Consorzi di bonifica pugliesi commissariati raddoppiano le tariffe dei costi irrigui

consorzi bonifica
Confagricoltura Puglia e Cia Puglia contestano il forte aumento delle tariffe, che segue solo di qualche settimana quello riguardante gli oneri sulle opere consortili, e chiedono l’intervento della Regione Puglia

I quattro consorzi di bonifica pugliesi commissariati, cioè Consorzio di bonifica Terre d’Apulia, Consorzio di bonifica Stornara e Tara, Consorzio di bonifica dell’Arneo e Consorzio di bonifica Ugento e Li Foggi, hanno deciso a inizio anno un forte aumento delle tariffe dei costi irrigui. Sollevando così la protesta di Confagricoltura Puglia e Cia Puglia, già in rotta di collisione con i consorzi per gli aumenti, decisi alcune settimane fa, degli oneri sulle opere consortili, contestati perché a essi non corrisponderebbero per gli agricoltori reali benefici. Confagricoltura Puglia sostiene che l’aumento delle tariffe dei costi irrigui è la goccia che fa traboccare un vaso colmo da tempo e chiede l’intervento del presidente della regione Emiliano. Cia Puglia dichiara il raddoppio delle tariffe «assurdo», «una decisione iniqua e scellerata».

Confagricoltura Puglia: «Goccia che fa traboccare il vaso»

Luca Lazzàro
Luca Lazzàro

Per gli agricoltori pugliesi la decisione dei quattro Consorzi di bonifica commissariati di raddoppiare le tariffe dei costi irrigui è la goccia che fa traboccare un vaso colmo da tempo, commenta il presidente di Confagricoltura Puglia Luca Lazzàro. «Si tratta di un aumento che segue solo di qualche settimana quello inerente gli oneri sulle opere consortili che penalizza i proprietari di terreni che ricadono nel comprensorio dei consorzi. A questo punto, chiediamo ufficialmente che sulla questione intervenga il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano».

Per Lazzàro «è impensabile che ci si possa accanire in questo modo su imprenditori e lavoratori che vengono da due anni di emergenza Covid e che oggi sono oppressi da costi dell’energia e delle materie prime fuori controllo. Di recente il commissario dei consorzi di bonifica ha già messo mano alle cartelle legate agli oneri contributivi (il tributo 630) triplicando gli importi, tanto che chi, per esempio, si era trovato a pagare 1.000 euro per l’annualità 2016 sta per ricevere o ha già ricevuto per l’annualità successiva (2017) una richiesta di oltre 2.500 euro circa. Adesso questo aumento sui costi irrigui è una nuova stangata».

«Rimettere ordine tra consorzi bonifica commissariati e agricoltori»

Lazzàro chiede a che punto sia il piano generale di bonifica e, soprattutto, a che punto siano i nuovi piani di classifica. «Sono tante le domande che cercano risposte indispensabili a rimettere ordine nei rapporti tra consorzi e agricoltori che, lo dicono le sentenze dei tribunali, pagano un beneficio che non ricevono. La situazione economica in cui versa un consorzio non è certo responsabilità degli imprenditori agricoli, ecco perché chiediamo che il presidente Emiliano affronti in modo deciso questa querelle che si protrae da anni e vede come uniche vittime coloro che invece dovrebbero essere tutelati».

Cia Puglia: «Effetti devastanti sulle aziende agricole»

