Agricoltura in difficoltà. Un guado difficile da superare

Cambia il Ministro. Cambia il Commissario europeo. Non i problemi. Molti agricoltori stanno mollando. E non cercano neanche più un guado da attraversare

Che curiosa estate. Anche per l’agricoltura.
In poche settimane si è passati da un ministro leghista, Gian Marco Centinaio, a una ministra politicamente opposta, Teresa Bellanova.

Da un possibile Commissario italiano espressione del sovranismo e non proprio in linea con il nuovo corso tedesco di Ursula von der Leyen (si era fatto a più riprese il nome di Giancarlo Giorgetti) alla nomina di Paolo Gentiloni, dialogante e supereuropeista. Peraltro in una posizione di grande rilievo, quella degli Affari economici.

Da un vertice dell’agricoltura europea in mano all’irlandese Phil Hogan al passaggio di consegne con il polacco Janusz Wojciechowski che, oltre a far capire come scrivere al meglio il suo cognome, pare abbia tutta l’intenzione di smantellare l’impianto della politica agricola comunitaria dei prossimi anni (2021-2027), precucinata da Hogan nell’ultimo anno del suo mandato.

Dunque lo scenario di riferimento cambia radicalmente. In Italia e nel Vecchio Continente.
E chissà se al mondo agricolo nazionale, tendenzialmente conservatore, questo repentino cambio aggradi.

Certo è che, tornando in Italia, al di là delle posizioni politiche e dei singoli sentimenti,
per la prima donna di centrosinistra al vertice di via XX Settembre (le uniche precedenti, Adriana Poli Bortone e Nunzia De Girolamo, erano rispettivamente di Alleanza Nazionale e del Popolo delle Libertà) la strada è davvero stretta.

Sofferenza di redditività. E di prospettiva

Sia perché le politiche per l’agricoltura degli ultimi anni, probabilmente decenni, non hanno inciso significativamente sull’innovazione e lo sviluppo del settore.
Sia, e soprattutto, perché l’agricoltura italiana è davvero in sofferenza.
Di redditività, di visione, di prospettive.
È oggettivamente vero che, come ha scritto Angelo Frascarelli recentemente su queste pagine, il lamento è inutile.

Ma è altrettanto oggettiva la difficoltà di molte imprese agricole nazionali, non più in grado di coprire i costi.

Emergenze continue

Se fosse cosa congiunturale, il classico anno storto, non ci si farebbe nemmeno più caso.
Ma ormai i tempi si allungano e da diverse, troppe, campagne i conti degli agricoltori, quantomeno di molti di loro, sono in rosso. I cereali sono in enorme difficoltà sul fronte della marginalità, la bietola è resistente ma al lumicino, gran parte della frutticoltura è in apnea, cominciano i primi scricchiolii di prezzo anche per il mondo bio, da anni in forte espansione.
A ciò si aggiungono le emergenze.
Quelle purtroppo ormai consolidate come
la Xylella.
E quelle nuove come la cimice asiatica. E il clima che cambia…
Teresa Bellanova, per storia personale e vita anche di campo, non pare tema le sfide.

Il guado e lo zenit

Ma qui siamo davvero a un guado. E, come dicono i vecchi che hanno sempre qualcosa da insegnare, «solo chi ha passato il guado sa quanta acqua tiene».
Parlando proprio di Xylella, il neoministro ha usato il termine rigenerazione.
Ecco, probabilmente il compito più importante, e davvero complesso, per Bellanova è ridare un orizzonte agli agricoltori italiani.
Una speranza a chi nei e sui campi investe. Riorientare la bussola e ritrovare uno zenit.
Sarebbe già moltissimo.

Agricoltura in difficoltà. Un guado difficile da superare - Ultima modifica: 2019-09-18T15:15:15+00:00 da Gianni Gnudi

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