Cereali, campagna 2019 con qualche sorpresa

campagna cereali 2019
Clima pazzo e guerre dei dazi: le quotazioni degli ormai prossimi raccolti cerealicoli potrebbero risentire degli effetti delle turbolenze politiche e climatiche che hanno causato siccità in Australia ed eccessi di precipitazioni in Europa e Usa, ma non aspettiamoci sconvolgimenti nei listini

Che l’annata agraria alle porte potesse trovare nuovi equilibri e mostrare cambiamenti di tendenza lo si è visto sia a livello agro-climatico, con problemi di siccità in Australia ed eccesso di precipitazioni in Usa (e fino a pochi giorni fa anche in Italia), che politico-commerciale, con il Governo Trump in continua disputa con la Cina e oggi anche con il Messico.

stefano serra commenta campagna cereali 2019
Stefano Serra, Esperto del mercato internazionale dei cereali e amministratore Info Granarie e Servizi

Il 2019/20 prenderà il “testimone” da un 2018/19 caratterizzato da ampia disponibilità mondiale, quotazioni deboli e importanti stock di riporto... ma qualcosa potrebbe cambiare.

Se per il grano tenero la garanzia di tranquillità è nella previsione di ampi raccolti in Europa, Russia e Australia con i fondi di investimento “corti” ma poco propensi a cavalcare l’odierna tensione sulle borse a termine, per il grano duro i cali di superfici in Europa, Usa e Canada dovrebbero essere in gran parte compensati dalle eccedenze canadesi e da raccolti nordafricani sì inferiori al 2018 ma nella media storica. Più incerto lo scenario per il mais tra il ritardo record nelle semine Usa (e rischio di perdere un 40 mio/t di produzione rispetto al 2018) e l’ormai certezza di maggiori produzioni in Sudamerica e nella regione del Mar Nero a sopperire al calo del raccolto cinese e alla domanda messicana (vedi disputa Usa-Messico).

Inquadrato il contesto produttivo 2019, non si deve dimenticare che il 50% delle “ampie” scorte mondiali sono in mano cinese e che rimane accesa la competizione tra vecchi e i nuovi re dell’export cerealicolo: Usa-Canada-Europa-Australia-Sudamerica e Russia-Ucraina.

Prima di azzardare previsioni di mercato, un accenno ai consumi solo per sottolineare che se per il grano tenero saranno nuovamente inferiori alla produzione (per cui stock 2020 in aumento), per il grano duro e il mais eccederà i raccolti e quindi intaccherà leggermente gli stock. Più in generale i consumi all grains del pianeta, stimati sui 2,18 miliardi di tonnellate, ridurranno di ‘solo’ 15 milioni di t gli stock mondiali... per un quasi nulla di fatto. Fin qui tutto farebbe presagire a una campagna cereali 2019/20 serena, ma all’orizzonte restano alcune nuvole minacciose come la querelle Cina-Usa, con riflessi a cascata su tutto il settore granario, o la disputa Usa-Messico, che favorirebbe gli esportatori del Mercosur e forsanche il Mar Nero, per non parlare della Brexit e dei riflessi valutari (euro sempre più debole?) che facilitano l’export europeo ma anche rafforzano i prezzi locali sulle nostre piazze comunitarie.

Arrivando al tema più sentito dei prezzi, cosa si intravede nella “sfera di cristallo” sul breve medio-termine? Per i grani teneri è difficile ipotizzare una tendenza chiara, molto dipenderà dagli eventi climatici nell’emisfero Nord nelle prossime 3-4 settimane fino alla trebbiatura, ma per certo non attendiamoci sconvolgimenti con opportunità commerciali legate al “weather market” e alla conseguente volatilità delle quotazioni. Il mercato mondiale del duro vedrà sì qualche scambio in più ma in regime di sostanziale stabilità dei prezzi, garantita dagli ingenti stock iniziali; tutto vero ma non per l’Italia ove l’etichettatura, per legge, sostiene i prezzi imponendo l’utilizzo pressoché dell’intera produzione nazionale anche se con caratteristiche non eccelse. Arrivando al mais, il dramma del ritardo nelle semine Usa (principale produttore mondiale) potrebbe essere azzerato sia dal minore export americano verso Cina e Messico che dall’attesa di maggiore disponibilità all’export in Ucraina e Sudamerica. Una battuta per concludere. Anche nel 2019/20 l’agricoltura resterà protagonista assoluta ma, in assenza di calamità “naturali”, a movimentare un mercato altrimenti incolore ci penseranno ancora una volta la speculazione e la politica.

 

Cereali, campagna 2019 con qualche sorpresa - Ultima modifica: 2019-06-13T09:32:03+00:00 da K4

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