Parlamento Ue: no a brevetti per varietà ottenute con incroci

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Approvata una risoluzione non legislativa che invita la Commissione europea a fare tutto il possibile per convincere l'Ufficio europeo dei brevetti (Ueb) a non concedere le royalty per le nuove varietà ottenute con metodi biologici. Il caso scoppiò nel 2015 per pomodori e broccoli

Il Parlamento europeo, in una risoluzione non legislativa ha invitato la Commissione europea a fare tutto il possibile per convincere l'Ufficio europeo dei brevetti (Ueb) a non concedere brevetti su prodotti ottenuti da processi essenzialmente biologici. Gli eurodeputati hanno affermato che frutta e verdura ottenuti da processi di coltura convenzionali, come l'incrocio, non devono diventare brevettabili. Hanno poi esortato l'Ue a ripristinare immediatamente la chiarezza giuridica in materia, sottolineando che nessuno dei 38 Stati firmatari della Convenzione sul brevetto europeo consente di brevettare i prodotti ottenuti con metodi tradizionali.

Garantire accesso al materiale di riproduzione

Oltre al no ai brevetti di piante e sementi di origine naturale, l'Europarlamento chiede anche un accesso libero al materiale di riproduzione e alle informazioni, poiché essenziale per stimolare l'innovazione e la competitività nei settori dell'allevamento e dell'agricoltura, per sviluppare nuove varietà, migliorare la sicurezza alimentare e affrontare il cambiamento climatico. Durante il dibattito molti deputati hanno affermato che l'accesso alle risorse genetiche non deve essere limitato, poiché ciò potrebbe portare a una situazione in cui alcune multinazionali detengono il monopolio sul materiale di coltivazione delle piante, a scapito degli agricoltori e dei consumatori dell'Unione europea.

De Castro: non si limiti lavoro della ricerca

«È inaccettabile imporre brevetti su piante e semi ottenuti da secoli tramite processi essenzialmente biologici, come invece vorrebbe imporre l’Ufficio europeo dei brevetti nel caso di pomodori e broccoli. Per questo – ha affermato il coordinatore S&D alla commissione Agricoltura dell’Eurocamera Paolo De Castro – come Parlamento europeo abbiamo oggi respinto a grande maggioranza quella decisione in una risoluzione non legislativa».

L’eurodeputato Pd, intervenendo nel dibattito all’assemblea plenaria, ha chiesto al commissario responsabile, Elzbieta Bienkowska, di «intervenire al più presto su una decisione contro cui il Parlamento europeo si batte dal 2015, ristabilendo la certezza giuridica necessaria affinché l’agricoltura diventi sempre più protagonista nella lotta al cambiamento climatico. Un’agricoltura – ha proseguito –  in grado di rispondere in modo ambizioso, attraverso l’uso di nuove tecniche di miglioramento vegetale non-Ogm, alle esigenze di milioni di consumatori».

Per De Castro, quindi, «l’Europa non può permettere che la disponibilità di materiale vegetale venga limitata, mettendo a rischio la capacità di operare dei nostri laboratori di ricerca, con pesanti ripercussioni sulla sostenibilità della nostra agricoltura e della salute dei cittadini europei. Senza contare – ha concluso De Castro – che l’unico modo per ridurre ancora di più l’impatto ambientale nel settore  agricolo, è agire sull’innovazione e il miglioramento varietale non-Ogm».

Brevetti, tutto cominciò nel 2015 con pomodori e broccoli

La questione risale al 2015 quando la commissione allargata di ricorso dell'Ufficio europeo dei brevetti (Ueb) decise che nei casi riguardanti pomodori e broccoli, i prodotti ottenuti da processi essenzialmente biologici, come l'incrocio, potessero ottenere la tutela brevettuale. Il Parlamento europeo ha risposto nel dicembre 2015 con una risoluzione non vincolante, in cui si chiedeva di chiarire le norme Ue e si reiterava l'obiezione alla brevettabilità dei prodotti derivati dalla coltura convenzionale.

In seguito all'intervento della Commissione Europea nel novembre 2016, l'Ueb ha modificato la propria politica per non concedere brevetti ai prodotti ottenuti tramite processi essenzialmente biologici. Tuttavia, nel dicembre 2018 la commissione tecnica di ricorso dell'Ueb ha respinto tale decisione, sostenendo che la Convenzione sul brevetto europeo abbia la precedenza giuridica sulle norme di attuazione dell'Ueb.  La risoluzione approvata ora precede la scadenza dell'1 ottobre, relativa alla presentazione di dichiarazioni sulla brevettabilità delle piante ottenute naturalmente all'organo di appello finale dell'Ufficio europeo dei brevetti.

Parlamento Ue: no a brevetti per varietà ottenute con incroci - Ultima modifica: 2019-09-20T16:43:00+00:00 da Simone Martarello

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