«Meccanizzazione in salute e da continuare a valorizzare»

Alessandro Malavolti, presidente FederUnacoma
Alla vigilia dell'Eima parla Alessandro Malavolti, presidente FederUnacoma. Servono misure strutturali e non a spot. La revisione non si può dilazionare all’infinito. L’Eima 2021? Sarà sorprendente

Mancano pochi giorni all’Eima International.

Che tornerà in presenza.

Un’occasione importante per ripartire e fare il punto sulla meccanizzazione agricola italiana. Settore che rimane più che in salute. Ecco la visione di Alessandro Malavolti, da poco confermato al vertice di FederUnacoma.

Le aziende si preparano alla svolta del Green Deal

Nel 2021 il mercato italiano delle macchine agricole è esploso. Si pensava a un rimbalzo post-pandemia, ma siamo ben oltre i numeri precedenti al Covid. Cosa sta succedendo? E, soprattutto, quanto può durare? Avremo ancora un 2022 di crescita?

 

 

«In effetti gli incrementi che stiamo registrando - risponde Malavolti- vanno ben oltre il recupero sul 2020. In più occasioni abbiamo sostenuto che esisteva una reale esigenza di ammodernamento del parco macchine e che occorreva un sistema di incentivazione».

«Il bonus fiscale per i mezzi 4.0 e l’attivazione di altri strumenti sta funzionando e le imprese agricole hanno ricominciato ad investire. Al di là degli incentivi, credo vi sia anche una ragione di carattere “politico”. La via intrapresa dall’Unione europea con il Green Deal, il Next Generation e la Pac punta ad una rapida conversione dell’agricoltura verso la sostenibilità e la compatibilità ambientale, e questa è possibile solo mediante tecnologie di nuova generazione».

«Credo che le imprese agricole si stiano preparando a questa svolta. L’onda positiva potrà continuare nel 2022 se accompagnata da misure di sostegno. Al momento non è ancora chiaro quali strumenti finanziari potranno essere messi in campo».

Costi alle stelle e mancanza di materie prime

Dopo la nota positiva, quella negativa. Tutte le materie prime stanno schizzando verso l’alto e sono presenti molti problemi di reperimento e di disponibilità. Facciamo una stima dell’impatto economico per i costruttori di macchine agricole. Quali sono i comparti più a rischio? Quando pensa si possa regolarizzare la situazione (anche sul fronte dei tempi di consegna, attualmente lunghissimi)?

«Per un comparto come il nostro sono soprattutto le materie ferrose a preoccupare. Il problema nasce in primo luogo dalla riduzione delle esportazioni da parte della Cina, che rappresenta il maggior fornitore di acciaio e di altre leghe metalliche e che ha deciso di privilegiare la domanda interna mettendo in crisi i sistemi industriali degli altri Paesi».

«La carenza di forniture ha causato aumenti di prezzo anche del 100%, e questo incide moltissimo sui nostri costi di produzione se pensiamo a quanto materiale ferroso si utilizza per una trattrice e ancor più per le attrezzature (i mezzi per la lavorazione del terreno, ad esempio, sono fabbricati interamente con materiali metallici)».

«Stimiamo che le attuali scorte, che le nostre industrie hanno potuto fare con grande sovraccarico di costo, possano coprire il fabbisogno fino alla metà dell’anno prossimo, ma dopo non sappiamo quale scenario dovremo fronteggiare. La questione è anche politica perché riguarda la debolezza dei poli siderurgici italiani, e i rapporti commerciali con la Cina. Nondimeno, se parliamo di disponibilità di materiali, la preoccupazione maggiore è per le forniture elettroniche, che sono fondamentali per la produzione dei dispositivi 4.0 impiegati in agricoltura».

Metti un Psr nel motore

Diverse azioni (4.0, superammortamento, rifinanziamento Sabatini, Psr…) stanno influendo positivamente sul comparto. Le metta in fila per importanza. Quali auspica possano realmente diventare strutturali?

«Sono tutte misure molto utili, ma quella che ha carattere pluriennale e quindi strutturale per la meccanica agricola è il Psr, che conta su fondi comunitari e che ha una programmazione di lungo periodo».

«Si tratta di valorizzarlo non soltanto facilitando le procedure di erogazione dei contributi ma anche sensibilizzando le imprese agricole ad utilizzarlo in modo specifico per l’acquisto di mezzi meccanici».

«Nel corso dell’Eima avremo in fiera la visita degli assessori all’agricoltura di tutte le Regioni italiane - presenti in quei giorni a Bologna sotto il coordinamento dell’Emilia Romagna - e questa sarà un’occasione importante per capire come le amministrazioni regionali, dalle quali dipende la gestione dei Psr, possono promuovere maggiormente all’interno dei Piani la componente “meccanizzazione”».

Il Pnrr non può sostituire la rottamazione

A proposito di interventi strutturali: in uno degli ultimi incontri stampa FederUnacoma chiedeva una rottamazione pluriennale e non un’azione spot. Mi pare che non se ne faccia niente…

«È probabile che - nelle intenzioni del Governo - il Piano nazionale di ripresa e resilienza possa diventare lo strumento per il rinnovo del parco agromeccanico, giacché nel Piano esiste una misura specifica per l’innovazione nelle imprese agricole che prevede fondi per la meccanizzazione».

