Dall’Europa un segnale forte per l’agricoltura

L’accordo politico raggiunto al Parlamento europeo sulla mobilitazione dei fondi agricoli del Next Generation Eu è una pietra miliare e una prima importante certezza per i nostri produttori che assicura un'iniezione immediata di dieci miliardi di euro più la quota di cofinanziamento nazionale in favore di giovani agricoltori, sostenibilità, digitalizzazione con sostegni che arrivano al 75% degli investimenti. Ora la palla passa ai triloghi

L’ultima parola sarà messa nero su bianco in occasione dell’assemblea plenaria di metà dicembre, in subordine all’intesa sul Quadro finanziario pluriennale (Qfp) 2021-2027.

Ma l’accordo politico che al Parlamento europeo è stato raggiunto il 10 novembre scorso sulla mobilitazione dei fondi agricoli del Next Generation Eu è già una pietra miliare e una prima importante rassicurazione per i nostri produttori.

 

 

Liquidità immediata iniettata dall'EuroParlamento

Il testo, che non potrà essere modificato e che sarà validato insieme al regolamento Transitorio – quello che estende l’attuale Pac di due anni, fino al 31 dicembre 2022 – prevede infatti una dotazione straordinaria di oltre 8 miliardi di euro a prezzi correnti (8 miliardi e 70 milioni per la precisione, di cui 925 milioni assegnati all’Italia) per sostenere la ripresa delle aziende agricole e delle aree rurali colpite dall’epidemia da Covid-19.

Editoriale del numero 35 di Terra e Vita

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Un’iniezione di liquidità disponibile già nei prossimi due anni (circa 2,4 miliardi nel 2021 e 5,6 nel 2022) che in base alla proposta della Commissione europea sarebbe invece stata erogabile solo dopo l’entrata in vigore della nuova Politica agricola comune, ossia a partire dal 2023.

Dieci miliardi più il cofinanziamento

A queste risorse, nel 2021 si aggiungeranno poi altri 2,6 miliardi circa provenienti da un anticipo dei fondi per lo Sviluppo rurale, previsto all’interno del Qfp. Il tutto, quindi, per un pacchetto totale di sostegno alla ripresa delle aziende agricole e dei territori rurali dell’Unione di oltre 10 miliardi di euro, con una quota nazionale per l’Italia pari a circa 1,22 miliardi.

Cifra che potrà come minimo essere raddoppiata con il co-finanziamento nazionale, superando quindi i 2,4 miliardi, ma che potrà lievitare fino a un massimo del 400%: di fatto, essere moltiplicata fino a 5 volte nel caso lo decida lo Stato membro.

Gli obiettivi del Green Deal

In linea con gli obiettivi delineati dal Green Deal europeo e dalle strategie ‘Biodiversity’ e ‘Farm to Fork’ presentate la scorsa primavera dalla Commissione Ue, questo pacchetto straordinario di aiuti dovrà essere strumentale alla ripresa del settore.

Giovani agricoltori e sviluppo sostenibile

Per questo, almeno il 55% degli oltre 8 miliardi dovrà essere destinato al primo insediamento di giovani agricoltori e soprattutto a investimenti che promuovano lo sviluppo sostenibile delle aree rurali: dall’agricoltura di precisione, alla digitalizzazione, al rinnovamento di macchinari e strumenti produttivi; e poi sicurezza sul lavoro, filiere corte e mercati locali; energie rinnovabili, economia circolare e bio-economia; accesso a tecnologie informatiche e di telecomunicazione di alta qualità.

Sostegni fino al 75% degli investimenti

Per questi scopi gli Stati membri potranno aumentare l’intensità degli investimenti sostenibili dall’attuale 40% fino a un massimo del 75 per cento. Come dire, un agricoltore che vuole acquistare una trattrice, a minor emissioni e consumo di carburante e quindi meno inquinante, potrà ottenere un sostegno europeo fino al 75% dell’importo dell’investimento.

Un altro 37% dei fondi dovrà essere destinato a misure agro-ambientali, come agricoltura biologica, conservazione dei suoli, miglioramento della gestione idrica.

Per il restante 8% delle risorse, gli Stati membri potranno decidere quali misure utilizzare, sia tra quelle già indicate, sia tra le altre già presenti nei rispettivi Programmi di sviluppo rurale, ma sempre rispettando la clausola di non regressione ambientale.

Tra le altre misure ritenute strategiche, che come co-legislatori abbiamo deciso nel quadro dello Sviluppo rurale, c’è poi la concessione data agli Stati membri di innalzare il livello massimo di sostegno per i giovani agricoltori dagli attuali 70mila fino a 100mila euro.

Triloghi al via

Intanto, sulla proposta di riforma della Pac post 2022 che abbiamo votato a larga maggioranza il mese scorso, sono partiti i triloghi con la Commissione e il Consiglio. Il testo è un buon compromesso di partenza tra la sostenibilità ambientale delle misure e la sostenibilità economica e sociale. Ma di questo avremo modo di parlare più diffusamente nei prossimi mesi nel corso del negoziato.

Paolo De Castro

è Capogruppo S&D Commissione Agricoltura del Parlamento europeo

profilo twitter: @paolodecastro

Dall’Europa un segnale forte per l’agricoltura - Ultima modifica: 2020-11-20T08:10:48+01:00 da K4

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