Olivicoltori: «Olive e olio extravergine vanno pagati al giusto prezzo»

Nelle regioni olivicole meridionali cresce il malcontento per i prezzi troppo bassi. A Lamezia gli agricoltori di Agrinsieme manifestano in corteo.
Dalla Calabria alla Puglia cresce il malcontento per i prezzi troppo bassi. A Lamezia corteo di trattori di Agrinsieme attraversa la città. A Bari protesta spontanea davanti al Palazzo dell’Agricoltura

Fra gli olivicoltori meridionali cresce il malcontento. I prezzi troppo bassi e non remunerativi sia delle olive (fino a 25,00 €/q!) sia dell’olio extravergine di oliva all’ingrosso (fino a 2,80 €/l!) stanno spingendo molti produttori a non raccogliere più le olive, perché non recupererebbero neanche i costi della raccolta.

In provincia di Bari il prezzo delle olive è crollato a 25,00 €/q!

E mentre al Tavolo olivicolo indetto presso il Mipaaf il ministro Teresa Bellanova ha invitato a lavorare per costruire soluzioni a lungo raggio, andando a «disegnare insieme una nuova strategia per l’olio», che punti sulle grandi potenzialità del comparto sfruttando tutte le possibilità offerte dalla ricerca e dall’innovazione, gli olivicoltori testimoniano il periodo di grave difficoltà in cui versano rendendo pubblica la crisi delle loro aziende.

 

A Lamezia corteo degli olivicoltori calabresi di Agrinsieme

Manifestazione a Lamezia per la crisi dei prezzi delle olive e dell’olio extravergine di oliva.

In Calabria gli olivicoltori organizzati da Agrinsieme si sono dati appuntamento a Lamezia Terme per protestare, sfilando con circa 200 trattori, contro il calo del prezzo dell’olio extravergine di oliva ai minimi storici. «Siamo qua – ha affermato Damiano Sorace, presidente di Copagri Calabria – perché la situazione è diventata ormai insostenibile: non è possibile che l’olio extravergine venga venduto a 2,80 € al litro, non è possibile che la nostra qualità sia svenduta al primo speculatore di turno. Se non riusciremo a ottenere i risultati sperati, questa sarà solo la prima di tante altre manifestazioni. Dobbiamo cercare di stare sempre uniti perché solo con l’aggregazione si raggiungono gli obiettivi. Siamo la seconda regione in Italia produttrice di olio d’oliva e non possiamo permettere che il nostro olio venga commercializzato dalle regioni del Nord che si appropriano della nostra qualità sulla nostra pelle».

 

Un mercato dalle regole non uguali per tutti

Il manifesto di convocazione del corteo di protesta a Lamezia.

Nella piazza lametina gremita di manifestanti tanti gli striscioni e gli slogan urlati. Da “la qualità va pagata al giusto prezzo” a “spremiamo le olive, non i produttori!”. Tantissimi gli imprenditori olivicoli presenti, che hanno lamentato il totale abbandono da parte delle istituzioni e una mancanza di una legge che tuteli i prodotti nazionali dalla concorrenza di Paesi produttori (per lo più dell’area extraeuropea) dove vigono regole diverse e meno “stringenti e rispettose” per il sistema di produzione adottato, la tutela della qualità dei prodotti e la garanzia dei diritti dei lavoratori.

 

Assenza di prospettive per le nuove generazioni

Uno fra i tanti manifestanti, Maurizio Rudi, di Santa Caterina dello Ionio (Cz), produce olio extravergine biologico certificato, ma, pur volendo che i figli proseguano la sua attività, è consapevole che «in queste condizioni diventa difficile, dovranno fare altro. Il prezzo di vendita ai grossisti mi basta a malapena per coprire i costi delle certificazioni. Siamo abbandonati dalle istituzioni che non ci supportano né praticamente, perché abbiamo un ritardo di innovazione importante e costi di produzione molto alti, né economicamente: sto aspettando ancora gli aiuti per i danni alluvionali di cinque anni fa, nonostante abbia anticipato i soldi per tutte le perizie del caso».

 

A Bari sit-in davanti al Palazzo dell’Agricoltura

Sit-in di protesta di olivicoltori di Sannicandro di Bari sul lungomare.

 

Per gli olivicoltori baresi (nella foto) e calabresi i prezzi attuali di olive e olio non sono remunerativi.

 

 

 

 

 

 

E' soprattutto in provincia di Bari che sta montando la protesta in Puglia. A Sannicandro di Bari è sorto il Nuovo Movimento Civico per Sannicandro di Bari che ha organizzato un sit-in di protesta sul lungomare di Bari, di fronte al Palazzo della Regione, ed è stato ricevuto in delegazione dal presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e dal direttore del Dipartimento Agricoltura Gianluca Nardone. Anche nei vicini paesi olivicoli, come Bitetto, Bitritto, Grumo Appula, Toritto, ecc., gli agricoltori si stanno organizzando per una manifestazione congiunta a Roma.

Alcuni possibili interventi 

Delegazione di olivicoltori a colloquio con il presidente Emiliano.

Ecco alcuni dei possibili interventi emersi dall’incontro con Emiliano e Nardone: contributo per la gelata 2018 con operatore di supporto per velocizzare le pratiche in modo da effettuare il pagamento entro Natale; utilizzo di fondi europei già esistenti e disponibili per la creazione di siti con silos per lo stoccaggio dell’olio, in modo da venderlo quando i prezzi salgono; piano pubblicitario per valorizzare l’olio extravergine locale; controlli dei Nas dai porti agli scaffali della Gdo per individuare gli oli extravergini di oliva contraffatti; denuncia alla Procura per frode di chiunque si macchi di tale reato; piano di annullamento fiscale alle aziende agricole sui contributi previdenziali per gli operai.

Olivicoltori: «Olive e olio extravergine vanno pagati al giusto prezzo» - Ultima modifica: 2019-12-06T00:18:35+01:00 da Giuseppe Sportelli

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore inserisci il tuo nome