«Purtroppo la dotazione finanziaria prevista – pari a 500 milioni di euro complessivi per i sei anni del Piano – è davvero insufficiente, perché la misura comprende anche interventi di potenziamento delle filiere agroalimentari come quella dell’olio, che è molto estesa e che può assorbire cospicue risorse».

«Dal nostro punto di vista il Pnrr non dovrebbe sostituire un provvedimento pluriennale per la rottamazione ma dovrebbe affiancarlo con risorse aggiuntive, e anche all’interno del Piano nazionale occorrerebbe che fondi per la meccanizzazione venissero previsti anche in altre voci, quelle che riguardano ad esempio le manutenzioni del territorio, l’economia delle isole, le filiere bioenergetiche, tutte attività che non si possono realizzare senza una meccanizzazione specifica».

Revisione, si dia attuazione alla legge

Altra nota dolente: dopo anni di attese e finte ripartenze possiamo definire morta la revisione. Non possiamo sempre ascoltare il refrain «Siamo in dirittura d’arrivo. Contiamo che si sblocchi a breve…»

«Il costante rinvio delle scadenze sembra davvero un modo per congelare la questione e mandarla su un binario morto. Tuttavia esiste una legge che istituisce la revisione obbligatoria dei mezzi agricoli, e realizzare i decreti attuativi è un dovere al quale non ci si può sottrarre all’infinito».

«Se non si vuole la legge, allora si abbia il coraggio di annullarla con un nuovo provvedimento che solleva le imprese agricole dall’obbligo di fare le revisioni. Poiché mi sembra molto difficile che, in un contesto nel quale gli incidenti sul lavoro sono tornati un tema centrale, qualcuno possa decidere che le regole per la sicurezza valide per automobili, autocarri e motociclette non debbano valere per le macchine agricole, l’unica via sensata è che si dia attuazione alla legge. Tenere in piedi una legge “di facciata”, ma impedire che possa essere applicata è una cosa inaccettabile».

Eima, la ripartenza sarà qui

La prima Eima post Covid è alle porte. Ci sono defezioni importanti, ma anche molte conferme e soprattutto una grande voglia di partecipazione. Che manifestazione sarà? Cosa ne pensa degli assenti?

«L’Eima si presenterà agli occhi del visitatore in modo sorprendente, perché avrà moltissimi espositori, allestimenti ben curati, un quartiere fieristico interamente impegnato, insomma avrà l’aspetto non certo di un evento “di transizione” ma di una grande rassegna».

«Il numero degli espositori è naturalmente inferiore ai livelli record raggiunti nelle ultime edizioni – ad oggi abbiamo confermate 1.350 industrie di cui 350 estere – ma il risultato raggiunto è straordinario se pensiamo che alcuni grandi Paesi sono ancora bloccati per quanto riguarda lo spostamento di merci e persone (solo Cina ed India avrebbero portato in Eima non meno si 300 industrie espositrici)».

«Avremo un ricco calendario di eventi nell’ambito della rassegna ma soprattutto moltissime novità di prodotto, che rilanciano il business delle case costruttrici e ne tengono alta l’immagine. Le aziende che non partecipano perdono soprattutto un’importante occasione di visibilità. Peraltro i distanziamenti, lo scaglionamento dei visitatori, la nuova logistica per le delegazioni estere che caratterizzano questa edizione dell’Eima. A offrono condizioni di lavoro ottimali per gli operatori economici professionali, a tutto vantaggio delle aziende espositrici e delle relazioni d’affari».


«I Psr sono la misura strutturale più importante. Lavoreremo con gli assessori regionali per sostenere la meccanizzazione»


La gestione dell’ingorgo fieristico 2022

L’ingorgo del 2022 (Fieragricola Verona, Agritechnica Hannover, Fima Saragozza, Sima Parigi ed Eima International di Bologna) come può essere affrontato e gestito dai costruttori italiani?

Alcune aziende sono presenti in tutte le principali manifestazioni fieristiche europee, e per queste sarà impegnativo gestire un calendario del genere sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista organizzativo. Come Federazione intendiamo dialogare con gli altri organizzatori per facilitare il più possibile il lavoro delle case costruttrici e degli operatori economici internazionali.

Tuttavia dobbiamo tener presente che la gran parte delle case costruttrici privilegia un solo evento fieristico, quello che per la sua collocazione geografica, per la caratterizzazione merceologica e il target dei visitatori è più conforme al business dell’azienda. Per quest’ampia platea di case costruttrici, che sono presenti solo a Bologna, o solo ad Hannover o Parigi, il fatto che ci siano molti eventi nel corso dell’anno è un dato poco influente: parteciperanno a quello già programmato e diserteranno quelli cui avrebbero comunque rinunciato.

Per il resto, l’Eima è l’unica manifestazione che avrà due edizioni strettamente ravvicinate: si svolgerà infatti nel 2022 avendo avuto un’edizione appena un anno prima. Rispetto alle altre fiere, che dovranno riavviare la macchina organizzativa dopo tre anni di fermo, noi lavoreremo sulla scia dell’edizione 2021, avremo una “partenza lanciata”.

«Meccanizzazione in salute e da continuare a valorizzare» - Ultima modifica: 2021-10-11T20:36:00+02:00 da Gianni Gnudi

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