Coronavirus: per ora campi e stalle ok, ma il futuro preoccupa

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Nel Lodigiano e nel Piacentino agricoltura e zootecnia continuano le loro attività nonostante le restrizioni imposte per contrastare l'epidemia di Covid-19. A preoccupare è il futuro e il rischio di trovarsi senza manodopera

Le merci circolano, stalle e campi sono accessibili anche nelle zone rosse. Ma le incognite per il settore agricolo dovute all'epidemia di coronavirus sono comunque tante. In primis la durata dell'emergenza. Se in un paio di mesi la situazione tornasse alla normalità le conseguenze potrebbero essere limitate, ma se durasse di più i problemi potrebbero essere gravi. E poi ci sono le incertezze per la contrazione dei consumi dovuta alla drastica diminuzione dei turisti e alla chiusura, o alla forte limitazione, dell'attività di mense, ristoranti e bar. E ancora si spera che i dipendenti delle aziende agricole non si ammalino o siano costretti alla quarantena.

Infine, gli imprenditori agricoli non sanno se nelle prossime settimane potranno contare sulla manodopera, soprattutto quella che ogni anno arriva dall'estero, per i trapianti del pomodoro, per le operazioni nei frutteti e nelle serre. A soffrire di più in questo momento sono gli agriturismi che hanno visto un drastico calo delle presenze. A Piacenza il Condifesa ha chiuso gli uffici e si è organizzato per il lavoro a distanza. Questo in estrema sintesi il quadro tracciato dagli agricoltori delle zone del piacentino e del Lodigiano dopo due settimane di emergenza dovuta al coronavirus.

Stalle al lavoro nel lodigiano ma i piccoli caseifici hanno chiuso

«Per ora la stalla va avanti e il ritiro del latte avviene regolarmente, ma in futuro potrebbero esserci problemi» spiega Giuseppe Elias, titolare della Gestione Aziende Bianchini ss, 600 ettari investiti a cereali e oleaginose e suddivisi in tre grossi corpi aziendali che si estendono tra le province di Lodi e Milano. Di queste fa parte anche Cascina Casoni, allevamento di circa 220 bovine a Caviaga, frazione di Cavenago d’Adda (Lodi).

«Il prezzo del latte spot è in calo perché la Cina ha smesso di acquistare, soprattutto il latte in polvere - fa notare Elias - in generale per la tenuta del sistema un grande contributo è quello della logistica, bisogna garantire che i trasporti funzionino».

Ascolta l'audio dell'intervista a Giuseppe Elias

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Giuseppe Elias

Coronavirus, smart working al Condifesa Piacenza

«Per ora non ci sono problemi di accesso ai campi sia nella provincia di Piacenza sia nel Lodigiano - afferma il presidente del Condifesa Piacenza e imprenditore agricolo Gianmaria Sfolcini - la preoccupazione è per le prossime settimane quando inizieranno i trapianti del pomodoro. Le persone lavorano a distanza molto ravvicinata sulla macchina dei trapianti, come ci dovremo regolare?».

Per quanto riguarda l'attività del Condifesa, Sfolcini racconta che gli uffici sono chiusi ma gli impiegati si sono portati il computer a casa e continuano a lavorare, anche perché la campagna assicurativa per il 2020 sta entrando nel vivo.

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Gianmaria Sfolcini

Coronavirus, in ansia per la manodopera

«A oggi non ho riscontrato grandi problemi ma temo per la manodopera, ad esempio sto aspettando tre operai dal Marocco per i trapianti di pomodoro. Arriveranno?». A porsi la domanda è Dante Parizzi, imprenditore agricolo 38enne che assieme al padre Dante conduce un’azienda di 400 ettari a Chiaravalle della Colomba, in provincia di Piacenza, nata alla fine degli anni Ottanta dall’accorpamento di alcuni poderi medi e piccoli.

Parizzi coltiva grano tenero e duro, soia, girasole, mais dolce, piselli e mais da trinciato. Una parte è destinata a prati stabili ed erba medica per le rotazioni colturali. E poi, il pomodoro da industria. «Proprio oggi ho ricevuto un carico di concimi - racconta l'agricoltore piacentino - quindi i trasporti stanno funzionando, speriamo la situazione non si aggravi».

Più in generale il mondo agricolo della Pianura Padana è in ansia per la manodopera stagionale, che di solito arriva dai Paesi dell'Est Europa e dal Nord Africa. Inoltre, certe macchine, come quelle per i trapianti delle piantine di pomodoro, non consentono di mantenere la distanza di sicurezza tra operatori.

Coronavirus: per ora campi e stalle ok, ma il futuro preoccupa - Ultima modifica: 2020-03-09T17:01:13+01:00 da Simone Martarello

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