Il biologico continua a crescere ma sono ancora carenti le informazioni sui suoi valori. Giusto prezzo e sostenibilità economica al centro del convegno introduttivo del Sana
Federico Quaranta

«l biologico è l’utopia che ci permetterà di vivere bene il nostro futuro» ha detto Federico Quaranta, conduttore di Rai Radio 2, nel dare il via al convegno “Dalla rivoluzione verde alla rivoluzione verde” che si è tenuto a Bologna in concomitanza con il Sana. Ma utopia come ideale e aspirazione e non come idea irrealizzabile.  Il biologico infatti è una realtà, una realtà in costante crescita non solo in Italia ma in tutta Europa. Dal 2010 al 2018 sono 800 mila gli ettari convertiti al bio in Italia mentre sono 27mila le nuove aziende agricole che hanno abbracciano questo tipo agricoltura.

Nicola De Carne

A fronte di una crescita dell’1% (1,9% il solo confezionato) dell’agroalimentare nel suo complesso nella gdo il bio cresce del 5% e ormai oltre il 90% delle famiglie italiane almeno una volta all’anno consuma un prodotto biologico. Questo secondo i dati riportati a Bologna da Nicola De Carne, retailer client business partner Nielsen.

Sostenuta da dati incoraggianti parte dunque da Bologna una “rivoluzione pacifica” a sostegno del vessillo del bio per una produzione agricola di qualità destinata a un’alimentazione più sana.

Un reddito adeguato

Simona Caselli

«Il bio - ha detto l’assessore all’agricoltura della Regione Emilia-Romagna Simona Caselli - rappresenta un modello vincente per il consumatore ma anche per il reddito dell’agricoltore».

Roberto Zanoni

Le fa eco Roberto Zanoni, presidente di AssoBio, ribadendo che «il bio sta crescendo in tutto il mondo, mentre i prezzi stanno scendendo. Ma non dobbiamo assolutamente puntare tutto su questi per non gravare sul reddito dell’agricoltore, che deve essere salvaguardato».

«Il biologico - ha voluto precisare Zanoni - non va visto come un ritorno al passato ma rappresenta l’agricoltura del futuro assolutamente in linea con l’economia circolare».

Sostenibilità economica

Paolo Carnemolla

Secondo il presidente di FederBio Paolo Carnemolla «dobbiamo puntare a un grande progetto-Paese di transizione per un corretto approccio all’agricoltura biologica che garantisca agli agricoltori la sostenibilità economica».

«Oggi viene finanziata un’agricoltura che punta sull’omologazione - ha detto Carlo Triarico, presidente dell’Associazione per l’agricoltura biodinamica e vicepresidente Federbio - che vede un abbattimento artificioso dei prezzi dei prodotti agricoli. Bisogna puntare invece al “giusto prezzo”; nel caso il prezzo sia troppo basso il differenziale di prezzo viene pagato con il trasferimento dei costi da un’altra parte (costi sociali, sanitari, ambientali,...ndr.). Biologico e biodinamico potrebbero interrompere questo processo di omologazione offrendo un contributo importante all’economia circolare».

Problemi di comunicazione

Giuseppe Zuliani

Un problema sul quale il mondo del biologico si deve impegnare ulteriormente è la comunicazione. «La carenza di fondo - ha detto Giuseppe Zuliani, direttore customer marketing e comunicazione di Conad - è quella di non riuscire a trasmettere il valore reale che il prodotto biologico rappresenta per l’ambiente e la comunità, limitandone la diffusione».

“Rivoluzione bio”, la riscossa parte da Bologna - Ultima modifica: 2019-09-05T23:32:20+00:00 da Alessandro Maresca

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