Revisione macchine, Cai: serve il decreto attuativo

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Roberto Guidotti di Cai, Confederazione Agromeccanici e Agricoltori Italiani: «La scadenza della seconda tranche di controlli è tra neppure due mesi, ma la norma senza decreto è inapplicabile. Le problematiche della mancata attuazione sono diverse»

Sulla revisione delle macchine agricole tutto tace. Dal decreto ministeriale del 20 maggio 2015 sono passati ormai tre anni e ancora non si vede il decreto attuativo. Le problematiche che ne derivano sono parecchie e di questo si è discusso all’assemblea Cai Emilia Romagna tenuta in occasione della 43esima edizione di Eima, a cui ha partecipato anche il segretario generale di Unacma Gianni Di Nardo.

Il drecreto attuativo non c’è, ma le multe sì

«Giuridicamente la revisione è obbligatoria: la scadenza della seconda tranche di controlli, quella su trattori immatricolati dal 1974 al 1990, è tra neppure due mesi – ricorda Roberto Guidotti di Cai -. I primi a farne le spese sono le imprese agricole e agromeccaniche, che hanno da un lato l’obbligo di portare il veicolo a revisione, pena sanzione, e dall’altro però non hanno la possibilità di farlo. Mancano infatti le disposizioni di attuazione (chi se ne occupa, cosa controlla e come), il che rende la norma inapplicabile».
Detto questo, gli organi di polizia stradale possono di fatto applicare le sanzioni o il ritiro della carta di circolazione per i veicoli non a norma. Tenuto conto del numero di trattori immatricolati da oltre 30 anni, che ammonta a 680mila (dati Unacma), il possibile numero di sanzioni o di veicoli in strada senza carta di circolazione sarebbe alquanto consistente. «Oltretutto – come sottolinea un partecipante – se non viene prorogato il termine, cosa succede alle macchine non autorizzate a circolare in caso di incidente? Quale assicurazione si assumerebbe la responsabilità?»

Servono officine certificate

«A questo si aggiunge il fatto che, anche avendo delle indicazioni precise su come operare la revisione, la mole di mezzi da controllare è tale che sarebbe comunque impossibile farlo entro il termine prestabilito - precisa Guidotti -. C’è bisogno di un gran numero di officine certificate che lavorino contemporaneamente e a tempo pieno».
Gianni Di Nardo ha sottolineato che «Unacma si sta da anni impegnando per ampliare il numero di punti in cui eseguire la revisione attraverso la creazione di una rete di officine meccaniche certificate (Unacma Roc) e i lavori sono a buon punto». Ma l’attività di Unacma in termini di revisione non si ferma qui: il segretario generale ha ricordato anche la spinta verso politiche di sostegno agli agricoltori per il rinnovamento delle macchine e il progetto per il recupero dei mezzi obsoleti destinati ai paesi in via di sviluppo.

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