«L’agricoltura come attività strategica per il Paese»

L’intervista al presidente dell'Accademia Nazionale di Agricoltura

Giorgio Cantelli Forti
Gli obiettivi di Giorgio Cantelli Forti al terzo mandato all’Accademia di Agricoltura. Scienza e innovazione contro la disinformazione in campo alimentare

Aria nuova all’Accademia di Agricoltura di Bologna. L’elezione del 12 giugno ha portato a un profondo rinnovo dei vertici, con sette consiglieri nuovi su dieci e un deciso abbassamento dell’età media del Consiglio.

Una sintesi dell'intervista è stata pubblicata su Terra e Vita n. 19
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La continuità viene garantita dal presidente Giorgio Cantelli Forti arrivato al terzo mandato consecutivo con l’obiettivo di portare a compimento la profonda riorganizzazione dell’istituzione nata nel lontano 1807, grazie all’impulso diretto di Napoleone Bonaparte, come “Società agraria del Dipartimento del Reno”.

 

 

Presidente, l’emergenza per la pandemia da Covid 19 ha portato in primo piano il ruolo della competenza e l’importanza della corretta informazione. L’agricoltura è stata elevata al ruolo di attività essenziale e come tale non si è mai fermata.

Il video dell'intervista pubblicato sul nostro canale youtube

Agricoltura bersaglio di fake news.
Dopo l'emergenza non è cambiato nulla?

Finita l’emergenza però il comparto primario italiano è tornato al centro di speculazioni e di accuse infondate che si sono spinte, soprattutto sui canali social, ad attribuire false responsabilità addirittura nella diffusione del virus, non è cambiato nulla?

Dopo l’emergenza sanitaria che abbiamo vissuto – risponde Cantelli Forti - deve invece

Il busto di Napoleone nei locali della sede dellAccademia a Palazzo dei Pasi. LIstituzione è nata nel 1807 proprio grazie al diretto impulso del condottiero corso

cambiare tutto. Io credo molto nel ruolo attivo del consumatore correttamente informato. Come tossicologo ho sempre lavorato sulla sicurezza degli alimenti e tutte le volte che l’Accademia di agricoltura ha organizzato eventi di divulgazione abbiamo ottenuto ottimi responsi di presenze e di interesse.

Il problema e che l’agricoltura non gode in Italia di buona pubblicità e che c’è troppa tolleranza su chi diffonde palesi fake news. Un conto è la stupidità del luogo comune, un altro è la speculazione per colpire l’agricoltura italiana. A queste storture si deve rispondere con la scienza e con la realtà dei fatti. L’Accademia ha come mission da Statuto quella di divulgare corrette informazioni per stimolare riflessioni sulle scelte comportamentali a livello alimentare.

Per assolvere a questo compito, come primo atto di questo nuovo mandato, abbiamo lanciato la “Rivista di Divulgazione di Cultura Agraria”, un nuovo strumento di approfondimento semestrale sui temi di attualità con focus storico-scientifici, anche per sfatare le fake news in campo alimentare.

Lo sforzo di comunicazione dell'Accademia di Agricoltura

Non bastano però le competenze scientifiche per fare buona comunicazione. Durante la pandemia ad esempio virologi, biologi ed epidemiologi hanno preso il posto dei cuochi come opinionisti tv. Spesso con eccessi di personalismo e di narcisismo. Un’occasione persa?

 Molti degli opinionisti che cita non avevano in realtà le competenze (l’H index) nemmeno per entrare, ad esempio, in una commissione giudicatrice di concorsi. Può darsi che chi dedica la propria vita alla ricerca possa avere problemi di comunicazione, di sicuro invece in agricoltura c’è un problema di leadership.

Il nostro comparto primario negli ultimi 30-40 anni si è perso e i messaggi lanciati sono stati confusi e fuorvianti. L’obiettivo principale che deve accomunare i nostri sforzi è emerso proprio durante il periodo del covid 19 ed è la necessità di ribadire quanto l’agricoltura nazionale sia un’attività utile e strategica per il Paese. L’emergenza sanitaria ha mostrato quanto sia necessario produrre in casa quelli che sono i beni strategici. Quello che mangiamo è tra questi.

Regole uguali per tutti e controlli stringenti alle frontiere

Bruxelles sembra però avere dei piani diversi. Le strategie “Farm to Fork” e tutela della Biodiversità che condizioneranno fortemente la prossima Pac hanno fissato obiettivi di sostenibilità molto stringenti che rischiano di impattare sulla produttività agricola del vecchio continente.

 L’emergenza covid 19, e in particolare le modalità del probabile salto di specie del virus Sars-Cov2 hanno messo in luce, anche agli occhi dell’opinione pubblica, come i concetti di sicurezza sanitaria, sicurezza ambientale e sicurezza alimentare siano fortemente interconnessi. L’agricoltura italiana non ha problemi nell’applicare nuove regole.

Occorre però che queste regole valgano per tutti e soprattutto che ci siano controlli stringenti alle frontiere per evitare la concorrenza sleale di prodotti agricoli esportati da paesi con scarse garanzie giuridiche e sanitarie.

