Grandine in Val di Sole, l’ossimoro causato dal climate change

I danni della grandinata in Val di Sole del 16 settembre
Una violentissima grandinata causa ingenti danni sui meleti e altri frutteti della Val di Sole. Particolarmente colpite le aree del comune di Caldes, si stimano circa 200 ettari danneggiati su un totale di 300. Sartori (Codipra): «Molti i produttori coperti da assicurazione e dal fondo mutualistico attivato dalla Provincia di Trento»

Il climate change smentisce
i toponimi geografici

Una grandinata imponente si è abbattuta con particolare forza e potere distruttivo nel comune di Caldes in Val di Sole, nella serata del 16 settembre, causando notevoli danni alle produzioni agricole, con frutteti, in alcuni casi, pesantemente colpiti.

Si tratta purtroppo di un bis rispetto a quanto successo sempre nel Trentino a inizio settembre (clicca per approfondire)

Lo comunica il Codipra, il Condifesa del Trentino.

Marica Sartori, Direttore Codipra  (foto Daniele Panato)

 

Colpiti due terzi delle superfici

Colpite anche alcune aree limitrofe a Cavizzana e Terzolas.
Si stimano danni su circa 200 ettari rispetto ad una areale complessivo della zona di circa 300 ettari.

«Dopo il terribile evento calamitoso di fine agosto che ha colpito l’area di Trento sud –

spiega Marica Sartori, direttore di Co.Di.Pr.A. – purtroppo dobbiamo registrare un ulteriore evento estremo grandinigeno a carico di meleti in Val di Sole, in particolare nel comune di Caldes».

«Una grandinata fortissima per dimensione, intensità e durata che ha colpito in maniera importante circa 200 ettari. Oggi (17 settembre ndr) i nostri tecnici si sono dedicati a una prima ricognizione, mentre con l’Assessore provinciale all’agricoltura Giulia Zanotelli, agricoltori e responsabili di cooperative abbiamo effettuato un sopralluogo nelle zone colpite, al fine di portare la nostra solidarietà e per constatare la situazione».

aziende agricole
Giulia Zanotelli

 

Per la stima si attende la stabilizzazione
dei danni sui frutti

I danni della grandine a Caldes (Val di Sole)

«Allo stato attuale – continua Sartori - stimare e quantificare il danno risulta difficile e dovremmo attendere sino a che non si saranno stabilizzati gli effetti sui frutti».

Dai primi rilievi effettuati si evidenziano numerosi ettari colpiti, circa 200, dove le perdite possono arrivare anche alla compromissione totale del prodotto.

«Purtroppo, ancora una volta i danni si sono verificati – continua il direttore – proprio all’inizio delle attività di raccolta e questo rende ancora più complicata e tristemente desolante la situazione per i nostri agricoltori, specialmente in una annata che si prospettava particolarmente positiva per la produzione».

Le coperture assicurate dal fondo mutualistico

Dal punto di vista assicurativo nell’area colpita – evidenzia Sartori – sono molte le aziende che hanno deciso di tutelare il proprio raccolto attraverso la stipula di una polizza contro le avversità meteo, uno strumento che permetterà agli agricoltori di recuperare parte dei loro ricavi, altrimenti persi definitivamente.

«Dalle nostre verifiche risultano assicurate produzioni per quasi 5 milioni di euro nei comuni colpiti, 3 dei quali nel solo comune di Caldes. Ricordiamo che ad integrazione della polizza del singolo agricoltore è inoltre attiva, grazie al sostegno finanziario della Provincia Autonoma di Trento, una copertura assicurativa abbinata ad un fondo mutualistico, che permette alle cooperative interessate da eventi meteo avversi di coprire parte dei costi di gestione senza richiederli agli agricoltori già colpiti da avversità. Nel momento di adesione a questi strumenti, tutti gli agricoltori preventivamente accettano la destinazione dell’indennizzo alla cooperativa».

Gaiardelli: «Importante tutelare l’azienda a 360 gradi»

«Noi agricoltori – sottolinea Giorgio Gaiardelli, presidente di Co.Di.Pr.A. – dobbiamo fare

Giorgio Gagliardelli

il conto con le intemperie e le bizze del clima, dovendo portare avanti la nostra attività a cielo aperto». «Sfortunatamente, però, negli ultimi anni abbiamo assistito ad un acuirsi degli eventi estremi e straordinari, probabilmente imputabili ad una modifica delle condizioni climatiche. A tutto questo si aggiunge anche la necessità, per noi e per le nostre cooperative, di fare i conti con nuovi fattori di rischio, dagli andamenti del mercato altalenanti, dazi, limitazioni commerciali fino alla più recente pandemia causata da Covid-19».

La melicoltura della Val di Sole

«Per tutti questi motivi – continua il presidente – diventa sempre più importante e fondamentale tutelare la propria azienda agricola a 360 gradi. Specialmente in questo momento dove l’attenzione verso gli strumenti di gestione del rischio da parte della Comunità Europea è massima con un supporto finanziario straordinario (contribuzione al 70%) diventa quindi imprescindibile ed una opportunità per l’impresa agricola adottare tutte le strategie possibili per difendere il proprio reddito attraverso gli strumenti che gli agricoltori hanno a disposizione e sviluppati dal Consorzio».

L’importanza del Fondo Ist

«Strumenti – conclude Gaiardelli - che permettono una copertura totale dai rischi climatici e di mercato e che vanno dalla «classica» polizza avversità, sino agli innovativi e complementari fondi di mutualità e per la stabilizzazione del reddito (IST). Ricordiamo che Co.Di.Pr.A. nel 2019 è stato tra i primi in Italia ad attivare un fondo IST per il settore melicolo, uno per il settore bovino da latte e uno per tutelare le produzioni contro i danni delle fitopatie come la cimice asiatica. Fondi che hanno sviluppato nel solo primo di attività una dotazione di quasi 9 milioni di euro dei quali oltre 7 milioni di contributi comunitari».

Leggi l’approfondimento sui Fondi Ist del Codipra a pag. 52 di Terra e Vita 26

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Grandine in Val di Sole, l’ossimoro causato dal climate change - Ultima modifica: 2020-09-17T19:34:31+02:00 da Terra e Vita

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