Nuovo attacco dell’Oms all’alimentare made in italy

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Gian Marco Centinaio
Un progetto di risoluzione mira a introdurre più tasse e un’etichettatura “scoraggiante” per alimenti ricchi di grassi e zuccheri. Il ministro Centinaio: «Daremo battaglia per difendere le nostre tipicità perchè non esistono cibi insalubri in sè, ma solo diete insalubri»

L’Organizzazione Mondiale della Salute ( OMS ) torna alla carica per costringere i vari Paesi a tassare ed etichettare in maniera particolare gli alimenti ricchi di grassi, zuccheri ed altri elementi ritenuti nocivi per la salute e causa delle più gravi patologie come il diabete e l’obesità.

opas - omsNel corso di una riunione informativa che si è tenuta a Ginevra il 2 novembre 2018, convocata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità ( OMS ) e dalla Missione Permanente del Brasile per presentare il testo della risoluzione annuale del gruppo "Foreign Policy and Global Health ( FPGH )" ("Politica estera e salute globale"), è stata approvata una proposta di risoluzione che invita gli Stati membri dell’Organizzazione ad adottare politiche pubbliche fiscali e regolatorie, come la tassazione di alimenti e bevande non salutari, un'etichettatura front-of-pack efficace ecc.

II gruppo in questione è formato da sette Paesi, cioè Brasile, Francia, Indonesia, Norvegia, Senegal, Sudafrica e Thailandia. La loro proposta verrà discussa dall'Assemblea Generale dell'Onu a New York entro l'anno 2018, ed «esorta gli Stati Membri ad adottare politiche fiscali e regolatorie che dissuadano dal consumo di cibi insalubri».

Immediate le reazioni italiane

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Gian Lorenzo Cornado

Il Rappresentante permanente dell'Italia presso le organizzazioni internazionali a Ginevra, l'Ambasciatore Gian Lorenzo Cornado, ha espresso immediatamente profonda preoccupazione per il linguaggio utilizzato nella mozione affermando che «è molto divisivo, irrispettoso delle decisioni prese dai capi di Stato e di governo solo un mese fa all’Onu ed è quindi inaccettabile per il governo italiano».

La Coldiretti scende subito in campo contro «bollini allarmistici o tasse utilizzati dal Sudamerica all'Europa che sostengono modelli alimentari sbagliati e dissuadono dal consumo di alimenti come olio extravergine, Parmigiano Reggiano o prosciutto di Parma che rischiano di essere ingiustamente diffamati».

E per cibi insalubri, osserva Coldiretti, vengono indicati quelli che "contengono zuccheri, grassi e sale" per i quali si chiede di "predisporre apposite etichette nutrizionali e di riformulare le ricette, sulla base di un modello di alimentazione artificiale ispirato dalle multinazionali che mette di fatto in pericolo - denuncia la Coldiretti - il futuro dei prodotti Made in Italy".

Le etichette horror di Cile e Gran Bretagna

Il rischio, avverte la Coldiretti, "è che vengano promossi in tutto il mondo sistemi di informazione visiva come quello adottato in Cile dove si è iniziato a marchiare con il bollino nero, sconsigliandone l'acquisto, prodotti come il Parmigiano, il Gorgonzola, il prosciutto e, addirittura, gli gnocchi facendo crollare le esportazioni del made in Italy agroalimentare (meno 12% nei primi sette mesi del 2018 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente)". L'etichetta a semaforo in Gran Bretagna, invece, "finisce per escludere alimenti sani e naturali come l'olio extravergine di oliva e per promuovere cibi spazzatura con edulcoranti al posto dello zucchero perché mette al bando grassi, sali e zuccheri non basandosi sulle quantità effettivamente consumate bensì solo sulla generica presenza di un certo tipo di sostanze".

L'iniziativa promossa dai 7 Paesi FPGH, spiega Coldiretti, "contraddice il documento approvato il 27 settembre scorso al Terzo Forum di alto livello delle Nazioni Uniti sulle malattie non trasmissibili in cui grazie al pressing esercitato dall'Italia non sono stati menzionati strumenti dissuasivi su prodotti alimentari e bevande.

Il sospetto di Confagricoltura: 
«Nelle organizzazioni internazionali
si perseguono interessi nazionali»

Per Confagricoltura, "riaprire la discussione sull'introduzione di tasse e avvisi di pericolo sui prodotti alimentari in base agli ingredienti, rischia di nuocere alla credibilità delle organizzazioni internazionali. L'eccellenza e la salubrità del "Made in Italy" agro-alimentare è fuori discussione" dichiara il presidente, Massimiliano Giansanti.

"Ringraziamo la nostra Rappresentanza diplomatica per l'attività già svolta per fermare un'iniziativa infondata sotto il profilo scientifico e inopportuna sul piano del metodo -, ha proseguito Giansanti -. A questo punto, visto che sono state proposte anche restrizioni alla pubblicità e alla commercializzazione di cibi ritenuti insalubri, non possiamo escludere che le sedi multilaterali dove si discute di sicurezza alimentare e salute vengano utilizzate per perseguire interessi nazionali".

OMS: CENTINAIO, NON SI TOCCHINO I PRODOTTI MADE IN ITALY

oms“Non si tocchino i prodotti Made in Italy". Non si fa attendere la reazione di Gian Marco Centinaio, Ministro delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, che in un comunicato afferma: "Continuare a discutere sulla reintroduzione di indicatori di nocività sugli alimentari (le cosiddette "etichette a semaforo"), sulla base del contenuto di grassi, zuccheri e sale è veramente pretestuoso. Se alcuni Paesi presso l’OMS non vogliono ancora ragionare, dopo che a settembre è stata adottata una risoluzione che sottolinea invece che non esistono cibi "sani o insalubri", ma solo "diete sane o insalubri", allora daremo battaglia. È inaccettabile. Se anche l’Unesco ha dichiarato la Dieta Mediterranea Patrimonio immateriale dell’Umanità, come possiamo pensare che possa far male?”.

 

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