Riso, l’Ue mantiene le agevolazioni per l’import di quello cambogiano

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Semina manuale del riso in Indocina
Ora si spera che Parlamento o Consiglio europeo si oppongano alla decisione della Commissione. Le perplessità delle associazioni di categoria e le iniziative delle Regioni Lombardia e Piemonte

La decisione era nell'aria da qualche giorno. Ma fino all'ultimo i risicoltori italiani hanno sperato che la Commissione europea includesse anche il riso nella lista di prodotti su cui sospendere i dazi agevolati alle importazioni dalla Cambogia, per violazione dei diritti umani. Invece il riso è escluso, spiega un portavoce della Commissione, perché coperto dalle clausole di salvaguardia volute anche dall'Italia lo scorso anno.

Il ritiro delle preferenze tariffarie e la loro sostituzione con le tariffe standard della Ue riguarda alcuni prodotti di abbigliamento e calzature, tutti gli articoli da viaggio e lo zucchero. Le esportazioni annuali della Cambogia verso la Ue valgono circa un miliardo di euro. Oltre al riso, coperto per tre anni dalle clausole di salvaguardia, dal ripristino dei dazi sono esclusi biciclette, abbigliamento ad alto valore aggiunto, calzature. A gettare benzina sul fuoco per la risicoltura italiana anche il via libera all'accordo di libero scambio con il Vietnam, che consentirà l'ingresso nell'Unione di oltre 7 milioni di chili di riso a tariffe agevolate, secondo stime di Coldiretti.

L’Italia è il principale produttore di riso in Europa e su un’area di 220mila ettari con 4mila aziende agricole italiane che raccolgono 1,40 milioni di tonnellate di riso all’anno pari a circa il 50% dell’intera produzione Ue, con un'ampia gamma varietale.

Ma per la risicoltura italiana c'è ancora qualche speranza. Il provvedimento preso dalla Commissione sul riso cambogiano può essere bloccato se Parlamento o Consiglio europeo si oppongono.

Confagricoltura, scelta incomprensibile

«L'esclusione del riso è una decisione incomprensibile e in aperto contrasto con le esigenze
del settore in Italia e a livello europeo». così il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti ha commentato il provvedimento della Commissione europea che esclude il riso dal ripristino dei dazi su alcuni prodotti dalla Cambogia, dopo aver accertato il mancato rispetto dei diritti civili, umani e del lavoro.

«La lista stilata dalla Commissione non include il riso e l'esclusione  sottolinea Giansanti  è stata motivata con la clausola di salvaguardia già in vigore che, però, si applica solo alle importazioni di riso Indica lavorato dalla Cambogia. È inaccettabile fare riferimento a questioni di carattere economico, quando è in discussione il mancato rispetto dei diritti umani e del lavoro».

Confagricoltura ricorda che la clausola di salvaguardia è stata varata dalla Commissione europea nel gennaio 2019 per un periodo di tre anni, allo scopo di arginare un flusso di importazioni di riso asiatico progressivamente aumentate fino a incidere per oltre il 30% sul totale dell'import della Ue. Il risultato è stato un crollo dei prezzi, fino al 40%, pagati ai risicoltori negli Stati membri.

«Prendiamo atto che la Commissione europea non ha dato seguito alle richieste formulate in modo compatto, senza distinzioni, dal governo italiano, dalle Regioni più interessate alla risicoltura e dalle Organizzazioni agricole  ha concluso Giansanti ricordando che  il provvedimento della Commissione Ue può essere bloccato, grazie alla formale obiezione del Parlamento europeo o del Consiglio».

Cia, decisione inaccettabile

«Non è accettabile aver lasciato fuori dalla lista Ue un prodotto così sensibile per i nostri
mercati e per tutti gli agricoltori». Commenta così Cia-Agricoltori Italiani, la decisione della Commissione europea di aver escluso il riso dall'elenco dei prodotti importati dalla Cambogia su cui applicare la sospensione delle agevolazioni tariffarie previste per i Paesi Eba.

L'obiettivo da qui ad aprile, per Cia, deve essere quello di  lavorare per fare in modo che Parlamento e Consiglio Ue modifichino la posizione avanzata dalla Commissione. Già oggi una delegazione di Cia ha partecipato con tutta la filiera a un'audizione in Commissione Agricoltura della Camera per sollecitare le istituzioni nazionali e comunitarie a includere anche il riso nella lista di prodotti su cui sospendere i dazi agevolati. Inoltre, il 13 febbraio il presidente nazionale di Cia Dino Scanavino incontrerà a Bruxelles il vicedirettore generale della Direzione Trade della Commissione europea, Sandra Gallina.

