Dal Psr un aiuto concreto al territorio marchigiano ferito dal sisma

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Anna Casini, Vicepresidente con Deleghe all’Agricoltura Marche
Anche con bandi riservati ai giovani che si insediano nelle zone più colpite con l'obiettivo di accrescerne la competitività. Anna Casini, vicepresidente Marche con Deleghe all’Agricoltura, fa il punto sul Psr e rilancia per il futuro.

538 milioni di € i fondi messi a disposizione per la programmazione 2014-2020 del Psr Marche ai quali, a fine 2017, sono stati aggiunti circa 159 milioni a seguito del sisma del 2016. Ad oggi la dotazione complessiva post sisma di spesa pubblica a favore del Psr Marche è pari a oltre 697 milioni di €. Beneficiano direttamente dei contributi del Psr anche le aziende agroalimentari, le Pmi non agricole operanti nelle aree rurali, enti di formazione e di ricerca, imprese forestali, enti pubblici delle aree rurali e soggetti gestori di aree naturali e protette. Anna Casini, vicepresidente con Deleghe all’Agricoltura, sottolinea la sua soddisfazione in merito ai progetti e guarda al futuro e ai giovani.

In che modo vengono aiutati i giovani che per la prima volta si affacciano al mondo agricolo?

«Proprio per i giovani sono già stati portati a compimento 2 bandi per l’intero territorio regionale, e, a breve, si concluderanno le istruttorie di un terzo bando riservato alle aree sisma. Grazie ai primi due bandi sarà possibile finanziare l’insediamento di 230 giovani nuovi imprenditori in agricoltura, sostenendoli attraverso la messa a disposizione di 32 milioni, a fronte di 83,5 milioni di investimenti da realizzare attraverso immobilizzazioni materiali e immateriali in azienda o investimenti per lo sviluppo della multifunzionalità nelle aziende agricole. Il 3° bando, riservato alle aree sisma, invece, prevede una dotazione di 17 milioni di spesa pubblica, in parte come premio di avviamento, e in parte come contributo alla realizzazione di investimenti, per accrescere la competitività del territorio colpito dall’evento calamitoso».

Vi sono fondi destinati a sostenere le pratiche agronomiche maggiormente rispettose dell’ambiente?

«Oltre ai giovani la regione Marche attraverso il Psr tutela l’ambiente e il paesaggio, con l’obiettivo di promuovere l’aggregazione tra gli agricoltori, che così collaborano per superare insieme un problema ambientale, attivando una serie di interventi in maniera coordinata, massimizzando gli effetti positivi sull’ambiente in una logica di area vasta».

Ricerca e innovazione sono un altro importante pilastro del Psr.

«È importante ricordare che la Regione, ancor prima di pubblicare i bandi, attraverso l’Agenzia per i servizi nel settore agroalimentare Assam, ha portato avanti una serie di attività per agevolare l’incontro tra agricoltura e mondo della ricerca, tra domanda e offerta di innovazione, sostenendo la nascita dei Gruppi operativi. La Regione Marche ha individuato nell’Assam il soggetto deputato a svolgere il ruolo di Innovation Broker, animando le iniziative bottom-up, aiutando a perfezionare le idee innovative, fornendo il supporto per la ricerca di partner e per la preparazione della proposta progettuale».

Da qui al 2020 sarà possibile contare su altre risorse, alternative al Psr?

«A seguito degli eventi sismici del 2016, lo Stato si è fatto carico, col fondo di Rotazione, della quota regionale dei Psr per le annualità 2016-2020 prevedendo al contempo che queste risorse regionali vengano utilizzate per il finanziamento di azioni di rilancio per le aree terremotate. Una parte di tali risorse (14,5 milioni) è già stata impiegata per sostenere la zootecnia corrispondendo un premio di 475 €/bovino, 71 €/ovino e 24 €/suino».

 

I numeri del Psr delle Marche

697 milioni di € di aiuti concessi con il Psr;

336 milioni impiegati alla fine del 1° trimestre 2018 (pari al 62,5% della dotazione originaria del Psr, corrispondente al 48,2% della dotazione complessiva post sisma).

1,1 miliardi di € il valore totale del comparto agroalimentare regionale 3% del totale regionale;

37 mila occupati, 5,1% del totale regionale.

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