Giuseppe De Noia è il nuovo presidente di Anabio-Cia

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Giuseppe De Noia
«Il nostro Paese vanta la più alta percentuale di superfici bio sul totale. Tutelare primato e sostenere aziende agricole usando al meglio nuove risorse e norme dedicate, anche per centrare obiettivi Green Deal». La proclamazione è avvenuta a Roma nel corso dell’Assemblea elettiva nazionale

«L’Italia oggi è chiamata a difendere un primato prestigioso nel settore biologico. Il nostro Paese vanta la più alta percentuale di superfici bio sul totale (17%), a fronte di una media europea ancora ferma al 9% e ben lontana dall’obiettivo del 25% indicato dal Green Deal per il 2030. Un target importante che, invece, noi possiamo centrare, arrivando a toccare i 3 milioni di ettari coltivati a bio dai 2,2 milioni attuali»». Queste le prime parole del neo eletto presidente di Anabio, l’associazione per il biologico promossa da Cia-Agricoltori Italiani, Giuseppe De Noia.

Per farlo ha incalzato De Noia «dobbiamo informare e sostenere le aziende agricole affinché beneficino appieno di tutti i nuovi strumenti, normativi ed economici, necessari per affrontare la crisi globale e diventare davvero protagonisti e custodi della transizione verde in agricoltura, coniugando ovviamente la sostenibilità alla produttività e alla sicurezza alimentare».

«Usare al meglio nuove risorse e norme dedicate»

Per il neo presidente di Anabio-Cia il nuovo quadro normativo in materia, con il Regolamento Ue da un lato e la legge nazionale sul biologico dall’altra, così come le cospicue risorse stanziate per il comparto, quasi 3 miliardi di euro nei prossimi cinque anni, «dovranno fare da spinta per una ulteriore crescita del settore, soprattutto in una fase come questa, segnata prima dalla pandemia e ora dalla guerra, con i rincari dell’energia e delle materie prime e l’inflazione alta». Emergenze che hanno conseguenze anche sul biologico, sia per le aziende affogate dai costi di produzione triplicati, sia per le famiglie, con i consumi domestici di bio scesi per la prima volta (-0,8%) nell’ultimo anno.

Ecco perché, ha continuato De Noia, «è fondamentale che i fondi in arrivo vengano spesi al meglio, rilanciando il biologico Made in Italy, che oggi supera i 5 miliardi di euro in valore, a partire dai consumi interni». In questo senso, «la legge sul biologico prevede strumenti strategici per lo sviluppo integrato del comparto, come l’istituzione dei distretti biologici, delle filiere bio, del marchio biologico italiano, oltre a investimenti in ricerca, formazione e innovazione, a cui associare un’efficace attività di promozione ai cittadini sui valori del bio, anche per contrastare i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità».

«Fare rete per il bene del settore bio»

Per il rilancio del settore, secondo De Noia è fondamentale «fare rete con le istituzioni, le associazioni del settore e, in primis, con le aziende agricole di tutto il territorio nazionale», così come «bisogna rinvigorire e massimizzare le sinergie tra Anabio e le altre realtà promosse da Cia, quali ad esempio Turismo Verde e la Spesa in Campagna, anche per rispondere alla crescita dei nuovi canali di vendita (+5%) come mercatini, Gas e vendita diretta. Insomma, dobbiamo tenere alta l’asticella - ha concluso De Noia - rimboccarci le maniche e usare questa fase per far crescere tutta l’agricoltura italiana».

Fini: «biologico, motore del cambiamento»

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Cristiano Fini

Il presidente di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, chiudendo i lavori dell’Assemblea ha puntualizzato: «l'Italia crede nel biologico, come dimostrano le risorse e i progetti in campo. Per questo siamo con Anabio anche in questa sfida: lavorare insieme per fare del bio il motore reale del cambiamento, attraverso qualità, ricerca, nuove tecnologie, aggregazione, sostenibilità. Il biologico è un settore strategico e deve continuare a esserlo, non solo per la transizione verde, ma per tutta l’agricoltura».

Giuseppe De Noia, il profilo

Imprenditore pugliese, di Terlizzi, 51 anni, De Noia è agricoltore fin da giovanissimo. Titolare di un’azienda olivicola e vitivinicola, in conduzione biologica e certificata, a cui affianca la coltivazione di ciliegie e fiorone Domenico Tauro, prodotto tutelato in biodiversità, attualmente è presidente di Cia Levante (Bari e Bat), oltre a far parte del Comitato di gestione e amministrazione del distretto florovivaistico e del cibo di Puglia e del Consiglio della camera di commercio di Bari in rappresentanza del settore primario. Sarà alla guida di Anabio-Cia per i prossimi quattro anni, succedendo a Federico Marchini, al vertice negli ultimi due mandati.

Giuseppe De Noia è il nuovo presidente di Anabio-Cia - Ultima modifica: 2022-12-07T18:26:01+01:00 da Laura Saggio

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