Tra le pieghe del ddl semplificazione spunta una liberalizzazione estrema della caccia

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Tre dirompenti emendamenti con un leitmotiv comune: rimuovere ogni barriera all’abbattimento (anche a scopo di lucro) della fauna selvatica

Il disegno di legge sulle Semplificazioni in esame al Parlamento è oggetto di richieste di emendamenti per inserire nuove norme e lo stesso Ministro Centinaio ha annunciato quelli sulla Xylella. Ma anche la sparuta pattuglia dei cacciatori cerca di eliminare qualche norma che appare loro restrittiva e limitante l’attività delle loro doppiette.

Questa volta gli emendamenti proposti sono, alquanto dirompenti e tendono ad ottenere una completa liberalizzazione dell’attività venatoria.

Ecco gli emendamenti proposti

  • (n. 3.0.74) trasformare le attuali “aziende faunistico-venatorie” (che oggi -per legge- devono essere senza scopo di lucro) in riserve di caccia a scopo di lucro; si cerca, cioè, di rendere profittevole per i privati l’abbattimento della fauna selvatica (anche migratrice) ,
    che legalmente è patrimonio indisponibile dello Stato; immaginiamoci i guadagni, ad esempio, nelle valli lagunari ove già oggi si affittano in nero le “botti” semi-sommerse per la caccia alle anatre, a cifre di parecchie migliaia di euro;
  • (n. 3.0.76) consentire, per hobby, ai privati cacciatori di soppiantare numericamente, nel controllo faunistico delle specie problematiche in agricoltura (classico tema del cinghiale usato come cavallo di Troia), gli agenti venatori delle Province, camuffandoli da “coadiutori” dei guardiacaccia delle polizie provinciali ;
  • (n. 3.0.77) blindare le cacce in deroga ai piccoli uccelli protetti, consentendo alle Regioni di fissarle con legge regionale (e non più con delibera amministrativa), al fine di evitare gli stop ministeriali e i ricorsi al TAR in caso di atti illegittimi;
  • (n. 3.0.78) sostituire i pareri consultivi obbligatori dell’ Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – ISPRA con quelli di istituti od osservatori regionali compiacenti o collusi con le scelte tecniche clientelari operate dagli assessorati regionali in materia di caccia.

 

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