Pre-Food Systems Summit 2021, «Vertice del popolo»

Ministro Stefano Patunelli
Lo ha definito così, il ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, il vertice dell'Onu sui sistemi alimentari organizzato presso la sede della Fao a Roma

«Questo evento può essere letto come un “vertice del popolo” dal quale ci viene chiesto di riflettere sulla trasformazione dei sistemi alimentari verso modelli sostenibili e più equi». Apre così, il ministro Stefano Patuanelli, il suo intervento al Pre-Food Systems Summit 2021, organizzato dalle Nazioni Unite presso la sede della Fao a Roma.

Cibo sano per tutti

Oggi, specifica Patuanelli, il Pre-Summit ci dà l’opportunità di riflettere sulle cause delle diete malsane e sulle possibili soluzioni. «Per assicurare una dieta salutare a tutti sono necessarie quattro condizioni: l’eradicazione della povertà affinché tutti possano avere accesso al cibo; la promozione dell’agricoltura sostenibile e di processi di trasformazione sostenibili; la consapevolezza dei consumatori, la tutela e la promozione di modelli alimentari legati al territorio».

 

 

«Purtroppo - ha specificato Patuanelli - i dati ci dicono che non siamo ancora in linea con l’obiettivo “fame zero” e che occorre lavorare molto per raggiungere questo traguardo entro il 2030. La Presidenza italiana del G20 ha posto questo obiettivo al centro della propria Agenda. Ne abbiamo parlato a Matera e ne parleremo ancora a Firenze, in occasione della riunione dei Ministri dell’agricoltura».

Il valore delle filiere

«Il cibo sano - ha proseguito il ministro - è frutto di un lavoro quotidiano di milioni di agricoltori che ogni giorno si prendono cura dei prodotti agricoli che entrano a far parte della nostra dieta. Dobbiamo ricordarcene sempre. E’ importante prestare attenzione alla loro formazione, al trasferimento della conoscenza e dei risultati della ricerca, affinché gli agricoltori possano produrre prodotti sempre più salutari e rispettosi dell’ambiente. Inoltre, è necessario garantire la responsabilità di tutti gli attori coinvolti nel sistema alimentare e l’equilibrata ripartizione del valore aggiunto che proviene dall’agricoltura, riscoprendo il valore delle filiere».

Sì ad etichettature che informino i consumatori

Quanto ai consumatori, Patuanelli spiega che «non devono essere guidati e condizionati nelle loro scelte, ma devono essere adeguatamente informati. In Italia siamo convinti dell’importanza dell’educazione alimentare già in età scolare e abbiamo sperimentato forme di etichettatura che forniscano informazioni complete al cittadino. E’ fondamentale che non ci si lasci tentare dalla semplificazione eccessiva del linguaggio, un vizio che potrebbe portare all’appiattimento delle tipicità dei territori e all’omologazione e al livellamento della cultura alimentare, purtroppo credo verso il basso».

Il valore aggiunto della dieta mediterranea

«La dieta mediterranea - ha specificato Patuanelli - è un vero e proprio stile di vita, ed è Patrimonio dell’Unesco non soltanto per il suo valore salutistico, ma anche il suo valore culturale. La vera risposta per contrastare il cibo malsano, quello cosiddetto spazzatura, è il ritorno alle tradizioni immerse nella modernità con prodotti a indicazione geografica che esaltino il territorio ed ecosostenibili».

Guarda l’intervento integrale del ministro Patuanelli su Facebook

Lotta agli sprechi alimentari

«Nel cammino verso la trasformazione dei sistemi alimentari, la lotta agli sprechi appare di fondamentale importanza. Lo spreco alimentare - ha puntualizzato Patuanelli - riguarda tutti i passaggi che portano gli alimenti dal campo alla tavola e colpisce indistintamente tutti i Paesi. La formulazione di politiche efficaci per la perdita e la riduzione degli sprechi alimentari richiede informazioni complete su quanto e dove - sia geograficamente che lungo la catena di approvvigionamento - i vari alimenti vengono persi o sprecati.

L’Italia ha fatto un deciso passo in avanti con l’entrata in vigore della legge sulla donazione e la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi. Questa legge ha posto le basi per la costituzione del “Tavolo per la lotta agli sprechi e per l’assistenza alimentare”, quale strumento di partecipazione, monitoraggio e promozione che coinvolge tutti i rappresentanti della filiera agroalimentare, delle organizzazioni caritatevoli, della Grande Distribuzione Organizzata e delle altre amministrazioni interessate».

Per quantificare in modo univoco, statisticamente rilevante e scientificamente fondato i dati nazionali sulle eccedenze, sui recuperi e sugli sprechi alimentari, il Mipaaf, ricorda Patuanelli, si è dotato di un Osservatorio Nazione su Eccedenze, Recuperi e Sprechi Alimentari. «Sul tema degli sprechi e delle diete salutari, l’Italia - ha concluso il ministro - è pronta a condividere la propria esperienza e rafforzare la cooperazione internazionale, affinché insieme si possa contribuire ad assicurare diete salutari per tutti i cittadini del mondo».

L'intervento del Premier Draghi al Pre-Summit: «Vaccini e cibo per tutti»

Prandini: «Cibo prima ricchezza d’Italia»

Pre-Food Systems Summit 2021
Ettore Prandini

«Con l'emergenza Covid il cibo è diventato la prima ricchezza dell'Italia per un valore pari al 25% del Pil con 538 miliardi di euro lungo l'intera filiera agroalimentare dal campo alla tavola e ben 4 milioni di lavoratori impegnati in 740mila aziende agricole, 70mila industrie alimentari, oltre 330mila realtà della ristorazione e 230mila punti vendita al dettaglio». Lo ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel suo intervento al Pre food system summit nella sessione dedicata a "from the G20 Matera declaration to the food systems summit: a framework for emerging coalitions of action".

“Filiera” è la parola chiave

«L’agroalimentare made in Italy - ha incalzato Prandini - anche nella pandemia ha dimostrato la capacità di guardare al futuro, ma solo se lavoreremo insieme per difendere il reddito degli agricoltori ad ogni latitudine potremo pensare di spezzare le catene della povertà. E per fare questo, la parola chiave è “filiera”».

Rafforzare le filiere, spiega Prandini, permette di aumentare la sostenibilità e proteggere la biodiversità, lottare contro l’Italian sounding e il cibo falso, sviluppare un modello produttivo equo che riconosce valore agli agricoltori, garantire massima trasparenza ai consumatori e lavorare per l'etichettatura di origine obbligatoria.

«Il giusto prezzo e il contrasto alle pratiche sleali e agli abusi di potere lungo la filiera sono qualcosa più di una mera questione economica: sono questioni di democrazia, giustizia e libertà. Perché - conclude Prandini - se il prezzo del cibo diventa un campo di speculazione, a perdere saranno sempre gli agricoltori e i consumatori».

La conferenza presso la sede Fao di Roma è stata strategica per preparare tre appuntamenti decisivi:

  • il vertice sui sistemi alimentari vero e proprio che si terrà presso l’Onu in settembre,
  • il vertice finanziario "Finance in Common" che si terrà a Roma in ottobre,
  • la conferenza sul clima Cop26 di Glasgow di novembre.
Pre-Food Systems Summit 2021, «Vertice del popolo» - Ultima modifica: 2021-07-28T14:10:02+02:00 da Laura Saggio

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