Gennaro Sicolo
Gennaro Sicolo

«Quello dei consorzi di bonifica commissariati è un vero e proprio colpo di mano: aumentare a inizio anno le tariffe del 2023 per i consumi di acqua a uso irriguo, e con effetto retroattivo su tutto il 2022, è assurdo e ha effetti devastanti sulle nostre aziende agricole, già falcidiate da aumenti vertiginosi di tutti i costi di produzione. Al contempo i prezzi riconosciuti ai nostri prodotti sono incongrui e tanto bassi da non assicurare nemmeno la possibilità di coprire le spese. Alla luce di tutto questo, appare ancora più scellerato e ingiustificabile l’aumento delle tariffe dell’acqua e, ancora di più, il valore retroattivo di questa decisione». Così Gennaro Sicolo, presidente di Cia Puglia e vicepresidente nazionale di Cia Agricoltori Italiani, interviene sul «beffardo regalo d’inizio anno» che gli agricoltori si sono visti recapitare a mezzo delibera commissariale dai consorzi di bonifica commissariati. La questione riguarda tutto il territorio regionale, a esclusione della provincia di Foggia, l’unica ad avere due consorzi non commissariati (Consorzio di bonifica della Capitanata e Consorzio di bonifica del Gargano).

«Tariffe aumentate per quasi l'intera Puglia»

«Per le province di Bari, Bat, Brindisi, Lecce e Taranto, le tariffe per i consumi di acqua a uso irriguo sono aumentate a conguaglio di oltre il doppio. Per il comprensorio di Ostuni, ad esempio, il costo dell’acqua a metro cubo passa da 0,40 centesimi a 1 euro. Questo significa che chi aveva preso una scheda prepagata per 1.000 euro, ora dovrà versarne altri 1.500 per un totale di 2.500 euro. Questo è inaccettabile. I consorzi Arneo e Stornara e Tara non possono pensare che una decisione del genere sia accettata come se fosse normale. Situazione simile quella rilevata per il Consorzio Terre d’Apulia, che aumenta il prezzo dell’acqua retroattivamente, a partire dal 2022, facendolo passare da 0,31 € a 0,68 € per metro cubo. Il Salento, poi, oltre ai danni da Xylella e siccità, viene colpito con una mazzata d’inizio anno che riteniamo ingiusta, iniqua e del tutto sbagliata. In un solo colpo, le aziende agricole vengono chiamate a versare quote ingentissime. Le nostre richieste, espresse già dallo scorso aprile, sono rimaste inascoltate. La Regione Puglia deve intervenire. Occorre prendere subito decisioni che cambino questo stato di cose, azzerino gli aumenti, riconsiderino da subito la questione delle tariffe sia per l’acqua sia per i servizi di manutenzione e difesa del territorio praticamente inesistenti. Purtroppo, all’ultimo incontro tenuto in Regione, alla presenza del Commissario straordinario unico Alfredo Borzillo, non ha fatto seguito alcun passo in avanti rispetto a quanto chiediamo da tempo».

Sicolo chiede, inoltre, alla Regione Puglia a che punto siano la riforma dei consorzi commissariati, richiesta a gran voce da Cia Agricoltori Italiani Puglia ormai da molti anni, e la discussione relativa ai nuovi piani di classifica. «Sui consorzi di bonifica commissariati occorre cambiare le cose radicalmente e farlo subito. Serve stabilire nell’immediato il saldo e lo stralcio delle cartelle di pagamento, bisogna varare i nuovi piani di classifica e fissare nuovi parametri per il calcolo dei tributi che devono essere ancorati ai servizi effettivamente svolti. Infine in tutti i territori colpiti da Xylella, gli agricoltori devono essere esentati dal pagamento dei tributi».

Consorzi di bonifica pugliesi commissariati raddoppiano le tariffe dei costi irrigui - Ultima modifica: 2023-01-11T12:59:24+01:00 da Giuseppe Francesco Sportelli

1 commento

  1. Bisogna intervenire urgentemente e mettere in liquidazione questi mostri burocratici. Passare il costo dell’acqua da 0,25/ 0,40 a 1,10 euro a mc. è semplicemente assurdo. Non hanno idea di cosa significhi coltivare la terra. Il Consorzio di bonifica Ugento li foggi, opera in un territorio disastrato, imporre queste tariffe è allucinante. Per assurdo conviene irrigare con AQP: Tornate con i piedi per terra è non andate oltre i 0.25 – 0,40 centesimi a mc.

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