Giansanti, Confagricoltura: «Serve un’Europa più forte, capace di far ripartire l’Italia»

All’assemblea Nazionale, che si è svolta a Milano, il presidente degli imprenditori agricoli ha presentato un “manifesto”, una lista di misure da attivare e problemi da risolvere per il rilancio del Paese

Da sinistra il ministro per le Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio, Myrta Merlino, che ha moderato l'Asseblea nazionale di Confagricoltura a Milano, e il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti
L'assemblea nazionale di Confagricoltura chiede alla politica un'Europa più forte e coesa, in grado di far sentire anche la voce dell'Italia ai tavoli di Bruxelles. In un "manifesto" tutte le richieste per rilanciare l'economia italiana e difendere gli interessi degli imprenditori agricoli. Necessario, per il presidente Massimiiano Giansanti, un piano di rilancio dell’agroalimentare italiano.

«È necessario coltivare un’Europa più forte e coesa, capace di far emergere il ruolo propositivo dell’Italia. L’economia del nostro Paese ha bisogno di misure straordinarie per tornare a crescere”. E’ l’appello lanciato da Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, all’assemblea Nazionale dell’imprenditori agricoli (moderata dalla giornalista Myrta Merlino) che quest’anno si è svolta a Milano, a Palazzo Mezzanotte».

La strada da percorrere, a pochi giorni dal voto del 26 maggio per le elezioni europee, è indicata nel “manifesto” di Confagricoltura, una lista di misure da attivare e problemi da risolvere: dagli investimenti pubblici, ai costi del lavoro, dall’export, alla burocrazia, dall’armonizzazione delle regole a livello europeo alla riforma della Pac.

Necessario un piano di rilancio dell’agroalimentare italiano

Come ha spiegato il presidente di Confagricoltura oggi, tra i dazi Usa e l’avanzata della Cina, o l’incognita Brexit, il futuro è incerto e serve un nuovo percorso di competitività e di sviluppo: “La sfida - ha detto il presidente di Confagricoltura - la sfida è quella del lancio di un piano strategico per l’agroalimentare italiano che l’Italia non ha da quarant’anni, addirittura dal tempo di Marcora”. L’appello di Giansanti è rivolto ai rappresentanti della politica intervenuti all’assemblea, Luigi Di Maio, Matteo Salvini e Paola De Micheli, ma anche a Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi, assenti “presenti” in videomessaggio.

Servono investimenti pubblici sia per sostenere la competitività del sistema produttivo che incentivare le spedizioni dei prodotti made in Italy all’estero. Fondamentale, quindi, innanzitutto, destinare parte del budget per la politica di coesione dell’Ue,  i 38,6 miliardi di euro dal 2021 al 2027 assegnati all’Italia in base alle proposte della Commissione, alla modernizzazione delle infrastrutture.

Per spingere l’export Confagricoltura chiede mercati aperti e regole commerciali condivise, grazie ad accordi  a livello multilaterali in grado di aprire nuovi sbocchi ai prodotti italiani ma anche  di tutelare le indicazioni geografiche e di qualità.

Massimiliano Giansanti, presidenete di Confagricoltura

“L’Italia – ha poi sottolineato Giansanti - sta diventando sempre più un Paese che trasforma materie prime agricole d’importazione e questa è una tendenza da invertire”. Ai rappresentanti della politica Confagricoltura chiede il varo di un progetto comune tra agricoltura, industria di trasformazione e distribuzione.

No a tagli sul budget agricolo

Altro capitolo fondamentale il progetto di riforma della Pac che secondo Confagricoltura  va rivisto per non trasformare l’aiuto al reddito in un trasferimento sociale che penalizza per di più, le imprese di maggiore dimensione. “Il budget agricolo - ha affermato Giansanti -   deve rimanere invariato nei prossimi anni, mentre le proposte avanzate dalla Commissione europea comporterebbero per l’Italia una riduzione delle spese agricole di circa 3 miliardi di euro”.  

Ministro Centinaio: «In Europa bisogna esserci»

Per Gian Marco Centinaio, ministro delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, "occorre andare in Europa a sostenere gli interessi dell’agricoltura italiana e partecipare ai tavoli. Bisogna essere presenti in Europa, è necessario che venga sentito il ministro dell’agricoltura italiana e non qualsiasi altro esponente politico”.

I risultati, poi, si raccolgono facendo lobby, creando alleanze con altri Paesi. Centinaio ha sottolineato anche l’assenza di interesse per l’agricoltura di buona parte della politica italiana.  “Quando è nata la problematica relativa al riso in Europa - ha dettoo - il governo non c’era, ma era alle primarie Pd".

 Luigi di Maio, ministro del Lavoro e capo politico del Movimento Cinque stelle, si è soffermato in particolare sulla necessità di combattere le contraffazioni e l’italian sounding per recuperare spazi sull’export: “Abbiamo – ha detto - 40 miliardi di made in Italy vero e 100 miliardi di made in Italy falso".

E' collegata al tema dell’Italian sounding  l’idea lanciata sempre da Giansanti di un’etichettatura  europea basata su valutazioni scientifiche affidate ad autorità indipendenti in modo da armonizzare i metodi di informazioni ai consumatori europei.

E’ necessaria una reciprocità delle regole tra l’Europa e i Paesi Terzi, come ha sottolineato invece Matteo Salvini, leader della Lega e ministro degli Interni : “Oggi ogni azienda agricola viene minuziosamente controllata sul rispetto per l’ambiente e sul welfare, ma stiamo dialogando con Paesi che non hanno nessuna attenzione per questi temi.  I nostri produttori di riso non possono competere con la Cambogia che usa pesticidi vietati dall’Unione Europea e sfrutta la manodopera minorile”.

D’accordo su questo punto anche Paola De Micheli,  vicesegretario del Partito democratico: “Bisogna essere più forti in Europa, ad esempio quando si parla di produzione in cui l’Italia è leader come quello dell’ortofrutta”.

 

 

Giansanti, Confagricoltura: «Serve un’Europa più forte, capace di far ripartire l’Italia» - Ultima modifica: 2019-05-18T19:33:32+00:00 da Francesca Baccino

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