Accordo con il Mercosur, trema lo zucchero italiano

zucchero
L'intesa fra Ue e Mercosur rischia di affossare definitivamente il settore bieticolo-saccarifero. Da Coprob a Centinaio alle Professionali: tutti contro

L'accordo fra Unione europea e Mercosur in Italia non piace a nessuno.

Dopo le prese di posizione del ministro Gian Marco Centinaio e delle Professionali agricole - sulle quali torneremo - è di oggi l'intervento di Coprob che, con l'entrata in vigore dell'intesa, traccia un quadro davvero preoccupante per quel che resta del settore bieticolo-saccarifero nazionale.

Arrivano 180mila t di zucchero grezzo

«L'intesa raggiunta - sottolinea Coprob - prevede, tra i diversi elementi, la concessione di una quota d’importazione di zucchero grezzo di 180.000 t a dazio zero da implementarsi in 5 anni. Inoltre, è prevista una ulteriore quota di importazione di 10.000 t dal primo anno dell’entrata in vigore dell’accordo dal Paraguay di zuccheri speciali tra cui lo zucchero biologico.

Questa intesa arriva a 20 mesi dall’implementazione della riforma dell’ocm zucchero nell'Ue che ha causato un crollo del prezzo con un trasferimento di 2,75 miliardi di euro dagli agricoltori e dai produttori di zucchero ai grandi utilizzatori nel corso degli ultimi 18 mesi».

Crisi senza precedenti

«Stiamo assistendo - continua Coprob - a una situazione di crisi per il settore saccarifero europeo senza precedenti con annunci di chiusure di impianti in molti paesi europei inclusi Francia, Germania e Polonia: nonostante gli appelli dei produttori di zucchero, dei bieticoltori e dei sindacati, l'immobilismo dell'UE è stata assoluto.

Il Mercosur include tra i suoi paesi membri il Brasile che è il primo paese esportatore di zucchero nel mondo e il Paraguay primo produttore di zucchero biologico nel mondo dopo il Brasile».

Concorrenza sleale brasiliana

«L'accordo fra Ue e Mercosur - conclude Coprob - rafforzerà la concorrenza sleale sul mercato dell'Ue e minerà i tre pilastri della sostenibilità europea sociale, economica e ambientale fondata su controlli continui e sempre più stringenti in nome della volontà del consumatore di acquistare prodotti equi, sicuri e sempre più amici dell’ambiente.

Lo zucchero brasiliano, prodotto per la maggior parte con prodotti fitosanitari vietati nell'UE, sostituirà lo zucchero europeo prodotto secondo i più alti standard ambientali e sociali del mondo.  Nella nuova politica agricola europea l’orientamento del legislatore spinge l’agricoltore a concentrare le proprie attività su produzioni ad alto valore aggiunto come il biologico; anche a livello italiano e nelle due regioni in cui operiamo la spinta per i nostri soci agricoltori è chiaramente verso l’agricoltura integrata e il biologico.

Intesa da respingere

«Come Coprob-Italia Zuccheri - afferma il presidente Claudio Gallerani - stiamo faticosamente costruendo una filiera della barbabietola biologica in Italia dando la possibilità di un’ulteriore coltura nella rotazione. Ma apprendiamo che in parallelo la stessa UE negozia un accordo con il principale produttore di bio al mondo dopo il Brasile garantendo importazioni senza dazi.

Chiediamo pertanto al nuovo eletto Parlamento Europeo che dovrà esprimersi in merito ed alle Autorità italiane di rigettare il contenuto dell’accordo e che venga assicurata coerenza e tutela verso gli operatori e l’agricoltura italiana ed europea».

L'accordo, come si diceva, non piace proprio. Anche per altri settori. Nei giorni scorsi il ministro dell'agricoltura Gian Marco Centinaio aveva preso posizione: «Non sono assolutamente soddisfatto e sono profondamente preoccupato per le ripercussioni negative che potrà avere qualora fossero confermate le aperture al Mercosur verso le nostre produzioni sensibili quali riso, sul quale non è possibile accettare continue concessioni, e carne di pollame. Opporremo la massima contrarietà in tutte le sedi competenti».

