Meno cimice ma più scopazzi per il melo trentino

    Cimice su mele
    Quattro temi forti al centro della 24° giornata frutticola delle valli del Noce a Cles (Tn): la lotta biologica alla cimice asiatica, il monitoraggio degli scopazzi, le varietà resistenti alle patologie fingine e i nuovi portinnesti

    Circa 300 fra frutticoltori e operatori del settore frutticolo hanno seguito in diretta streaming sul canale youtube (clicca per accedere alla registrazione) la 24^ giornata frutticola delle Valli del Noce, a riprova del grande richiamo dei temi trattati e l’impossibilità di fare l’incontro in presenza.

    La 24 giornata frutticola delle Valli del Noce in versione streaming e senza il consueto numeroso pubblico

    L’organizzazione della giornata è stata curata- come al solito- dal Centro Trasferimento Tecnologico di Fondazione Mach (FEM), in collaborazione con Melinda e APOT.

     

     

    Quattro temi forti

    Moderato da Tommaso Pantezzi responsabile dell’Ufficio frutticoltura, l’evento ha visto affrontati tutti i temi di maggiore attualità quali: la cimice asiatica, gli scopazzi del melo, le nuove varietà con particolare attenzione a quelle resistenti, le nuove selezioni dei portinnesti del melo.

    Giulia Zanotelli in collegamento remoto

    In apertura dell’incontro, il saluto dell’assessore all’Agricoltura della Provincia Giulia Zanotelli e del direttore generale di FEM, Mario del Grosso. L’assessore ha sottolineato l’importanza dei temi trattati e l’impegno di FEM con il supporto della Provincia per affrontarli. A proposito di cimice asiatica e scopazzi del melo, l’assessore ha raccomandato di non abbassare la guardia, ricordando nel contempo i primi positivi risultati ottenuti nel primo anno di lancio dei parassitoidi contro la cimice mentre sugli scopazzi l’attenzione deve essere costante. La Zanotelli ha concluso con il caldo invito ai frutticoltori di tenere monitorato gli appezzamenti e di procedere all’estirpo delle piante infette.

    La cimice asiatica

    Halyomorpha halys

    Il tema più atteso era quello della cimice asiatica che si sta diffondendo anche in Valle di Non, è partita dalla bassa valle e sta gradualmente risalendo verso l’alto con notevoli preoccupazioni per i frutticoltori. I risultati dei primi lanci della vespa giapponese nel 2020 fanno ben sperare ha affermato Daniele Barchetti  tecnico del CTT, che ha illustrato nel dettaglio tutte le azioni intraprese.

    Di particolare importanza il progetto triennale di lotta biologica alla cimice con il rilascio del parassitoide esotico il Trissolcus japonicus finanziato dalla Provincia. Gli individui rilasciati hanno mostrato una efficacia molto elevata, e una promettente capacità di dispersione all’interno delle colture agrarie. E’ stato accertato che l’agente di controllo si è insediato in almeno il 30% dei siti dove è stato rilasciato. Ora, ha affermato il coordinatore Pantezzi, ci auguriamo che arrivi in tempo l’autorizzazione per i rilasci anche nella corrente annata.

    Gli scopazzi del melo

    Proseguendo nel monitoraggio che viene ripetuto da una ventina d’anni, i tecnici FEM hanno controllato circa 800 mila piante per un totale di 231 ettari. I risultati sono assai preoccupanti: in tutti gli areali esclusa la Valsugana e Trento sud, da 5 anni si registra un lento ma progressivo aumento delle piante infette che nel 2020 hanno raggiunto percentuali molto preoccupanti, vicino all’1%, in Alta Valle di Non e in Val di Sole.

    Ma un aumento netto si è registrato nel 2020 anche nella Media e nella Bassa Val di Non dove la percentuale delle piante infette supera lo 0.80%. Ebbene, ha sottolineato Lorenzo Iori, l’esperienza ci insegna che quando la percentuale di piante infette si avvicina all’1%, la gestione della patologia diventa molto impegnativa come è già successo agli inizi degli anni 2000 in Val di Non e nel 2011-2014, in Valsugana.

    Purtroppo è stato confermato che non esiste una cura per questa malattia, quindi per contenerla è necessario agire su due fronti: estirpo delle piante con sintomi e lotta ai vettori che in Trentino hanno rilevato essere le psille Cacopsylla melanoneura e C. picta in grado di trasmettere il fitoplasma.

    Studio delle nuove 8 varietà di melo
    messe in campo da Apot

    Si tratta di 4 varietà resistenti e di 4 normali. Dalle prove sperimentali effettuate sono emerse informazioni agronomiche molto interessanti ha affermato Roberto Torresani del gruppo di consulenti FEM che si occupano di sperimentazione e analisi di laboratorio. Fra le varietà resistenti interessanti si sono dimostrate:

    • CIV 323 Isaaq, resistente alla ticchiolatura ma piuttosto sensibile all’oidio. I frutti sono di piccole dimensioni, importante un buon dirado per evitare l’alternanza.
    • UEB 6581: varietà di buona vigoria, resistente alla ticchiolatura e tollerante all’oidio. Sembra facile da diradare, utilizzando diradanti fiorali, ritorno a fiore regolare.
    • 8201 Kissabel varietà a polpa rossa, resistente alla ticchiolatura, che può essere soggetta a ruggine negli areali freddi.
    • Infine la Lamaga Galant  resistente alla ticchiolatura ma piuttosto sensibile all’oidio, pianta piuttosto difficile da diradare e in determinate condizioni può essere soggetta all’alternanza.

    Meno cimice ma più scopazzi per il melo trentino - Ultima modifica: 2021-02-25T17:45:11+01:00 da Lorenzo Tosi

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