A Eima 2022 l’innovazione nella gestione del rischio

Asrecodi Emilia-Romagna, Asnacodi, Cai, Anbi e Ismea hanno organizzato un convegno nel quale si è parlato di sistemi per ottimizzare l'utilizzo dell'acqua, di tecnologie digitali e del nuovo fondo Agricat per le avversità catastrofali

Asrecodi, l’associazione regionale dei consorzi di difesa dell'Emilia-Romagna, e Asnacodi Italia con la collaborazione di Ismea, Cai (Consorzi agrari d'Italia) e Anbi, hanno portato in scena l’innovazione a 360 gradi nella gestione del rischio in agricoltura nei padiglioni di Eima, la rassegna mondiale della meccanica agricola e punto di riferimento a livello globale per tutti i protagonisti della filiera dell’agroindustria.

L’intervento introduttivo e i saluti di scenario sono aspettati a Claudio Morselli, presidente di Asrecodi che ha sottolineato l’importanza che rivestono questi momenti per una vera e propria crescita di tutto il sistema dei Condifesa associati ad Asnacodi Italia «specialmente in questo particolare momento che il nostro settore sta vivendo».

Tecnologia per ridurre l'utilizzo di risorse idriche

Il convegno, dal titolo "Necessaria evoluzione della gestione del rischio: innovazione e difesa attiva”, è entrato nel vivo con i principali esperti del comparto della gestione del rischio in agricoltura. In particolare, l’intervento di Gianluca Lelli (Consorzi Agrari di Italia) ha sottolineato le numerose problematiche climatiche che il comparto agricolo sta affrontando, una vera e propria crisi che richiede una capacità di adattamento e uno sforzo importante da parte delle aziende agricole. Resilienza raggiungibile anche grazie agli strumenti di gestione del rischio a disposizione.

In particolare, «la siccità ha colpito e sta colpendo in maniera dura le nostre colture – ha specificato Lelli – il panorama dell’agricoltura nazionale a fronte di questa grave crisi idrica sarà destinato a cambiare se non interverremo. Purtroppo – ha continuato Lelli – il nostro Paese ha una scarsa capacità di trattenere l’acqua piovana (solo il 10,9 % viene trattenuto) ma, essendo uno dei territori più irrigui al mondo abbiamo bisogno di trovare soluzioni innovative sull’uso dell’acqua, la tecnologia ci aiuta, basti pensare che con l’impiego di sensori è possibile risparmiare sino a 360 m³ per ettaro nelle coltivazioni a mais, sino ai 650 nei frutteti e sino a 840 nelle bietole. Sarà necessario lavorare su numerosi piani – ha concluso Lelli – partendo da quello tecnologico e razionalizzando l’irrigazione evitando gli sprechi, anche grazie al piano invasi che prevede di realizzare 10.000 nuovi invasi come importante risposta alle criticità che si manifestano sul fronte della raccolta e valorizzazione dell’acqua piovana e potrebbe contribuire a ridimensionare l’allarme siccità».

Infrastrutture per trattenere l'acqua piovana

Francesco Vincenzi, presidente Anbi, ha concordato pienamente sulla necessità di aumentare la resilienza delle aziende agricole, ma non solo, con al centro la risorsa acqua. «dobbiamo imparare a raccontare le cose belle ed efficienti che noi agricoltori facciamo per preservare la sostenibilità delle nostre aziende. Questo anche grazie alla gestione del rischio con gli strumenti messi in campo dal Sistema Asnacodi Italia-Condifesa. Basti pensare che questa è la settima emergenza idrica che stiamo vivendo negli ultimi 20 anni, una crisi vera e propria per l’agricoltura. Siamo passati dall’irrigare 4 mesi all’anno a 9 mesi. L’unica speranza che abbiamo è la tecnologia per creare infrastrutture innovative, a partire dal progetto invasi» – ha sottolineato Vincenzi.

Un nuovo approccio

«Un ventaglio di soluzioni di gestione del rischio a favore del mondo agricolo unico – ha sottolineato Mauro Serra Bellini, dirigente del Ministero dell’agricoltura, durante il suo intervento. Oggi siamo davanti ad un necessario nuovo approccio alla gestione del rischio che prevede la complementarietà tra strumenti di difesa passiva e attiva».

La tecnologia come elemento di sviluppo, al servizio degli agricoltori, è stata al centro dell’intervento di Silvia Lorenzini, dirigente Agea Coordinamento, «un argomento complesso, come pubblica istituzione, credo che la tecnologia sia uno strumento per sburocratizzare, prima ancora di diventare una leva economica, purtroppo non è così. Il rapporto con la pubblica amministrazione continua ad essere difficile. Però, la tecnologia è un elemento che sta lavorando all’interno di Agea. Stiamo lavorando per efficientare il sistema. Certamente la tecnologia può agire sulla lettura del dato, un patrimonio fondamentale per lo sviluppo concreto del settore primario» – ha specificato Lorenzin.

Angelo Frascarelli, presidente di Ismea, non ha voluto mancare l’appuntamento organizzato dal Sistema Condifesa-Asnacodi Italia, proprio alla luce del momento complesso che tutta la gestione del rischio sta vivendo. Il presidente ha illustrato il funzionamento del Fondo Agricat, una vera e propria rivoluzione per il settore. «Era proprio necessario attivare questo fondo?» ha voluto sottolineare il presidente Frascarelli, «sono molte le esigenze del mondo agricolo, obiettivi da raggiungere a partire dal migliorare la resilienza delle aziende, efficientare la spesa pubblica, riequilibrare la gestione del rischio a livello territoriale, ecc. Con questo Fondo stiamo lavorando proprio per raggiungere questi importanti obiettivi».

«Serve un approccio a 360 gradi verso la gestione del rischio in agricoltura – ha spiegato Albano Agabiti, presidente di Asnacodi Italia – con questo intendo una necessaria capacità di coniugare in maniera totalmente complementare le soluzioni di difesa passiva, come le polizze, i fondi mutualistici, ecc. con gli strumenti di difesa attiva, reti antigrandine, antibrina, ecc. Soluzioni, quelle di difesa attiva e passiva, accomunate da un unico filo conduttore: l’innovazione tecnologica. Il sistema di Gestione del rischio italiano è unico a livello mondiale, un’eccellenza vera e propria che contribuisce in maniera fattiva al primato raggiunto dall’agricoltura nazionale, come recentemente emerso dall’indagine condotta dall’Istat. Da parte nostra dobbiamo continuare a far bene quello che sino ad oggi abbiamo fatto e non darlo per scontato. Certo è necessario continuare a migliorare. Come Sistema Asnacodi Italia-Condifesa siamo pronti per cogliere le sfide imposte da questa rivoluzione in corso. Sfide che affronteremo con una maggiore strutturazione, con lo sprono concreto alla digitalizzazione e con il trasferimento di conoscenza. Un quarto dell’intero secondo pilastro della nuova programmazione è dedicato alla gestione del rischio, una grande responsabilità da amministrare al meglio e noi ci siamo con tutto il Sistema Asnacodi Italia-Condifesa» – ha concluso Agabiti.

A Eima 2022 l’innovazione nella gestione del rischio - Ultima modifica: 2022-11-12T15:43:08+01:00 da Terra e Vita

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