L’Unione europea importa sempre più soia americana

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Boom della soia a stelle e strisce nel Vecchio Continente. Fra luglio e dicembre 2018 l'Ue ha aumentato le proprie importazioni del 112%

Le esportazioni di soia dagli Stati Uniti verso l'Unione europea sono aumentate del 112% da luglio a dicembre 2018, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

I dati pubblicati dalla Commissione a inizio anno indicano che le importazioni ammontano a quasi 5,2 milioni di tonnellate, rispetto ai 2,4 milioni dello stesso periodo dell'anno precedente.

Gli Stati Uniti sono di gran lunga il maggior fornitore di semi della leguminosa per l'Ue, con una quota del 75% di tutte le importazioni, rispetto al 39,2% della campagna di commercializzazione 2017/2018.

Ciò pone gli Stati Uniti ben oltre il Brasile (19%), il secondo principale fornitore dell'Ue, seguito da Canada (2%), Ucraina (1,6%) e Paraguay (1,1%).

Nell’ottica dei favori commerciali nel campo della soia, che seguono l’impegno preso dal

Jean-Claude Juncker e Donald Trump

Presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker lo scorso luglio per limitare la crisi commerciale con gli Stati Uniti, il lancio da parte della Commissione di un processo per autorizzare l'uso della soia americana per il biocarburante dovrebbe comportare un ulteriore aumento delle importazioni, secondo le previsioni dell’Esecutivo Ue.

Ciò segue la bozza di decisione di attuazione relativa al protocollo di garanzia di sostenibilità della soia statunitense (Ssap) - sviluppato dal Consiglio di esportazione delle soia statunitense (Ussec) - in quanto conforme ai requisiti obbligatori per la sostenibilità nell'ambito della direttiva Ue sulle energie rinnovabili (Red).

L’Unione europea importa sempre più soia americana - Ultima modifica: 2019-01-14T10:17:42+00:00 da Gianni Gnudi

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