Agricoltura lombarda, primo semestre 2021 ancora segnato dalla pandemia

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I numeri del report Unioncamere parlano di un comparto che resta in salute ma sul quale hanno pesato la chiusura del canale Horeca e il rincaro delle materie prime. A soffrire soprattutto la zootecnia

Presentati a Pavia nella sede della Camera di Commercio i risultati dell’analisi congiunturale del primo semestre 2021 per il settore agricolo lombardo realizzata da Unioncamere Lombardia e Regione Lombardia con il supporto del Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università degli Studi di Milano.

Primo semestre con effetto pandemia

Nei primi sei mesi del 2021 il comparto agricolo lombardo ha risentito in misura ancora rilevante degli effetti della pandemia, per via delle restrizioni in vigore in settori che contribuiscono indirettamente alla creazione del valore aggiunto agroalimentare (ristorazione, ricezione, intrattenimento, istruzione). A questi effetti, evidenti soprattutto per alcune produzioni posizionate nelle fasce alte del consumo, si aggiungono le difficoltà create dalle tensioni crescenti sui mercati delle materie prime e dei semilavorati, che rischiano di compromettere la redditività delle imprese agricole.

 

 

La crescita dei costi di produzione ha colpito in maniera trasversale tutti i comparti dell’agricoltura regionale per via dei rincari di energia e petrolio, che si ripercuotono anche su fertilizzanti e fitofarmaci, e delle difficoltà di approvigionamento per quanto riguarda macchinari e pezzi di ricambio. Gli effetti più gravi si sono scaricati sulla zootecnia, che rappresenta il cuore dell’agricoltura lombarda, per via dell'incremento senza precedenti delle quotazioni dei cereali e degli altri alimenti che compongono la razione animale.

Nonostante queste difficoltà, il settore conferma la sua capacità di resilienza e gli indicatori di fatturato e redditività mostrano comunque un lieve progresso rispetto alla seconda metà del 2020, anche per via del buon andamento delle quotazioni dei principali prodotti. L’export agroalimentare mostra inoltre una decisa ripartenza, raggiungendo nei primi sei mesi dell’anno un tasso di crescita a due cifre dopo lo stallo dell’anno precedente.

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I risultati per ogni settore

Il lattiero-caseario beneficia del buon andamento della domanda mondiale e dei prezzi delle principali produzioni, che si mantengono sopra i livelli dello scorso anno. Il rincaro dei mangimi non consente però di sfruttare appieno le condizioni favorevoli del mercato.

Le quotazioni delle carni suine mostrano un andamento positivo sia nel circuito DOP che non DOP, ma anche in questo caso la redditività risulta compressa dall’impennata dei costi produttivi.

Le carni bovine evidenziano i risultati peggiori nel comparto zootecnico, senza riuscire a recuperare rispetto alla situazione difficile del 2020: la lieve crescita delle quotazioni e la stabilità dei consumi non permettono di compensare i maggiori costi per l’alimentazione animale.

I cereali rappresentano il settore in maggiore salute, per via dei record raggiunti dai prezzi di mais e frumento, che dovrebbero rimanere elevati anche nei prossimi mesi permettendo di assorbire senza problemi i rincari degli input produttivi.

Il vino continua a soffrire le limitazioni del canale Horeca, sebbene le valutazioni siano in miglioramento rispetto a un 2020 estremamente negativo, anche grazie alla diversificazione dei canali distributivi; i prezzi hanno mostrato alcuni segnali di ripresa, che però non si sono estesi a tutte le denominazioni.

Un comparto in salute

«Lo stato di salute dell’agricoltura lombarda è solido – dichiara il Presidente di Unioncamere Lombardia Gian Domenico Auricchio – lo confermano sia i consumi interni che l’export vigoroso, a testimonianza di quanto sia importante avere una base forte e diversificata di imprese e produttori. Le aziende si sono adattate in fretta al nuovo scenario ma ci sono ancora tensioni sui prezzi, sia per i maggiori costi dei fattori di produzione che per la contrazione dei consumi fuori casa, mentre nel primo semestre manca ancora in gran parte il canale Horeca».

«I numeri fanno capire l’importanza di tutto il comparto agroalimentare per l’economia della Lombardia – ha dichiarato l’assessore regionale all’Agricoltura Fabio Rolfi –. Ora il tema da affrontare con più urgenza è quello relativo all’aumento dei costi di produzione. Nel frattempo, dobbiamo proseguire con gli investimenti legati alla comunicazione della qualità e della sicurezza alimentare dei nostri prodotti e all’innovazione, per coniugare sostenibilità ambientale e redditività delle aziende».

Agricoltura lombarda, primo semestre 2021 ancora segnato dalla pandemia - Ultima modifica: 2021-10-06T17:45:00+02:00 da Terra e Vita

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