Corte di Giustizia sul caso Lactalis-Francia: legittima l’origine in etichetta

La multinazionale aveva contestato l’introduzione dell’obbligo di indicare l’origine francese, europea o extra-europea del latte sull’etichetta dei prodotti lattiero-caseari.

Respinta la richiesta di Lactalis: sono legittime le norme che in Francia stabiliscono l’obbligo dell’origine delle materie prime in etichetta per alcune categorie di alimenti. Così si è espressa di recente la Corte di Giustizia dell’Ue con la sentenza del primo ottobre 2020, nella controversia che ha opposto la multinazionale francese del settore lattiero caseario, presente in Italia con la società Italatte, al Governo francese. Occorre però il rispetto di alcuni requisiti che  la Corte ha stabilito debba verificare il giudice nazionale.

La multinazionale aveva contestato l’introduzione dell’obbligo di indicare l’origine francese, europea o extra-europea del latte sull’etichetta dei prodotti lattiero-caseari. Un obbligo che è stato già approvato e adottato in via sperimentale in Francia e in Italia dopola notifica a Bruxelles. In Italia il decreto interministeriale del 22 luglio 2020 ha tra l’altro prorogato l’applicazione del “decreto sull’origine del latte” al 31 dicembre 2021.

 

 

Lactalis aveva chiesto l’annullamento dell’obbligo dell’origine in etichetta

Lactalis aveva citato in giudizio lo Stato Francese per ottenere l’annullamento del decreto di etichettatura d’origine del latte per gli alimenti. Secondo la multinazionale il decreto avrebbe violato il regolamento Ue 1169 del 2011, la normativa relativa alla fornitura di informazioni ai consumatori sugli alimenti.

La questione è finita davanti alla Corte di Giustizia del Lussemburgo che ha rilevato come il regolamento comunitario abbia effettivamente introdotto regole uniformi sull’indicazione obbligatoria del Paese di origine o del luogo di provenienza degli alimenti.

Secondo la Corte l’indicazione dell’origine rappresenta, comunque, un obbligo quando l’omissione può indurre in errore i consumatori.

Necessario un collegamento tra origine e qualità

La normativa dell'Unione europea che armonizza l'indicazione obbligatoria del paese d'origine o del luogo di provenienza degli alimenti non contrasta tuttavia con l'adozione di disposizioni nazionali che impongono talune ulteriori indicazioni d'origine o di provenienza. Sono possibili però solo se esiste un nesso, oggettivamente comprovato, tra l'origine o la provenienza di un alimento e le sue qualità.

L’obbligo dell’origine quindi è ammesso per proteggere la salute pubblica, i consumatori e  prevenire le frodi, tutelare i diritti di proprietà industriale e commerciale. Deve inoltre essere dimostrare l’esistenza di un legame tra le qualità degli alimenti e la loro origine o provenienza.

 

Corte di Giustizia sul caso Lactalis-Francia: legittima l’origine in etichetta - Ultima modifica: 2020-10-11T22:27:10+02:00 da Francesca Baccino

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