Mille tonnellate di export in più, il Ceta è un toccasana per i nostri formaggi

«Il futuro del settore lattiero-caseario è in Canada». Dati alla mano Giuseppe Ambrosi di Assolatte ribadisce che la strada degli accordi internazionali è quella giusta da seguire

Il tanto criticato accordo commerciale tra l’Ue il Canada, cioè il Ceta, rappresenta la chiave di volta dello sviluppo dell’export di formaggi e latticini in Canada.

Giuseppe Ambrosi presidente di Assolatte

Ad affermarlo, con dati alla mano, è Giuseppe Ambrosi, Presidente di Assolatte aprendo un seminario promosso a Milano dalla stessa Associazione italiana lattiero casearia che raggruppa oltre 200 imprese. Il seminario era dedicato al tema “Canada: fra nuova normativa sanitaria ed accordi commerciali” e ha riunito i principali esperti del settore e gli export manager delle aziende casearie.
«Il Canada –afferma Ambrosi - è un mercato molto promettente per le imprese del settore caseario italiano, e i dati lo confermano. Siamo i primi fornitori europei di formaggi e il vantaggio sui nostri concorrenti è in costante aumento».

Raddoppio in meno di cinque anni

Le stime dell’associazione dicono che quest’anno saranno esportate quasi mille tonnellate in più grazie alle quote assegnate in base al Ceta, l’accordo commerciale Ue-Canada. Tutto lascia immaginare, secondo le previsioni di Assolatte, che in 5 anni le aziende del comparto raddoppieranno le esportazioni di formaggi verso quel paese e raggiungeranno un fatturato di 100 milioni di euro. Intanto, per il momento, i flussi di vendita verso il Canada sono cresciuti del 20% e l’ultimo trimestre ha fatto registrare un aumento del 40% con tassi di crescita in continuo aumento.

«Stiamo usando – ribadisce Ambrosi - meglio degli altri le nuove regole comuni. Nei primi 8 mesi dell’anno, l’export europeo complessivo è cresciuto di 1.670 tonnellate, delle quali 670 pari al il 37% del totale sono italiane».
Per Assolatte, questi dati fanno immaginare che non bisognerà aspettare il 2023 per assistere al raddoppio dell'export di formaggi italiani. «Siamo stati noi imprenditori - ha sottolineato Ambrosi - i primi a credere in un futuro "canadese" per l'export dei nostri formaggi. Da anni investiamo in questo Paese per far conoscere e apprezzare i nostri migliori e più rinomati formaggi aprendo di fatto le porte al 'made in Italy caseario».

I numeri del settore caseario

Con un fatturato che supera i 15,4 miliardi di euro e un indotto che dà lavoro a oltre 100.000 persone, quello della trasformazione del latte è il settore più importante dell'agroalimentare italiano.
Un grande protagonista del panorama internazionale grazie alle esportazioni, il cui valore supera i 2.4 miliardi di euro. La produzione: 1.1 miliardo di kg di formaggi, di cui 470 milioni di formaggi Dop; 2,5 miliardi di litri di latte alimentare; 1,9 miliardi di vasetti di yogurt; 160 milioni di kg di burro.

 

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