Riso, serve una Politica agricola con meno tagli e burocrazia

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Da sinistra: Vincenzi Lenucci, direttore dell'area economica di Confagricoltura; Luigi Saviolo, presidente Anga Piemonte, Gian Marco Centinaio, ministro Politiche Agricole; Massimiliano Giansanti, presidente Confagricoltura; Giorgio Greppi, presidente Anga Vercelli-Biella; Raffaele Maiorana, presidente nazionale Anga.
Nel convegno di apertura della Fiera in Campo di Vercelli ci si interroga sul futuro della Pac che si prospetta poco efficace per il comparto. Centinaio: “Ho espresso ad Hogan tutte le mie preoccupazioni”

Mentre lo scorso anno la Fiera in Campo di Vercelli (la “capitale” del riso) si  si era aperta sotto la neve, quest’anno l’inaugurazione, presenziata dal ministro Gian Marco Centinaio, si è tenuta con uno splendido sole. Le condizioni climatiche, così, sembrano quasi seguire l’andamento della nostra risicoltura che, mentre lo scorso anno stava vivendo l’incubo del dazio zero per il prodotto importato da Cambogia e Myanmar, da pochissimo ha visto finalmente l’applicazione della clausola di salvaguardia. Il mercato del riso, inoltre, sembra spuntare ancora prezzi abbastanza interessanti, probabilmente grazie anche allo smaltimento delle scorte di prodotto.

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Il ministro Centinaio ha inaugurato la Fiera di Vercelli 2019

E se oggi il sole splende, le nuvole sono comunque in agguato. Il settore, così, deve guardare avanti per garantire la propria competitività. Sicuramente l’applicazione della nuova Pac rappresenterà un momento importante per la nostra risicoltura, che potrà disporre o meno di un sostegno adeguato. Ed è per questo che il convegno di apertura della Fiera in Campo (organizzata dall’Anga Vercelli-Biella) del 22 fabbraio scorso è stato incentrato proprio sulla Pac.

«La proposta della commissione sulle risorse 2021-20127 è preoccupante a causa degli annunciati tagli alla spesa agricola. Per la risicoltura potrebbe avere conseguenze negative anche il processo di eco-convergenza dei pagamenti storici, che potrebbero essere addirittura eliminati, che rischia di ridurre i pagamenti a ettaro» ha avvertito Vincenzo Lenucci, direttore dell’area economica di Confagricoltura, in apertura del convegno.

Il presidente di Anga Piemonte Luigi Saviolo ha ricordato che la Pac in passato  ha sostenuto molto la risicoltura attraverso il greening ma che i fondi a disposizione sono molto calati e sarà importante vedere come la rimodulazione della politica agricola comunitaria possa portare una nuova spinta al settore.

Giansanti: «risicoltura da riprogrammare»

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Massimiliano Giansanti

«Non crediamo che con il ripristino dei dazi, sia tutto a posto - ha detto Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura - ma dobbiamo sfruttare questo momento per riprogrammare il settore, per non ritrovarci nella stessa situazione dopo questi tre anni. Dobbiamo riflettere di più sulle indicazioni di semina e non sarebbe male seminare più Indica… (Il riferimento è alla tendenza dei risicoltori di seminare tondo e lungo A invece del lungo B per il quale è stata concessa la clausola di salvaguardia)».

Giansanti ha ricordato che Confagricoltura sta puntando molto sull’innovazione e la digitalizzazione nell’ambito di un’agricoltura 4.0 in grado di produrre reddito. «E’ finita l’epoca della solidarietà - ha detto -; oggi quello che conta è stare sul mercato, tutelando naturalmente le specificità. Ma tutta la filiera deve essere compresa in una block-chain che partendo dall’agricoltore arriva fino al consumatore. Made in Italy ed etichettatura, ad esempio, sono due aspetti importantissimi, ma solo se compresi in una visione più generale, che tenda a tutelare ed esaltare la nostra competitività attraverso una nuova sfida che punti a produrre meglio e di più».

Nell’occasione Giansanti ha chiesto al ministro Centinaio la realizzazione di un Piano strategico nazionale per l’agricoltura e l’agroalimentare. «In questo momento è come se avessimo 21 Ministeri dell’agricoltura - ha detto Giansanti -. E’ vero che le scelte si fanno a livello regionale ma serve un piano strategico nazionale di coordinamento, a sostegno di una equa competitività».

Infine ha ricordato che la Pac è una politica agricola ed economica, e non ambientale, così come invece si sta delineando. Secondo Giansanti, infatti, pur nel rispetto dell’ambiente, non ci vuole un “agricoltore genuino” ma un “agricoltore professionale”, sul quale dobbiamo puntare.

Centinaio: «servono obiettivi a lungo termine»

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Il ministro Centinaio mentre si gusta un piatto di panissa vercellese

Il Ministro Centinaio, intervenuto a Vercelli, si è detto soddisfatto dell’ottimo gioco di squadra fra Ministero, Ente Risi e Organizzazioni per l’ottenimento della clausola di salvaguardia. «Adesso - ha detto - stiamo combattendo sui pagamenti accoppiati sperando di incrementare questa voce nella prossima Pac. Sono convinto anche io che l’innovazione sia fondamentale per il futuro, e i giovani rappresentano il fattore trainante puntare su un’agricoltura moderna e sempre più tecnologica. Il nostro scopo, inoltre, è quello di smettere di lavorare sulle emergenze ma avere obiettivi a lungo termine».

Centinaio ha anche ricordato che l’integrazione fra agricoltura e turismo (che ha fatto guadagnare una “t” finale al Mipaaf) in un unico mistero che ingloba i due settore può rappresentare una nuova opportunità per un concreto sviluppo rurale.

Massimiliano Giansanti, Gian Marco Centinaio, Giorgio Greppi (presidente Anga Vercelli), Paolo Carrà (presidente Ente nazionale risi), attorniati dai giovani dell'Anga di Vercelli

«Per quanto riguarda la Pac - ha detto Centinaio - mi sto impegnando concretamente per assecondare le necessità degli agricoltori. Recentemente mi sono incontrato con Phil Hogan, commissario europeo per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, ricordandogli che non si può pensare a tagli così ingenti per un settore fondamentale per l’economia europea come l’agricoltura e gli ho esposto tutte le mie preoccupazioni sui futuri aumento di burocrazia  che si prospettano all’orizzonte. Non possiamo chiedere agli agricoltori di farsi tutori dell’ambiente e di produrre beni di maggiore qualità mentre cresce la burocrazia e diminuiscono tutele, contributi e prezzi di mercato».

Per discutere di tutti questi problemi il Mipaaft ha aperto una serie di tavoli di discussione ai quali partecipa tutta la filiera, dall’agricoltore ai rappresentanti dei consumatori.

Clicca qui per vedere le immagini del convegno 

Riso, serve una Politica agricola con meno tagli e burocrazia - Ultima modifica: 2019-02-23T21:38:14+00:00 da Alessandro Maresca

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