5 giugno, Giornata dell’Ambiente, serve un freno alla crisi climatica

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È stata proclamata dalle Nazioni Unite nel 1972 per sostenere il rispetto per il nostro pianeta. Se in Europa il 20% delle superfici fosse coltivato a bio, il risparmio di CO2 supererebbe le attuali emissioni annuali di un paese come l’Austria

La giornata mondiale dell'ambiente (in inglese World Environment Day o Wed) è stata proclamata nel 1972 dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite in occasione dell'istituzione del Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente e viene celebrata ogni anno il 5 giugno. È stata celebrata per la prima volta nel 1974 con lo slogan Only One Earth (un sola Terra).

Dall'agricoltura il 24% dei gas serra

Circa il 24% di tutti i gas serra emessi al mondo provengono dall’agricoltura, dalla silvicoltura e da altri usi del suolo. Lo ricordano le Nazioni Unite nella Giornata Mondiale dell’Ambiente, che quest’anno si focalizza sull’incrocio tra inquinamento atmosferico e crisi climatica.

L’agricoltura biologica può essere un concreto argine al peggioramento della crisi climatica, grazie alla capacità dei terreni coltivati in maniera biologica di sequestrare il carbonio. L'utilizzo di tecniche intensive tipiche della gestione convenzionale dell’agricoltura hanno fatto sì che i campi e i pascoli abbiano perso tra il 25 e il 75% del carbonio che contenevano (fonte Rodale Institute), mentre iterreni gestiti con metodo biologico, che utilizzano in media il 45% di energia in meno e producono il 40% in meno di gas serra, possono assorbire almeno mezza tonnellata di carbonio per ettaro all’anno (fonte Wmo - World Meteorological Organization).

«Il biologico fa bene alla terra»

A ricordarlo NaturaSì, la maggior azienda del biologico italiano. «Il biologico fa bene alla terra, e noi per primi sappiamo quanto il settore agricolo possa essere ago della bilancia per la riduzione dell’inquinamento - afferma Fabio Brescacin, presidente di EcorNaturaSì -. Nell’azienda biodinamica Di Vaira, la più grande realtà agricola del Molise, i nostri ricercatori hanno misurato tassi di assorbimento della CO2 di addirittura oltre 3 t/ha/anno. Qui, come in altre aziende biologiche e biodinamiche italiane, si è passati da un tasso di sostanza organica nel terreno, quindi di carbonio sotto forma di humus, dell'1% a oltre il 2% in 10 anni di lavoro, un risultato che deriva da pratiche di concimazione biologica del suolo quali il compostaggio, il sovescio e dal mancato uso di sostanze chimiche di sintesi, pesticidi in primis».

Un importante impatto positivo

Secondo i calcoli del Wmo - World Meteorological Organization basterebbe convertire al bio il 20% dei campi europei per ridurre le emissioni di gas serra di 92 milioni di tonnellate di CO2. Un risparmio sull’inquinamento maggiore addirittura delle emissioni complessive di uno Stato come l’Austria, che produce 76 milioni di tonnellate all’anno, e di poco inferiore a quelle della Grecia (101 milioni). Ma quello che emerge con chiarezza è che l’agricoltura convenzionale non riesce più a essere un tassello della gestione sostenibile del nostro Pianeta. Nel nostro Paese, secondo l’Ispra, è la sesta causa di inquinamento atmosferico. A essere particolarmente dannosi, i metodi di allevamento industriali, che producono grandi quantità di metano e ammoniaca.

«Servono politiche all’altezza della situazione»

«Per dare spazio alle istanze dei tanti giovani che in tutto il mondo manifestano per la difesa dell’unico pianeta che abbiamo, servono politiche all’altezza della situazione e occorre cambiare il modello produttivo anche in agricoltura.

Oggi, l’innovazione necessaria è adottare l’approccio agroecologico di cui l’agricoltura biologica è l’applicazione più concreta, come strumento strategico attraverso il quale difendere le risorse naturali a cominciare dalla fertilità dei suoli per favorire il sequestro di carbonio, la tutela della biodiversità e della qualità delle acque», ha affermato Maria Grazia Mammuccini dell’Ufficio di presidenza FederBio.

 

5 giugno, Giornata dell’Ambiente, serve un freno alla crisi climatica - Ultima modifica: 2019-06-05T09:16:22+00:00 da Alessandro Maresca

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