Coronavirus, Giansanti: «Stop al tentativo di screditare il made in Italy»

Massimiliano Giansanti
Il presidente di Confagricoltura applaude l’azione della ministra Bellanova per evitare ripercussioni sui mercati esteri e stigmatizza le strumentalizzazioni di alcune catene della grande distribuzione all’estero

«Ringrazio il ministro Teresa Bellanova per la lettera al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al ministro per la Salute Roberto Speranza in relazione alle gravissime ripercussioni per il Made in Italy agroalimentare a causa del Coronavirus e per la pregevole iniziativa simbolica del pranzo sociale al ministero, per sottolineare che i nostri prodotti fanno bene e sono sicuri».

Il pranzo sociale organizzato dalla ministra Bellanova

«Il ministro ha accolto e fatto proprie le nostre preoccupazioni per alcuni comportamenti scorretti della grande distribuzione europea che chiedono garanzie di sicurezza degli alimenti provenienti dal nostro Paese». Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti.

 

 

Speculazioni da stroncare

Ci sono catene alimentari che pretendono strumentalmente garanzie sulla sicurezza degli alimenti provenienti dall'Italia e si verificano, allo stesso tempo, speculazioni sui prezzi all’origine dei generi alimentari e delle materie prime italiane.

«Non accettiamo speculazioni di concorrenti che vogliono strumentalizzare la situazione e screditare le nostre produzioni – ha spiegato Giansanti - Si sa bene, anche all’estero, che il Coronavirus non c’entra nulla con la salubrità e la qualità degli alimenti. E si sa altrettanto bene che il Made in Italy agroalimentare è sottoposto a severe norme produttive e altrettanti controlli. Si sta facendo sciacallaggio, cercando di azzoppare un settore fondamentale per l’economia e ambasciatore dell’Italia nel mondo».

«A questo punto – ha concluso il presidente di Confagricoltura – sosteniamo con convinzione il governo affinché intervenga per fermare episodi deplorevoli che condannano ingiustamente l’Italia e per garantire condizioni di reciprocità».

Coronavirus, Giansanti: «Stop al tentativo di screditare il made in Italy» - Ultima modifica: 2020-02-27T17:22:28+01:00 da Lorenzo Tosi

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