«La diffidenza verso la scienza ha diviso gli agricoltori in buoni e cattivi»

La senatrice Elena Cattaneo a Bologna all'inaugurazione del 212° Anno di attività con i vertici dell'Accademia Nazionale di Agricoltura: da sinistra, Giorgio Cantelli Forti, Ercole Borasio e Gian Pietro Venturi
Elogio della scienza da parte della senatrice Elena Cattaneo all'inaugurazione a Bologna del 212° anno dell'Accademia Nazionale di Agricoltura

Non si può fare a meno delle scienza. E della ricerca applicata. Ne è convinta la senatrice Elena Cattaneo, docente a Milano e all'Ingm (Istituto nazionale di genetica molecolare) che ha tenuto oggi la prolusione "La sfida della genetica, dalla cura all'agricoltura" all'inaugurazione a Bologna del 212° anno dell'Accademia Nazionale di Agricoltura.

L'analisi della Cattaneo è stata precisa e basata su una constatazione-chiave:«La diffidenza verso la scienza ha portato a una dannosa divisone tra agricoltori buoni e cattivi. Quando si è trattato di liberare le tecnologie e gli avanzamenti conoscitivi utili a produrre il cibo di cui ci nutriamo e di cui, nei prossimi decenni, ci sarà sempre più bisogno (si stima che nel 2050 la popolazione mondiale sarà di circa 10 miliardi di abitanti) si è avuta la più grande levata di scudi, nutrita dalla diffidenza verso la scienza, di cui abbia memoria».

«Fino alla fine degli anni '90 - continua Cattaneo - l'Italia era all'avanguardia della ricerca in biotecnologie e genetica applicate alle piante. Sapevamo come salvare il mais dalle fumonisine, le mele dalla ticchiolatura, il pomodoro dai virus, varie piante dall’aggressione di funghi, addirittura aumentando la produzione ed eliminando i semi e con questi il timore della diffusione di alcuni tipi di piante Ogm. Poi tutto è andato letteralmente in fumo. Da allora, nonostante i numeri raccontino di un Paese dipendente dall'estero per le principali commodities e di una bilancia agroalimentare sempre più in affanno, la politica si è comportata come uno struzzo non volendo più né vedere né sentire le prove della scienza e, anzi, incoraggiando una narrazione romantico-bucolica del "ritorno alla madre terra e alla natura" che ha classificato gli agricoltori in buoni (chi pratica l'agricoltura biologica e biodinamica) e "cattivi" (chi utilizza metodi integrati), dipinti come avvelenatori che, incuranti della "Natura", hanno "inquinato l'economia e il pianeta».

La difesa da virus e batteri

«Il nostro presente - evidenzia Cattaneo - si caratterizza dalla diffusione costante di una rappresentazione della realtà in cui si alimentano contraddizioni e profonde distorsioni.

Tra queste vi è una "narrazione al consumatore" che vorrebbe ridefinire il nostro quotidiano, cominciando dal contestare ciò che mangiamo e da come lo produciamo, basandosi sull'affermazione-feticcio naturale=buono. Eppure, la storia dell'uomo è un susseguirsi di metodi e tecniche affinati nelle epoche e nei secoli per difendersi ed emanciparsi dalla natura. Eppure, la natura ci ha "regalato" virus, malattie, carestie, catastrofi. L'uomo, oggi, ha imparato a proteggersi da alcune di queste minacce grazie alle preziose conquiste che la scienza ha raggiunto con fatica e che ha messo a disposizione di tutti noi. Grazie ai vaccini evitiamo malattie che fino a poche decine di anni fa minacciavano la sopravvivenza di tutti noi ad ogni latitudine e sappiamo come mettere al sicuro anche chi non può vaccinarsi. Sempre in ambito medico, grazie alla conoscenza in campo genetico sappiamo sequenziare il Dna in poche ore, scovare alcun

Disseccamenti causati da Citrus tristeza virus

i "difetti genetici", prevedere l'insorgenza di alcune malattie e adoperarci per prevenirle. Abbiamo anche imparato a intervenire per correggere in modo mirato e sicuro una sequenza di Dna con un "taglia e cuci" di precisione. La tecnica del Crispr è, a ragione, considerata rivoluzionaria e ad essa si guarda per sviluppare in futuro trattamenti per le malattie genetiche. Grazie alla tecnologia e all'innovazione abbiamo imparato anche a proteggere le nostre piante dai virus e dai batteri e anche come produrre più cibo e fare in modo che sia sicuro e accessibile. Queste conquiste della scienza hanno rivoluzionato alcune branche della medicina, permesso di evitare sofferenze e di salvare vite. Nessuno, o quasi, in tema di tecnologie genomiche per la cura e prevenzione di malattie dell'uomo ha mai coltivato dubbi, frapposto limitazioni artificiose alla ricerca e all'accesso alle conquiste nel settore».


La replica del mondo biologico

Che i rapporti fra il mondo del biologico e la senatrice Cattaneo non siano idilliaci lo si comprende anche dalla lettera che la portavoce della campagna Cambia la terra, Maria Grazia Mammuccini, insieme a tre parlamentari (Susanna Cenni - Pd -, Sara Cunial - M5S - e Rossella Muroni - Leu) hanno inviato alla Cattaneo stessa.

«Cara Cattaneo... la invitiamo a conoscere da vicino la realtà del biologico e dell’agroecologia, più volte pubblicamente definita dalla professoressa ‘una truffa’. Stigmatizzazione che si è regolarmente ripetuta anche questa volta, dopo aver ricevuto l’invito.

Proprio mentre la fiducia dei consumatori e l’orientamento del mercato determinano un successo e una crescita costante a doppia cifra del settore del biologico, la senatrice non perde occasione per mettere in discussione bontà e pratiche dell’agroecologia, spingendosi ad accusarla di essere potenzialmente più inquinante dell’agricoltura che fa uso di chimica di sintesi.

Da dove nasce questo accanimento? «Francamente non capiamo» sottolineano le firmatarie.

«Apprezziamo molto il lavoro di ricerca sulle staminali della senatrice Cattaneo ma visto che le competenze scientifiche della professoressa Cattaneo sono di altro genere, perché intraprendere una vera e propria battaglia contro il biologico? Ha mai incontrato i coltivatori? Ha mai voluto conoscere la realtà produttiva e le scelte ambientali e tecniche che coinvolgono 70mila aziende e che costituiscono un tassello importante dell’economia del Paese e un fiore all’occhiello del made in Italy?»
«Gli scienziati sono animati da curiosità, allora – spronano le tre esponenti politiche e la portavoce di Cambia la Terra – la senatrice si faccia guidare da questa inclinazione e “venga a confrontarsi con noi, in una delle tante realtà biologiche italiane. E visto che il patrimonio enogastronomico è un tesoro prezioso che appartiene a tutti noi, dialogo e confronto saranno ancora più piacevoli se preceduti da una esperienza sensoriale».

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