Barilla: «La sostenibilità parte dalle scelte che facciamo a tavola»

Paolo Barilla
Dodici punti per una dieta sana e sostenibile. A New York, al Forum internazionale su alimentazione e Nutrizione, l’azienda che fa da battistrada al made in Italy agroalimentare fissa un vademecum per avvicinare i consumatori agli sforzi di sostenibilità ambientale e sociale degli agricoltori

Dodici linee per una dieta sana e sostenibile: le ha messe in fila la  Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition (Bcfn) e le ha elencate alla platea internazionale di New York, in occasione del primo Forum Internazionale su Alimentazione e Nutrizione negli Usa che si è tenuto il 28 settembre.

Un incontro partito dalla considerazione che oltre un terzo della superficie terrestre è dedicata all'agricoltura che produce circa il 30% delle emissioni globali di gas serra, preleva il 70% di tutta l'acqua dolce disponibile sul Pianeta e incide per l'80% sul fenomeno della desertificazione. «L’insicurezza alimentare – afferma Paolo Barilla, Vice Presidente di Bcfn –è oggi una delle cause che scatenano migrazioni di massa e conflitti sociali. Tra le cause principali ci sono i cambiamenti climatici, che rendono impossibile la produzione di cibo e che sono spesso generati proprio dal modo in cui produciamo il cibo. Serve una food revolution e ognuno può dare un contributo partendo dal proprio regime alimentare». Per questo la Fondazione ha sostenuto delle attività di ricerca che hanno consentito di tracciare le linee di  quella che può essere considerata una dieta sostenibile per il pianeta. Questo regime alimentare prevede molta frutta e verdura di stagione e a chilometro zero oltre a pesca sostenibile e allevamento a terra. Sono dodici le raccomandazioni per trasformare il proprio modo di vivere.

Le 12 raccomandazioni

Si tratta di un vero e proprio vademecum quella della dieta sostenibile per il pianeta che inizia con una massima e cioè quello di scegliere principalmente cibi che siano di origine vegetale. L'alimentazione, poi, deve essere varia e portare a mangiare 5 porzioni di frutta e verdura al giorno scegliendo prevalentemente prodotti locali e di stagione. Usando prodotti freschi con maggiore frequenza poi si eviterebbe uno spreco di imballaggi che non si ritengono necessari. Si deve limitare il consumo di alimenti trasformati o ultraprocessati, aumentando il consumo di legumi e riducendo quello di carni rosse. Passando al pesce invece è importante affidarsi a quello proveniente da pesca sostenibile. Per quanto riguarda invece la carne rimane importante scegliere animali allevati a terra.

I dodici punti del vademecum Barilla

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