La battaglia dell'Accademia di Agricoltura contro
le "balle" del falso made in Italy

Più volte, durante i suoi precedenti mandati all’Accademia di Agricoltura, si è scagliato contro “le balle del falso made in Italy”, ovvero quello che contiene ingredienti agricoli prodotti fuori confine. In più il coronavirus ha mostrato quanto la globalizzazione non porti solo opportunità, ma nasconda anche rischi concreti.

 La globalizzazione è un completo fallimento o quasi. I furbetti della globalizzazione selvaggia, nella ricerca di luoghi di produzione a basso costo, hanno prodotto enormi guasti non solo sull’economia ma anche sulla salute pubblica.

In Europa, e in Italia in particolare, c’è ad esempio una forte tensione sul tema dei residui di prodotti fitosanitari. In questi Paesi non c’è la stessa attenzione e nemmeno c’è sul tema dei diritti sociali, con casi di sfruttamento della manodopera minorile. Così la rincorsa al basso costo rischia di avere dei costi indiretti altissimi che si ripercuotono sul servizio sanitario nazionale.

Spazio alle Uos dell'Accademia di Agricoltura, le unità operative speciali al servizio della competenza

Quali attività prevede di mettere in opera per questo terzo mandato?

 L’Accademia di Agricoltura di Bologna ha promosso negli ultimi anni numerose attività di

Lorenzo Bonazzi mostra parte del ricco archivio di storiche pubblicazioni che costituisce il capitale di conoscenze dell'Accademia di Agricoltura

pubblico interesse in collaborazione con la società civile. Ricordo tra queste la gestione per migliorare la fruizione del Castagneto storico di Granaglione (Bo), le iniziative sul fronte della tutela del suolo intraprese grazie al contributo del consigliere Gilmo Vianello, le collaborazioni su progetti internazionali in Camerun, Argentina e Repubblica Dominicana grazie a Bruno Marangoni, la collaborazione con la Regione Emilia-Romagna per la selezione dei progetti di gruppi operativi per l’innovazione legati alla misura 16 del Psr.

Per il prossimo futuro puntiamo a creare nuove unità operative speciali anche per migliorare il fronte delle collaborazioni con le pubbliche istituzioni. Ci faremo portatori delle istanze legate alla tutela delle nostre eccellenze agroalimentari e della necessità di fare sistema per garantire al consumatore prodotti sani, certificati e italiani contro la troppa disinformazione e speculazione.


Il primo atto del nuovo mandato

Il triennio dei nuovi vertici dell’Accademia si inaugura con il lancio della “Rivista di Divulgazione di Cultura Agraria”, una nuova pubblicazione semestrale in campo culturale e scientifico, che vuole diventare un punto di riferimento sui temi legati all’alimentazione e alla produzione agroalimentare.

«Il primo atto dei prossimi tre anni di mandato – commenta Cantelli Forti – punta a stimolare riflessioni nelle scelte comportamentali, specialmente a livello alimentare e nella spesa connessa».


Il nuovo consiglio direttivo

  • Ercole Borasio. Già Direttore Generale della società Produttori Sementi, già Presidente Associazione Nazionale costitutori razze vegetali, è impegnato da molti anni nella vita accademica.
  • Maurizio Canavari. Professore Associato di Economia Agraria ed Estimo presso l’Università di Bologna.
  • Claudio Ciavatta. Professore Ordinario di Chimica Agraria presso l’Università di Bologna. é stato Direttore della Scuola di Dottorato in Scienze Agrarie dell'Ateneo di Bologna.
  • Achille Franchini. Già Professore Ordinario di Zooculture nella Facoltà di Agraria. Ha diretto l’Istituto di Zooculture, l’Istituto di Zootecnica ed il Dipartimento di Scienze degli Alimenti.. E’ stato  Presidente della Federazione Europea della World Poultry Science Association.
  • Giuseppe Giove. Ingegnere e Avvocato), Generale di Divisione, già Comandante Regione Carabinieri Forestale Emilia Romagna, - Insignito del Premio Ambiente e legalità per la lotta alle Ecomafie nel 2016.
  • Silvana Hrelia. Professore Ordinario di Biochimica, Università di Bologna. Coordinatore del gruppo Nutrizione e Ambiente della Società italiana di Biochimica e Biologia Molecolare e membro del Consiglio Direttivo della Società. Membro del Comitato Scientifico della Società Italiana di Nutraceutica (SiNut)
  • Alberto Mario Levi. Vice Presidente dell’I.PA (International Prune Association) – Presidente Comitato Confettura di Amarene Brusche di Modena IGP
  • Pier Carlo Scaramagli. Presidente del MAF (Centro di documentazione Mondo Agricolo Ferrarese)  Già Presidente della Fonda-zione per l’agricoltura F.lli Navarra– Già Presidente di Confagricoltura Ferrara
  • Gilmo Vianello. Professore Ordinario all'Università degli Studi di Bologna con attività di ricerca nei campi della Scienza del Suolo e della Cartografia Tematica. Presidente  dell’ Associazione Italiana di Cartografia (A.I.C.)
  • Livia Vittori Antisari. Professoressa Associata di Pedologia, Università di Bologna - Coordinatrice del Corso di Laurea Magistrale in Progettazione e gestione degli ecosistemi agro-territoriali, forestali e del paesaggio.

 

«L’agricoltura come attività strategica per il Paese» - Ultima modifica: 2020-06-23T10:56:45+02:00 da Lorenzo Tosi

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