Credito, l’emergenza Covid-19 offre anche opportunità

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L'analisi: c’è più denaro per investire e migliorare il profilo dei prestiti. Come sfruttare le misure a disposizione delle imprese

A differenza di molti altri settori l’agricoltura e l’agroalimentare non si sono fermati durante il lockdown imposto per arginare l’epidemia di coronavirus in Italia. Hanno dunque continuato a coltivare e produrre generi alimentari, per ovvie ragioni di necessità. La domanda di beni primari quindi si è mantenuta sostenuta, oltre le medie stagionali.

In tale contesto sono state la trasformazione e la distribuzione a giocare un ruolo determinante nella dinamica di offerta e conseguentemente a trarre i maggiori benefici dall’aumento della domanda. Questa situazione può avere risvolti positivi anche per quanto riguarda il credito che le banche possono concedere alle aziende agricole.

 

 

La produzione primaria quindi continua la sua attività ciclica con una più efficace programmazione, visto il prospettato aumento dei prezzi alla produzione in determinate filiere. Stante queste premesse la determinazione in aumento o in diminuzione dell’offerta di prodotto rispetto alla domanda di credito delle aziende agricole e agroalimentari è da prendere in esame rispetto alle differenze che si riscontrano nelle principali filiere. Come anche rispetto alle differenze fra segmenti della filiera: dalla produzione primaria, alla trasformazione, alla distribuzione.

Credito breve termine

La ciclicità stagionale delle colture industriali, dei cereali, dell'ortofrutta, sempre dal lato della produzione, permette di affrontare il momento contingente con una rinnovata efficacia, programmando la produzione in funzione di una stagione di commercializzazione dove i prezzi saranno tendenzialmente più alti, a fronte di un approvvigionamento di mezzi tecnici che prevede adesso costi stabili rispetto alla scorsa stagione. Anche la Plv è prevista in aumento per dinamiche di programmazione colturale che già dalla scorsa stagione si cominciavano a intravvedere.

In queste filiere si può parlare di un’auspicabile nuova attenzione alla riorganizzazione del credito di conduzione. Posto che siamo in presenza di un ben nutrito credito di breve termine a favore delle aziende agricole, gioca a loro favore anche la disponibilità di dilazione dei pagamenti dei fornitori di mezzi tecnici, che in questa situazione dovrebbe anche aumentare. Tuttavia, proprio per migliorare l’approccio al credito anche in futuro, sarebbe auspicabile provare a rendere più elastico il credito bancario a breve, aumentando la dotazione laddove ci sono spazi.

I Decreti Cura Italia e Liquidità vanno in questa direzione. Tuttavia, le aziende agricole hanno l’occasione di ripensare la propria gestione del circolante per condurre le prossime campagne in funzione di un rinnovato e più efficiente approccio alla programmazione finanziaria.

Tutti i provvedimenti per l'agricoltura nel Decreto Cura Italia

Più meccanizzazione

Si innesta in questo contesto la problematica della raccolta. Con la probabile difficoltà nel trovare la manodopera necessaria. Scenario non improbabile che potrebbe aprire la porta a un nuovo impulso alla meccanizzazione su colture che si prestano a questo metodo. In questo caso l’approccio al credito si deve necessariamente sposare sul medio termine con iniziative di investimento. Sta in questo caso alle banche provvedere in modo tempestivo a non limitare l’accesso al credito di medio termine con l’aiuto delle garanzie governative.

Vitivinicolo in crisi

Per la filiera vitivinicola la situazione è diversa. Siamo in presenza di una domanda in contrazione. Un export di fatto bloccato, con per di più un produzione sostenuta frutto della vendemmia del 2019. Ci troviamo pertanto nel pieno della campagna di commercializzazione del prodotto recente – posto che lo stock di invecchiamento continua a proporsi sul mercato in continuità – con prezzi che si indeboliscono. In prospettiva lo sfuso potrebbe scendere del 15% secondo alcuni osservatori. Per gli imbottigliati di fascia fino alla media si parla di contrazioni che riportino i prezzi alla produzione a quelli del 2015, quindi meno 5% in banale media aritmetica.

