Record storico per i cereali spagnoli: raccolte oltre 24 milioni di tonnellate

Superate le straordinarie annate del 2013 e del 2016. Secondo la stima praticamente definitiva delle Cooperative agro-alimentari, investiti quasi sei milioni di ettari. Crescono le rese medie: superate le 4 t/ha

Per i cereali spagnoli il 2018 sarà un'annata da ricordare. Secondo la terza e pressoché definitiva stima elaborata dalle Cooperative agroalimentari iberiche la raccolta dei cereali 2018 toccherà il massimo storico dai tempi delle rilevazione statistiche.

In Spagna, con i dati aggiornati alla prima settimana di ottobre, si arriverà a toccare quota 24,12 milioni di tonnellate, con un rendimento medio particolarmente significativo: 4 t/ha.

Le superfici investite sono state poco meno di 6 milioni di ettari (5,98).

Questo valore, come si diceva, rappresenta il massimo storico, superando di poche migliaia di tonnellate le rilevanti cifre del 2013 (24,1 milioni di t) e del 2016 (24 milioni).

L'aumento dell'annata in corso è indicativamente superiore del 24% rispetto alla media degli ultimi tre anni

Il deficit rimane

Nonostante lo straordinario risultato la Spagna rimane notevolmente deficitaria di cereali.

«Vale la pena ricordare - sottolinea Antonio Catòn, responsabile del settore coltivazioni erbacee delle strutture cooperative - che il Paese, per coprire il proprio fabbisogno di cereali, dovrà importare comunque qualcosa come 11 milioni di t. Si stima infatti che il consumo interno sia stimato poco sotto i 35 milioni di tonnellate».

Dominio dell'orzo

Tornando alla produzione 2018, suddivisa per tipologie, grano duro (come anticipato qui) e tenero insieme superano le 8 milioni di tonnellate, mentre è l'orzo a essere il principale cereale iberico con 9,3 milioni di tonnellate, quasi il 39% del totale. Il mais arriva a 3,7 milioni di t, mentre avena, triticale e altri cereali insieme sfiorano i 2,5 milioni di tonnellate.

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