Se è vero che il riso sta beneficiando della clausola di salvaguardia attivata nel 2019, ribadisce Cia, è altrettanto vero che si tratta di una misura valida solo per l'Indica e non per le altre varietà. In più, la clausola scadrà a inizio 2022 con dazi a scalare pari a 175 euro la tonnellata nel primo anno, 150 nel secondo e 125 nel terzo.

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Coldiretti, giornata nera per il riso italiano

«È stata la giornata nera del riso italiano in Europa dove la Commissione ha deciso di mantenere le importazioni agevolate di riso dalla Cambogia in violazione dei diritti umani mentre il Parlamento europeo ha dato il via libera definitivo all’accordo di libero scambio tra Ue e Vietnam che comporterà l’ingresso a dazio zero di 80mila tonnellate di riso lavorato, semilavorato e aromatico sul quale pesano le accuse di sfruttamento del lavoro minorile del Dipartimento del lavoro statunitense». È netta la posizione di Coldiretti in riferimento alle decisioni delle istituzioni comunitarie che rischiano di mettere in ginocchio uno dei settori trainanti dell’economia agricola italiana.

«La Commissione Ue – sottolinea Coldiretti – ha adottato una proposta per revocare temporaneamente il regime Eba per la Cambogia, in virtù di violazione dei diritti umani che senza alcuna giustificazione non si applicherà al riso che, nonostante le prove di sfruttamento dei lavoratori e di altre questioni umanitarie, viene escluso dalla lista dei prodotti che beneficeranno di uno stop alle agevolazioni tariffarie. Dalla Cambogia nell’ultimo anno – precisa la Coldiretti – sono arrivati in Italia oltre 8 milioni di chili secondo proiezioni Coldiretti mentre le importazioni dal Vietnam sono stimate in oltre 7,5 milioni di chili, con una crescita record di 18 volte in quantità nel corso dell’anno secondo le proiezioni Coldiretti per il 2019.

«È necessario che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino gli stessi criteri a tutela della dignità dei lavoratori – ha concluso il presidente di Coldiretti Ettore Prandini – dietro gli alimenti, italiani e stranieri in vendita sugli scaffali ci deve essere la garanzia di un percorso di qualità che riguarda l’ambiente, la salute e il lavoro, con una giusta distribuzione del valore».

Riso, Piemonte e Lombardia scrivono a Hogan e Di Maio

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e l’assessore all’Agricoltura, Fabio Rolfi, hanno inviato una lettera congiunta con gli omologhi del Piemonte, Alberto Cirio e Marco Protopapa, al commissario europeo, Phil Hogan, e al ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, per chiedere ufficialmente l’inclusione del riso nell’elenco dei prodotti da assoggettare alla revoca delle preferenze tariffarie per la Cambogia.

«La Commissione europea – hanno spiegato Fontana, Rolfi, Cirio e Protopapa – vuole togliere il riso dai prodotti cambogiani che saranno riassoggettati a dazio d’ingresso nell’Unione Europea. Sarebbe una beffa per i nostri risicoltori. In Lombardia abbiamo ben 94.000 ettari coltivati a riso, il 42% del totale nazionale. Il riso rappresenta circa il 10% della superficie agricola utilizzata in Lombardia, con la provincia di Pavia e la zona sud del milanese come aree più interessate. Non possiamo permettere che i nostri agricoltori e i nostri prodotti, che eccellono nel mondo per qualità e sicurezza alimentare, vengano messi fuori mercato in Europa da prodotti ottenuti con il lavoro minorile, senza il rispetto dei diritti dei lavoratori e con l’utilizzo di pesticidi da noi vietati, quindi senza la stessa attenzione che viene richiesta ai nostri produttori verso l’ambiente e la salute umana».

«Si invita pertanto a riconsiderare la decisione – si legge ancora nella lettera – includendo il riso nell’elenco dei prodotti in modo da arginare le importazioni di riso da questo Paese che, nonostante la riduzione dei flussi nell'ultima campagna di commercializzazione, rimane il primo fornitore dell'Unione europea di riso lavorato. Per rendere ancora più forte la nostra azione – hanno concluso i quattro – stiamo preparando un’iniziativa a Bruxelles insieme all’Ente Nazionale Risi». 

Riso, l’Ue mantiene le agevolazioni per l’import di quello cambogiano - Ultima modifica: 2020-02-12T16:04:26+01:00 da Terra e Vita

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