«Non penalizzare gli agricoltori italiani»

«Già da ora posso dire chiaramente che non permetteremo che vengano penalizzati i nostri agricoltori e le nostre filiere. Non siamo contro gli accordi commerciali internazionali, ma siamo contrari a quelli che non tutelano le nostre produzioni che seguono standard e percorsi di qualità ben diversi da quelli di altri Paesi Extra Ue. Peraltro siamo anche molto perplessi sulla parte che riguarda i possibili vantaggi offensivi per le nostre esportazioni di olio di oliva, pasta e formaggi sui quali continueremo a chiedere le più ampie garanzie, compreso il totale riconoscimento e tutela dei nostri prodotti Dop e Igp. Vigileremo da subito, va bene aprire ai mercati ma servono innanzitutto regole comuni certe e rispettate da tutti».

Sulla stessa lunghezza d'onda le Professionali.

«L'Europa si appresta ad annunciare l'accordo internazionale con il Mercosur che comporterà, fra l'altro, delle importanti importazioni di zucchero. E in Emilia Romagna abbiamo l'ultimo zuccherificio italiano che così rischierà di chiudere».

Con queste parole il presidente di Coldiretti Ettore Prandini ha commentato dal palco del Villaggio Coldiretti di Milano gli accordi di scambio con il mercato comune dell'America meridionale.

Attacco al Made in Italy

L’accordo appena siglato tra la Ue e i Paesi del Mercosur- ricorda Coldiretti Emilia Romagna - legittima inoltre la falsificazione di oltre il 93% dei prodotti agroalimentari Made in Italy in Sudamerica, compresi i prodotti più esportati all’estero, dal Prosciutto di Parma al Parmigiano Reggiano che dovranno coesistere con le loro imitazioni locali per molto tempo».

E Confagricoltura:  «Ci preoccupano – sottolinea il presidente Massimiliano Giansanti -  gli impatti su riso, agrumi, zucchero, pollame, le nostre produzioni più esposte alla più forte concorrenza dei paesi Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay). E per le carni bovine è elevato il rischio di squilibrare il mercato dell’Unione, a seguito delle concessioni

accordate dalla Commissione, con un contingente di importazioni a dazio zero pari a 99 mila tonnellate l’anno».

Liberalizzazione ingiustificata

«Il Brasile – ricorda la Confagricoltura -  già esporta 270 mila tonnellate di carne bovine sul mercato dell’Unione ed è il secondo fornitore di semi di soia, dopo gli Stati Uniti».

«C’è poi il capitolo relativo alle modalità della liberalizzazione del mercato del Mercosur ai vini e all’olio di oliva della UE  – evidenzia Giansanti -. Un’apertura diluita su un periodo di almeno dieci anni sarebbe negativa, mentre per i Paesi sud americani l’abbattimento dei dazi europei entrerebbe immediatamente in vigore. Se fosse confermata, saremmo di fronte a una disparità assolutamente ingiustificata».

Chiude il cerchio la Cia.

«Cia-Agricoltori Italiani guarda da sempre con favore agli accordi commerciali internazionali ma, nel ruolo di importatore netto, l’agrifood italiano occupa una posizione difensiva nelle produzioni zootecniche e nei cereali, che Cia auspica siano tutelate dal trattato.

Cia - per voce del presidente Dino Scanavino - si augura, dall’altra parte

, una particolare attenzione a sostegno dei prodotti in cui gioca, invece, in posizione offensiva: vini, prosecco, prodotti agricoli trasformati lattiero-caseari e IG di alta qualità».

Sommersi dai prodotti sudamericani

«Il rischio per l’Italia è di essere sommersi dai prodotti agricoli del Sudamerica, abolendo dazi e altre barriere. Nell’Ue vigono i più alti standard in termini di sicurezza alimentare, ambiente, salute e benessere degli animali che garantiscono il successo dei prodotti agroalimentari europei nel mondo, sarebbe dunque dannosa una concorrenza di prodotti che non rispettano il principio di reciprocità delle regole comunitarie».

 

 

 

Accordo con il Mercosur, trema lo zucchero italiano - Ultima modifica: 2019-07-08T12:31:24+00:00 da Gianni Gnudi

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