulato contratti assicurativi per la copertura dei danni da avversità atmosferiche avranno la possibilità di vedere risarciti i danni dovuti ad una riduzione delle rese causate dalle condizioni climatiche avverse.

Tempestività nella sottoscrizione

L’andamento climatico di quest’anno rende ancora più tangibile, non solo l’importanza dello strumento assicurativo, ma la tipologia di copertura e la tempestività di sottoscrizione, quali elementi imprescindibili per una corretta gestione dei rischi climatici.

L’esperienza sta dimostrando come sia indispensabile coprirsi per i danni da avversità catastrofali (siccità, gelo-brina) anche su colture come frumento e uva, avversità che generalmente gli agricoltori tendono a sottovalutare, privilegiando coperture assicurative grandinocentriche.

In questi giorni entra nel vivo la liquidazione dei danni alle colture cerealicole (frumento, orzo, avena), colture a ciclo autunno-primaverile, che scontano in molti casi la difficoltà dovuta al ritardo con il quale si possono sottoscrivere le polizze. Mancata tempestività molto spesso dovuta non all’agricoltore, ma ai tempi con i quali vengono predisposte le procedure amministrative da un lato (Pai, Manifestazione d’interesse), e i testi di polizza e accordi tra compagnie e Condifesa, dall’altro.

Affinché la copertura assicurativa sia efficace ed esprima al massimo la sua potenzialità protettiva, l’agricoltore deve tener conto di un elemento importante, la decorrenza della garanzia, vale a dire il tempo che deve intercorrere dalla data di sottoscrizione affinché la copertura sia attiva. Questo tempo varia in funzione dell’avversità, mentre per la grandine la copertura è attiva già dalle ore 12 del giorno successivo, per l’avversità gelo debbono trascorrere 6 giorni, e per la siccità il lasso di tempo diventa 30 giorni.

Da ciò ne consegue la necessità di mettere in copertura il frumento già dalla semina, fin da novembre, e con una polizza che preveda anche le avversità catastrofali (siccità, gelo-brina, alluvione) oltre alla grandine, vento forte ed eccesso di pioggia.

Diventa indispensabile che il Mipaaf rediga il Piano assicurativo annuale, predisponga la possibilità di presentare la Manifestazione d’interesse o il Pai (Piano assicurativo individuale) già ad ottobre e che le Compagnie di concerto con i Condifesa, concordino le condizioni di polizza già ad ottobre, in modo da poter consentire la sottoscrizione delle coperture assicurative già dai primi giorni di novembre. Ciò consentirebbe di avere piena copertura dei danni da siccità anche in fase di accestimento, e consentire il vero lancio della copertura ricavi, che ha visto la prima esperienza già quest’anno.

Mancano all’appello i rimborsi dal 2015

L’apertura della campagna assicurativa in ritardo è uno dei problemi che crea di fatto un freno all’espansione del sistema assicurativo agevolato tra le aziende agricole e in particolare in quelle cerealicole. Ma il sistema assicurativo nel suo complesso è messo a dura prova da altre questioni ancora più importanti: ritardo nell’erogazione del contributo e problema delle rese.

Rispetto al primo tema, nonostante le riassicurazioni degli addetti ai lavori, la situazione dei rimborsi alle imprese agricole è diventata molto pesante: mancano all’appello i contributi delle annate 2015 (in parte), 2016 ed in alcuni casi anche quelli per gli anni 2013 e 2014.

L’inefficienza del sistema pubblico (imputabile a problemi informatici? solo alla struttura informatica?) di fatto sta creando un marcato disagio tra gli agricoltori, e mettendo a dura prova la tenuta delle strutture consortili e dei rapporti tra queste e i proprio soci.

Oggi il sistema dei Condifesa ha un’esposizione complessiva (2013-2016) nei confronti delle banche di circa 350 milioni di €, di cui 17 milioni sono per crediti riferiti agli anni 2013 e 2014. Esposizione dovuta al pagamento (anticipazione) dei premi assicurativi alle Compagnie di assicurazione per conto dei soci.

Il ruolo fondamentale dei Condifesa

Molti Condifesa, di fatto, stanno svolgendo un ruolo di surroga rispetto ai ritardi intollerabili della pubblica amministrazione. Ma quanto può ancora durare? Quanto pazienteranno ancora le banche? Quanto costa? Costi che alla fine si riversano indirettamente sulle imprese agricole in quanto socie dei Condifesa. Alcuni di essi, nonostante l’impegno profuso, si vedranno a stretto giro costretti a chiedere ai propri soci il versamento dei premi assicurativi ancor prima che percepiscano il contributo o che abbiano l’esito positivo della domanda di aiuto (e in alcuni casi tale richiesta è già stata avanzata).

Molto di questo disagio è spesso imputato alla struttura informatica. Ma è l’infrastruttura informatica a non essere all’altezza per gestire un settore assicurativo? O è stato creato un sistema di regole troppo complicate (vedi decreto 162/2015) che nemmeno un sistema informatico complesso riesce a gestire se non a fronte di forti ritardi e disagi? Il problema in realtà sembra essere ben più ampio, e non solo imputabile alle nuove procedure dovute all’utilizzo del fondi della Politica di sviluppo rurale (Reg. Ue 1305/2013), visto che all’appello mancano anche i contributi per quei settori finanziati con sole risorse nazionale quali strutture (serre) e bestiame (smaltimento carcasse).

 

ASNACODI: «Vogliamo il bando per la campagna 2016»

Tutti temi emersi anche in occasione dell’ultima assemblea di Asnacodi (Associazione nazionale condifesa) tenutasi il 9 giugno a Roma, che ha visto l’intervento delle massime autorità degli Enti coinvolti (Mipaaf, Agea, Ismea).

Nel corso dell’Assemblea è stato fatto un primo quadro d’insieme sulla situazione rimborsi 2015. Le posizioni potenzialmente ammissibili a contributo sono circa 153mila, di cui circa 50mila hanno già visto ammessa la domanda di sostegno; altre 32mila sono quelle che registrano scostamenti di resa (differenza di resa tra Pai e resa riportata nel certificato di assicurazione), di cui 8mila sono già in via di ammissibilità in quanto gli scostamenti sono considerati non significativi o che non inficiano l’ammissibilità.

Delle 50mila posizioni già ammesse, 36mila hanno già ricevuto il pagamento del contributo per un valore complessivo erogato di circa 46 milioni di €, mentre per le 14mila posizioni rimanenti, insieme alle 32.000 posizioni in fase di definizione, dovrebbe concretizzarsi a breve un’ulteriore erogazione di circa 64 milioni di €.

L’apertura della fase di analisi delle domande correttive relative alle posizioni risultate in anomalia, potrebbe consentire all’Autorità di gestione di pubblicare in tempi brevi i nuovi decreti con ulteriori posizioni ammesse al contributo.

Nel corso dell’Assemblea di Asnacodi è stato richiesto con forza la pubblicazione del bando per la domanda di sostegno per la campagna 2016, che in base a quanto illustrato da parte dei funzionari del Ministero dovrebbe vedere la luce nel giro di pochi giorni. Tra l’altro il nuovo bando dovrebbe prevedere delle novità circa il tema delle rese. Non appena avremo a disposizione il testo definitivo ve ne renderemo conto.

 

*Centro per lo sviluppo agricolo e rurale – Perugia

 

Leggi l’articolo su Terra e Vita 20/2017 L’Edicola di Terra e Vita

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore inserisci il tuo nome