Le Dop e Igp italiane valgono 15 miliardi di euro

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Presentati a Roma i dati del XV Rapporto Qualivita – Ismea sulle produzioni agroalimentari e vitivinicole italiane Dop, Igp e Stg.

Il XV Rapporto Ismea - Qualivita descrive il sistema dei record, quello delle Dop Igp italiane, che negli ultimi 10 anni ha visto aumentare il numero di prodotti del 40%, il valore economico del 70% e l'export del 140% fino a rappresentare il 22% dell'export agroalimentare nazionale.

Con 14,8 mld di euro alla produzione (+6,2% sul 2015) il comparto pesa per l'11% sull'industria agroalimentare italiana. Anche sul fronte export continua l'incremento del comparto delle Ig made in Italy che nel 2016 ha raggiunto 8,4 mld di euro.

L'Italia rafforza il proprio primato mondiale anche per quanto riguarda il numero di prodotti Dop Igp con 818 Indicazioni Geografiche registrate a livello europeo nei comparti Food & Wine e 4 nuove registrazioni nel corso del 2017.

Nello specifico, il settore Food, che nel 2016 conta 83.695 operatori (+5% sul 2015), vale 6,6 mld di euro alla produzione e 13,6 mld di euro al consumo, con una crescita del +3% sul 2015, con l’export che continua ad aumentare (+4,4%) e un trend che nella Gdo supera il +5,6% per il secondo anno consecutivo.

Il comparto Wine vale 8,2 mld di euro alla produzione con una crescita del +7,8% e sfiora i 5 mld di valore all'export (su un totale di 5,6 mld del settore).

Crescono anche a livello globale le Dop Igp Stg italiane con 46 nuovi prodotti nel 2017 di cui 43 in Paesi Ue e 3 in Paesi Extra Ue. Inoltre, per la prima volta dal 2013, si riscontrano nuove registrazioni anche nel comparto Wine, 7 vini Dop in Paesi europei.

Le analisi territoriali e gli impatti economici per provincia italiana mostrano un comparto che coinvolge capillarmente tutto il Paese. Anche se l'affermazione del sistema risulta più concentrata tra le aree del Nord-Est in cui si trova la maggioranza dei distretti più rilevanti economicamente (58% valore Food, 56% valore Wine) dalla “Food Valley” emiliana al “sistema Prosecco” veneto-friulano.

«Il sistema delle Indicazioni geografiche – ha dichiarato il ministro del Mipaaf Maurizio Martina - è un pilastro del nostro modello agroalimentare. In questi anni abbiamo avuto un ruolo guida in Europa e nel mondo per affermare il diritto alla tutela dei marchi geografici. Abbiamo fatto un buon lavoro ma ancora c'è tanto da fare per consolidare questo percorso volto alla qualità e alla modernità. Per questo vogliamo continuare a rafforzare due temi centrali: internazionalizzazione e formazione>>. Martina ha poi ribadito che <<A chi propone dazi e barriere, noi rispondiamo che servono regole giuste in mercati aperti, soprattutto per le piccole e medie imprese che danno vita alle nostre IG. I mercati chiusi creerebbero danni ai territori, alle imprese, ai consorzi e non alle multinazionali».

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