Agricoltura lombarda, primo semestre 2020 in affanno. Zootecnia la più colpita

agricoltura lombarda
Gli effetti del lockdown si sono fatti sentire in particolare sul prezzo del latte e sui consumi di carne. I cereali hanno tenuto, mentre orticole industriali e uova hanno registrato aumenti nelle vendite

Dopo un 2019 positivo, anche l'agricoltura lombarda è stata travolta dall'emergenza Covid-19. I dati diffusi da Unioncamere Lombardia sull'andamento congiunturale del settore primario regionale nei primi sei mesi dell'anno parlano chiaro. Fatturato in calo per la metà degli imprenditori agricoli intervistati. Poco meno di un quinto sostiene di aver registrato un aumento nelle vendite.

L’indice sintetico di fatturato raggiunge il valore più basso degli ultimi 5 anni attestandosi a -0,35. Anche quello relativo alla redditività aziendale mostra un calo significativo, nonostante sul fronte dei costi di produzione non si rilevino criticità grazie alla contrazione delle spese energetiche.

 

 

Numeri che fanno comunque dell’agricoltura il settore meno penalizzato dall’emergenza, anche perché rientra integralmente nelle attività riconosciute come essenziali. Nel secondo trimestre 2020, a livello nazionale, a fronte di un calo del Pil su base annua del 17,7%, il valore aggiunto in agricoltura ha registrato un calo del 4,9%.

Crisi, ma non per tutti

Il settore suinicolo, che partiva da una situazione congiunturale positiva, è stato decisamente penalizzato durante il periodo di lockdown. Così come il comparto delle carni bovine. L’orticolo industriale e le uova sembrano invece essersi avvantaggiati dalla situazione e hanno migliorato le proprie performance.

Per quanto riguarda il settore cerealicolo, le produzioni di riso e triticale sono rimaste stabili, se non addirittura leggermente aumentate. Altri cereali hanno subito una flessione delle produzioni. Più consistente per frumento duro e tenero, prevalentemente a causa di una diminuzione delle superfici, a fronte di rese stabili rispetto all’anno precedente. Il mais sembra avere prospettive favorevoli circa le produzioni dell’annata in corso, in quanto il clima è stato particolarmente buono, contrariamente a quanto accaduto nel 2019.

Per il vino i risultati hanno mostrato estrema variabilità, penalizzando le etichette destinate all’Horeca e all’export. Mentre i vini commercializzati dalla Gdo hanno evidenziato significativi incrementi. Positive le aspettative sulla vendemmia, che prevedono quantità in crescita e livelli qualitativi elevati.

Il settore lattiero-caseario ha invece risentito molto della situazione di emergenza. Non tanto per problemi legati alla produzione, quanto per la chiusura del canale Horeca che ha prodotto una contrazione della domanda di latte e formaggi freschi. Inoltre, gli acquirenti nel canale Gdo si sono orientati verso prodotti stagionati e a lunga conservazione. Probabilmente a causa delle restrizioni relative alle limitate possibilità di movimento della popolazione durante il periodo di lockdown. In sostanza, i cambiamenti delle abitudini di acquisto e consumo hanno favorito alcuni settori e ne hanno penalizzati altri.

agricoltura lombardaL'export che rallenta non aiuta

In parallelo, il rallentamento dell’export agroalimentare ha avuto impatto negativo anche rilevante per molti prodotti lombardi di punta come formaggi e vini di qualità, contribuendo alla penalizzazione delle produzioni a maggiore valore aggiunto. Anche qui, tuttavia, il risultato delle esportazioni di beni agricoli ed alimentari (+1,8% nei primi sei mesi, dopo il +6,3% del 2019) è stato molto migliore rispetto a quello complessivo (-15,3%) degli altri settori economici.

Questo mix di elementi ha influenzato in maniera diversa i risultati dei vari settori, penalizzando però in particolare la zootecnia, cuore del sistema agricolo lombardo.

Agricoltura lombarda, primo semestre 2020 in affanno. Zootecnia la più colpita - Ultima modifica: 2020-09-30T15:52:59+02:00 da Simone Martarello

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