Riparte la lotta biologica alla cimice asiatica

I risultati dei primi anni dei lanci di vespa samurai

Trissolcus japonicus emerge da un uovo di cimice asiatica
Ritardi e burocrazia rischiavano di vanificare l’avvio del secondo anno di lanci di vespa Samurai contro la cimice asiatica, che non è stata certo ad aspettare i tempi del tran tran ministeriale. Le Regioni e le Province coinvolte non sono però rimaste con le mani in mano, appena ottenuto il via libera, i lanci sono stati immediati

Doveva essere poco più che una formalità invece il rinnovo dell’autorizzazione ministeriale per il secondo anno di rilasci della Vespa samurai (Trissolcus japonicus) nell’ambito del progetto di lotta biologica alla cimice asiatica, si è fatto attendere a lungo.

Anteprima della rubrica L’occhio del Fitopatologo di Terra e Vita

 

 

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Una jungla al Ministero

La sospirata autorizzazione ministeriale è rimasta impigliata per molto tempo nella giungla amministrativa ministeriale ed è arrivata soltanto il primo luglio, quando ormai tutte le regioni erano allineate sullo start, pronte a partire con i rilasci in quanto le cimici in campo, indifferenti alle regole della burocrazia, avevano già cominciato a deporre le loro ovature.

Aspettando quell’autorizzazione che tardava ad arrivare anche i laboratori che moltiplicano la vespa samurai hanno dovuto ingegnarsi per ritardare il più possibile lo sfarfallamento degli insetti da impiegare nella lotta biologica. Fortunatamente la vicenda ha avuto un lieto fine e, anche quest’anno, la lotta biologica alla cimice asiatica partirà nel rispetto dei tempi.

Rilasci immediati

Alessio Mammi, assessore all'agricoltura della Regione Emilia Romagna assieme a Stefano Buoncompagni, direttore del Servizio fitosanitario regionale durante i lanci di vespa samurai dello scorso anno

Nelle 5 regioni e nelle due province autonome che partecipano al progetto, è iniziata subito la fase operativa con i rilasci in campo realizzati in coincidenza con la deposizione delle ovature della cimice. Il protocollo prevede che in ogni sito venga realizzata una prima introduzione di vespa samurai costituita da 110 esemplari (cento femmine e dieci maschi) cui ne seguirà una seconda verso fine luglio. I siti di lancio sono stati individuati secondo gli stessi criteri dello scorso anno e quindi in infrastrutture ecologiche, in boschetti e in aree verdi limitrofe alle zone frutticole in modo da garantire la sopravvivenza e la diffusione degli insetti utili.

Una vespina come alleato

La lotta biologica, lo ricordiamo, si basa sul Trissolcus japonicus, una minuscola vespina conosciuta con il suggestivo nome di “vespa samurai”, che proviene dalla stessa area asiatica da cui proviene Halyomorpha halys. Nelle zone di origine della Cimice asiatica, Trissolcus japonicus è stato individuato come l’antagonista naturale più efficace nella parassitizzazione delle sue ovature e pertanto come un organismo potenzialmente adatto per programmi di Lotta Biologica Classica.

La vespa samurai a dispetto del nome è un minuscolo imenottero oofago i cui adulti si nutrono di polline e sostanze zuccherine. Le femmine, invece, depongono le proprie uova all’interno delle uova di Halyomorpha halys uccidendole: al termine dello sviluppo embrionale dall’uovo della Cimice asiatica invece di una neanide del fitofago fuoriesce un adulto del microimenottero. Una singola femmina di T. japonicus può deporre mediamente 42 uova con una velocità di sviluppo molto più rapida della Cimice. Inoltre, mostra anche una sex ratio fortemente spostata a favore delle femmine unita ad una elevata capacità di individuare le uova ospiti e parassitizzare tutte le uova dell’ovatura di Cimice presenti.


I primi risultati

L’autorizzazione all’introduzione di T.japonicus è stata concessa dal Ministero per la transizione ecologica sulla base dei risultati ottenuti dalle osservazioni scientifiche che ne hanno verificato l’insediamento ma anche gli eventuali effetti indesiderati nei confronti dell’ambiente e di altre specie non target. Su questo aspetto i risultati ottenuti nel primo anno del progetto sono molto interessanti.

I primi dati raccolti ci confermano che l’insediamento di Trissolcus japonicus ha avuto successo.

La vespa samurai, infatti, è stata ritrovata in tutto il territorio interessato dal progetto seppure con percentuali variabili a seconda delle zone. Si tratta di un risultato molto importante in quanto l'obiettivo di questo primo anno di lotta biologica era quello di insediare la vespa samurai sul territorio in modo da iniziare quel processo di riequilibrio ecologico che dovrebbe dare respiro alla nostra frutticoltura. Accanto al promettente risultato ottenuto dal progetto di lotta biologica, il dato più rilevante è stato l’elevata percentuale di parassitizzazione naturale delle ovature di cimice asiatica dovuta all’attività di un complesso di specie di parassitoidi oofagi; sia autoctone come Anastatus bifascitus e A.  sinicus ma anche esotiche come Trissolcus mitsukurii la cui attività si è sommata a quella ancora iniziale della vespa samurai.

Riparte la lotta biologica alla cimice asiatica - Ultima modifica: 2021-07-05T09:40:54+02:00 da Lorenzo Tosi

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