Record storico dell’export agroalimentare

Il balzo dell’8,9% di maggio porta il totale delle esportazioni agroalimentari sopra i 17 miliardi di euro. Prandini (Coldiretti): «Il recovery plan offre ora l’occasione per sostenere  il trend di crescita del made in Italy agendo sui ritardi strutturali e sbloccando le infrastrutture»

«L'alimentare Made in Italy fa registrare il record storico nelle esportazioni con un valore di quasi 17 miliardi mai raggiunto in passato nei primi cinque mesi del 2021».

«E tutto questo dopo essere stato peraltro l'unico settore in crescita anche nell'anno precedente in piana pandemia».

 

 

Il balzo di maggio

Lo registra la Coldiretti sulla base dell’ analisi dei dati Istat relativi al commercio estero da qui emerge l’ulteriore balzo dell'alimentare dell'8,9% da gennaio a maggio.

«Un risultato ottenuto – precisa Coldiretti su Agrapress - nonostante le difficoltà degli scambi commerciali e il lockdown che ha pesantemente colpito la cucina italiana ma anche favorito il ritorno in tutti continenti alla preparazione casalinga dei pasti con il boom delle ricette Made in Italy».

«L'emergenza sanitaria – rileva la bonomiana- ha provocato una svolta salutista nei consumatori a livello globale che hanno privilegiato la scelta nel carrello di prodotti alleati del benessere come quelli della dieta mediterranea».

Vino e ortofrutta sugli scudi

A trainare la crescita ci sono infatti prodotti base come il vino che guida la classifica dei prodotti italiani più esportati seguito dall'ortofrutta fresca.

Secondo Coldiretti si attende nei prossimi mesi l'impatto positivo sulle vendite all'estero della vittoria agli europei di calcio che hanno dato prestigio all'immagine del Belpaese.

L’accordo tra Usa e Uedazi

Tra i principali clienti del Made In Italy a tavola sono gli Stati Uniti che si collocano al secondo posto ma fanno registrare l'incremento maggiore della domanda con un balzo del 14,2% favorito dall'entrata in vigore l'11 marzo 2021 dell'accordo tra il presidente della commissione europea Ursula Von der Leyen e il presidente usa Joe Biden sulla sospensione di tutte le tariffe relative alle controversie airbus-boeing che ha eliminato i dazi aggiuntivi del 25% alle esportazioni in usa di Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Gorgonzola, Asiago, Fontina, Provolone ma anche salami, mortadelle, crostacei, molluschi agrumi, succhi, cordiali e liquori come amari e limoncello.

Germania e Francia ok, Regno Unito brexizzato

Positivo l'andamento anche in Germania che si classifica al primo posto tra i Paesi importatori di delikatessen dal nostro Paese con un incremento del 5,4%, lo stesso della Francia che si colloca al terzo posto mentre al quarto la Gran Bretagna dove a causa della Brexit, con l'appesantimento dei carichi amministrativi, l'export alimentare crolla dell'8,4%.

Ettore Prandini
Ettore Prandini, Coldiretti

«L'Italia – commenta Ettore Prandini, presidente di Coldiretti - può ripartire dai punti di forza con l'agroalimentare che ha dimostrato resilienza di fronte la crisi e può svolgere un ruolo di traino per l'intera economia».

L’occasione del recovery plan

«Per sostenere – continua - il trend di crescita dell'enogastronomia made in Italy serve anche agire sui ritardi strutturali dell'Italia e sbloccare tutte le infrastrutture che migliorerebbero i collegamenti tra Sud e Nord del Paese, ma anche con il resto del mondo per via marittima e ferroviaria in alta velocità, con una rete di snodi composta da aeroporti, treni e cargo».

Una mancanza che ogni anno rappresenta per il nostro Paese un danno in termini di minor opportunità di export al quale si aggiunge il maggior costo della 'bolletta logistica legata ai trasporti e alla movimentazione delle merci.

«Il recovery plan – conclude il presidente di Coldiretti - rappresenta dunque una occasione unica da non perdere per superare i ritardi accumulati e aumentare la competitività delle imprese sui mercati interno ed estero».

Record storico dell’export agroalimentare - Ultima modifica: 2021-07-19T00:28:08+02:00 da Lorenzo Tosi

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