Grano: «Ma non si può gridare solo quando il prezzo scende»

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Il presidente della borsa merci di Bologna Valerio Filetti bacchetta gli agricoltori: lo scorso autunno i prezzi del grano erano molto buoni e la marginalità per gli agricoltori è stata alta

«Speculazione? Certo, ma questo fa parte del gioco e non si può gridare allo scandalo solo quando il prezzo scende. Lo scorso autunno, ad esempio, a causa di una scarsa produzione in Canada, il prezzo del grano duro è salito in poco tempo da 290-300 €/t a 480 €/t e poi anche più in alto. Gli agricoltori tendevano a non vendere per far alzare ancora le quotazioni e hanno guadagnato molto bene, anche perché l’estate scorsa gasolio e fertilizzanti non avevano ancora raggiunto i prezzi di oggi. Però questo non si dice e si punta il dito contro la speculazione dei fondi d’investimento solo ora che il prezzo scende».

Non usa certo giri di parole, né teme di inimicarsi gli imprenditori agricoli il presidente della borsa merci di Bologna Valerio Filetti, al quale abbiamo chiesto di spiegarci le dinamiche che portano alla formazione del prezzo delle principali commodity e qualche dritta da dare agli agricoltori per non scottarsi troppo con le fluttuazioni dei listini.

I prezzi seguono l'andamento della domanda e dell'offerta

«Il prezzo del grano duro sta seguendo una dinamica legata alla produzione mondiale: l’anno scorso è mancato perché in Canada si sono raccolte solo 2,8 milioni di tonnellate invece delle abituali 5,5 - 6 milioni, quindi il prezzo è salito. Quest’anno la produzione sarà più abbondante e il prezzo scende - spiega Filetti - ovvio che dove c’è un mercato con delle fluttuazioni i fondi d’investimento cercano di guadagnare, ma vale per tutti i settori ormai, non solo per le commodity agricole».

«Per quanto riguarda tenero e mais, i prezzi sono legati alla borsa di Chicago e al Matif di Parigi – fa notare Filetti – oltre alla questione della guerra in Ucraina. I listini sono in altalena, i fondi speculano. Ma i valori di oggi per entrambi sono di circa 100 euro alla tonnellata più alti rispetto a un anno fa, quindi credo che gli agricoltori non possano lamentarsi – ribadisce il presidente della borsa bolognese –. Per quanto riguarda il campo, da noi mancherà circa il 30% del mais a causa della siccità, quindi i prezzi dovrebbero rimanere sostenuti. Stesso discorso per il grano tenero».

Secondo Filetti le confederazioni agricole contribuiscono ad alimentare il clima infuocato di questi giorni: «Dovrebbero consigliare meglio gli agricoltori e non lanciare il messaggio che quando il prezzo sale non scenderà mai più e quando scende i cattivi siamo noi delle borse».

Filetti alza lo sguardo dal campo per abbracciare il resto della filiera: «Il vero dramma è l’aumento dei costi dell’energia elettrica e del gasolio che sta mettendo in grossa difficoltà i molini – conclude Filetti –. Tutto viaggia su gomma e per trasportare una tonnellata di grano da Sud a Nord, fino a poco tempo fa bastavano 20-22 euro, oggi ne servono 35».

Grano: «Ma non si può gridare solo quando il prezzo scende» - Ultima modifica: 2022-07-20T16:16:01+02:00 da Simone Martarello

1 commento

  1. Non si tratta di gridare. Si tratta di far capire alla gente comune ed anche agli operatori finanziari che il nostro grano duro vale molto di piu di quello Canadese. Ma questo lo capisce anche un bambino. Noi rispettiamo i disciplinari di produzione, ma non perchè ci vengono imposti, ma perchè siamo orgogliosi di offrire a chiunque un prodotto che salvaguardi il più possibile la salute, tanto dei nostri figli, quanto di noi stessi. Chiunque paragoni il nostro grano duro a quello Canadese non meriterebbe di essere ascoltato da nessuno. La scusa che il prezzo cala perché il Canada ha un buon raccolto non sta da nessuna parte, bisogna tenere su le nostre aziende agricole che sono una risorsa per la Nazione. Così si fanno chiudere e dopo quando saremo succubi come per il gas, il prezzo lo farà chi avrà il prodotto e come giustamente detto quando le merci o mancano o hanno difficoltà ad arrivare il prezzo salirà e contribuirà alla salvaguardia di altre economie e non di una nostra eccellenza.
    Un Cordiale saluto Pasquale Gulmanelli

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