In questo caso più che un migliore utilizzo del credito a breve, siamo in presenza di un pericolo circa l’efficacia delle scorte finanziarie. Ovvero, in considerazione di rallentamento dell’attività, diminuzione dei fatturati, potrebbero non essere sufficienti le sospensioni dei finanziamenti a medio termine previsti dal Decreto Cura Italia, ma si deve operare con richiesta di nuova finanza come da Decreto Liquidità. Potrebbe essere opportuno pensare a una nuova politica di ammasso primario.

Alcune Regioni proprio in questo senso, hanno già rese operative le modalità della Vendemmia Verde e la destinazione alla distillazione. In prospettiva vendemmia potrebbe anche presentarsi il problema della mano d’opera, quindi vale il ragionamento delle filiere su esposte. Laddove ovviamente si possa coniugare la meccanizzazione con la produzione.

creditoLatte e carne: un credito di filiera

Le filiere del latte e della carne, che hanno cicli di commercializzazione slegati da logiche stagionali. Le problematiche di migliore fruizione del credito a breve si ripercuotono anche nell’efficacia dell’approvvigionamento di liquidità per il momento contingente.

I prezzi alla produzione sono da monitorare con attenzione. Tendenzialmente dovrebbero salire. Tuttavia, è bene che le industrie di trasformazione mantengano alta la dotazione di credito a breve nella programmazione finanziaria a fronte degli approvvigionamenti dalla filiera produttiva. La contrazione dei tempi di pagamento innescati dall’articolo 62, come i trasformatori sanno bene, esigono il ricorso a liquidità aggiuntiva in un momento come questo. Il mondo cooperativo non ha gli stessi obblighi (pagamento in 30 o 60 giorni rispetto al grado di deperibilità del prodotto). Tuttavia sembrerebbe incongruo non affrontare la problematica con un approccio analogo ai trasformatori non cooperativi.

Potrebbe essere l’occasione di proporre un sano ed efficace credito di filiera. Con le banche che assistono la base produttiva sul breve in modo da rendere più elastico l’intero percorso di approvvigionamento. In questo ambito sarebbe auspicabile un altro atto di indirizzo del Governo che prescriva un processo univoco riconoscibile e certificabile di approvvigionamento finanziario. Lo strumento potrebbe essere quello della costituzione e regolazione più stringente di Op interprofessionali che in Italia hanno sempre avuto poco seguito.

Anche per le filiere latte e carne non è poi da escludere il ricorso al credito a medio termine per programmare investimenti in funzione dell’aumento di capacità produttiva. Anche con il ricorso alla crescita esterna. Occasione per ripensare bene il modello di indebitamento a medio lungo termine, in un contesto che non è efficiente. Le aziende agricole di queste filiere sono già molto indebitate sul medio lungo termine. È opportuno fare dei ragionamenti di efficacia del debito. Relativi anche alla reale conferma dei business plan previsti in anni con scenari di mercato diversissimi.

Emerge un'esigenza di riorganizzazione della filiera attraverso un miglior utilizzo di credito a medio lungo termine, in ottica di programmazione che produca marginalità sostenibile, anche in considerazione di un processo che deve aggregare realtà piccole in realtà sempre più grandi ed efficienti.

Keynes insegna

Una tematica da non sottovalutare, comune a tutte le filiere della trasformazione e della distribuzione a prescindere dalla loro dimensione produttiva è quella dell’efficientamento del credito.

Traslando l’intuizione di Keynes sul paradosso della parsimonia le imprese devono porre la massima attenzione per evitare che aumenti il risparmio a scapito dell’investimento. In un mondo dove l’attività è rallentata, se gli investimenti, anche nelle filiere attive, rimangono fissi e il risparmio aumenta senza essere redistribuito, l’unico effetto possibile è che diminuisca il reddito.

Credito, l’emergenza Covid-19 offre anche opportunità - Ultima modifica: 2020-04-30T17:05:42+02:00 da K4

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