«Per finanziare l’agricoltura servono banche esperte del settore»

Parla l’amministratore delegato di Banco Desio Alessandro Decio. I prestiti al settore primario dell’istituto brianzolo sono cresciuti del 9% in un anno anche grazie a un sistema esclusivo per valutare la solvibilità delle aziende agricole

Pagamenti dei contributi europei in cronico ritardo. Regole sempre più stringenti che le banche devono rispettare per la concessione dei prestiti. Una gestione economica delle aziende agricole a volte approssimativa, che non aiuta a renderle “bancabili”. Il tutto aggravato dalla crisi generata dalla pandemia da coronavirus che dura ormai da un anno e ha colpito soprattutto agriturismi, stalle da carne, il settore florovivaistico e le aziende vitivinicole.

Una morsa che da un lato aumenta l’esigenza di liquidità da parte delle imprese agricole e dall’altro fa stringere sempre di più i cordoni della borsa agli istituti di credito. Eppure, per gli agricoltori è possibile ottenere finanziamenti dalle banche. Cerchiamo di capire come con l’amministratore delegato di Banco Desio Alessandro Decio.

 

 

«È verissimo che la regolamentazione bancaria e le norme europee per la valutazione creditizia sono sempre più accurate e costituiscono un po' un freno alla concessione di credito – ammette Decio –. Altrettanto vero che la pandemia abbia creato ulteriori difficoltà. E non aiuta a ottenere prestiti anche la dimensione medio-piccola di gran parte delle aziende agricole. Unita al fatto di non essere particolarmente sofisticate da un punto di vista finanziario».

E poi molte banche non hanno addetti che conoscono a fondo il settore primario.

«Corretto. È un comparto che richiede un approccio specialistico. Difatti Banco Desio ha creato un dipartimento dedicato proprio al finanziamento delle aziende agricole».

Oltre ad aver assemblato un team di consulenti sulle dinamiche dell'agricoltura avete messo a punto un sistema che, tramite un'intervista all'agricoltore, raccoglie una serie di dati che poi vengono elaborati e restituiscono una sorta di identikit dell'azienda agricola. Per poi cucirle addosso il finanziamento più adatto.

«La conoscenza del mercato e dei principali criteri base dell'operatività di un'azienda agricola ha consentito di realizzare uno strumento in grado di valutare il conto economico e lo stato patrimoniale. Il processo di valutazione delle aziende agricole e di ricostruzione del bilancio è stato progettato e realizzato dal nostro Ufficio agrario, in uso al Banco da quasi sei anni e progressivamente implementato e migliorato. È uno strumento molto importante che ha accompagnato in modo decisivo la crescita del nostro impegno nel comparto proprio perché ci permette di leggere e valutare un mondo molto particolare e di ridurre considerevolmente i rischi.

Tutto questo attraverso un iter che ci consente di ricostruire il bilancio completo delle aziende agricole. Stato patrimoniale e conto economico, nei numerosi casi in cui questo non è disponibile, attingendo a dati pubblici, ufficiali, riscontrati e riscontrabili. Il risultato è una fotografia fedele e aggiornata di patrimonialità, redditività e del grado di indebitamento delle controparti esaminate. Questo diventa la base per fare una valutazione creditizia e poi arrivare all'eventuale delibera che concede il finanziamento e stabilisce entità, durata e tipo di ammortamento».

Quali sono i due errori più gravi che gli imprenditori agricoli devono evitare di commettere quando entrano in banca per chiedere un prestito?

«Presentarsi allo sportello senza un'adeguata consapevolezza dei propri flussi di cassa durante l'anno. È molto importante per la banca avere di fronte un operatore consapevole, in grado di poter rappresentare con ragionevole semplicità i fabbisogni di finanziamento ma anche le tempistiche con cui il prestito può essere restituito. Altra cosa da evitare è pensare di finanziare tutti i fabbisogni dell'azienda con la stessa forma di credito. Ad esempio: un prestito a breve termine va bene per finanziare la campagna e l'acquisto di mezzi tecnici. Se invece la linea di credito serve per investimenti in macchine o strutture sono più adatti prestiti a medio e lungo termine per ripartire l'onere lungo tutta la vita del bene».

Anche per mitigare gli effetti negativi della pandemia da Covid-19 il governo italiano ha messo in campo strumenti per facilitare l'accesso al credito alle aziende agricole. Dalla garanzia Ismea al lavoro del Medio Credito centrale fino al pegno rotativo. Però il settore primario lamenta il fatto che spesso le garanzie statali non rendono più semplice l'erogazione di un prestito. Le banche "aprono la borsa" solo dopo aver fatto le loro valutazioni sul rischio insolvenza. Per Banco Desio che valore hanno le garanzie statali?

«Abbiamo chiuso il 2020 con 432,5 milioni di euro di impieghi in agricoltura, con una crescita dell'8,9% rispetto allo stock 2019 e a dispetto di un anno molto particolare. Ovviamente l'obiettivo è quello di continuare a crescere in questo comparto che si conferma in forte espansione e con caratteristiche e marginalità interessanti. Non a caso abbiamo ribadito questo obiettivo nel nostro piano industriale. Di certo ci sono elementi di complessità. Ma l'allargamento dell'operatività del fondo di garanzia del Medio credito centrale anche al settore agricolo è stato un punto di svolta che garantirà un incremento dell'accesso al credito anche nel 2021.

Lo scorso anno abbiamo deliberato positivamente impieghi al comparto agrario a 223 controparti per un totale di 44 milioni di euro assistiti proprio da garanzie del Medio credito centrale. E siamo ripartiti subito con lo stesso piglio fin dalle prime settimane di quest'anno per sfruttare adeguatamente la proroga delle garanzie Mcc per ora concessa fino al 30 giugno. Abbiamo anche attivato garanzie del Fei per 20 milioni su 28 milioni di finanziamenti concessi a 120 aziende agricole».

C'è una forma di finanziamento che più si addice al settore primario?

«Sicuramente c'è stato un grande successo della cambiale agraria. Ma noi crediamo che l'agricoltura abbia bisogno anche di prestiti a medio e lungo termine per finanziare progetti di sviluppo e operatività più importanti in contesti in cui solo con il tempo si generano flussi di cassa tali da poterli ripagare. Penso ad esempio al settore vitivinicolo. Forse le banche in passato si sono concentrate troppo sul breve».

I giovani fanno più fatica a ottenere liquidità dalle banche perché in genere possono offrire meno garanzie. Banco Desio è in grado di soddisfare le richieste di chi vuole avviare o espandere un'azienda agricola?

«Siamo in grado di supportare le aziende di piccole dimensioni ma non abbiamo uno strumento specifico per le start up».

La burocrazia è forse in cima alla lista dei nemici degli imprenditori agricoli. Un ostacolo che spesso li scoraggia anche solo dal tentare di beneficiare di alcune opportunità. Una banca può essere d’aiuto in questo senso?

«C'è un nuovo servizio che abbiamo deciso di dare ai nostri clienti del settore agricolo. Un supporto consulenziale che permetta loro di avere un maggiore e più facile accesso ai fondi europei aiutandoli a presentare le domande di contributi. È un bisogno che ci viene segnalato dagli agricoltori quindi crediamo sia doveroso soddisfarlo».

Banco Desio e il credito agricolo

432,5 milioni di € lo stock di finanziamenti

+8,9% la crescita dei prestiti nel 2020

44 i milioni di € erogati con garanzie Mcc

20 i milioni di € erogati con garanzie Fei

«Per finanziare l’agricoltura servono banche esperte del settore» - Ultima modifica: 2021-01-26T11:32:11+01:00 da Simone Martarello