Alto-Adige, mele protette dalle reti oltre che dalla multirischi

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In Alto-Adige assicurato “solo” il 60% della produzione. Quasi la metà degli ettari è coperto da teli antigrandine. Condifesa Bolzano pronto a introdurre nuovi strumenti assicurativi

La provincia autonoma di Bolzano detiene il più vasto comprensorio frutticolo d’Italia, realizzando da sola oltre il 45% dell’intera produzione di mele. Quindi anche la copertura assicurativa contro le avversità climatiche assume un ruolo importante. Sull’andamento del 2020 e sulle prospettive 2021 facciamo il punto con il direttore del Consorzio Difesa dell’Alto Adige Manfred Pechlaner.

Secondo Thomas Zublasing del Centro di consulenza, l’Alto Adige ha avuto nel 2020 forti danni sia da gelate primaverili che da grandinate durante l’estate, ci conferma questa analisi e a quanto sono ammontate le liquidazioni dei danni che nel 2019 erano stati pari a 55 milioni?

«Abbiamo subito danni da gelo, soprattutto qualitativi, nelle zone tardive. C’è stato anche qualche danno quantitativo, ma in maniera minore rispetto alle valutazioni iniziali dopo le gelate. Anche i danni da grandine sono stati rilevanti, soprattutto nella zona di Merano, e anche nell’area di Egna e Ora in bassa atesina. Le liquidazioni di quest’anno sono state inferiori rispetto al precedente considerando un S/P a livello consorziale del 60%. Ciò è dovuto anche ad alcuni meccanismi per equilibrare il rapporto tra premi e risarcimenti introdotti nel 2020. Una sfida tutt’altro che facile, ma visto l’andamento negli anni precedenti, assolutamente necessaria per poter garantire ai nostri soci la possibilità di poter assicurare le loro produzioni contro eventi disastrosi».

Qual è stato il valore del prodotto assicurato nel 2020? Si è registrato un aumento sugli anni precedenti? E per quanto hanno inciso le mele in termini di milioni di prodotto assicurato?

«Il valore assicurato nel 2020 è stato inferiore a quello del 2019. Questo perché in alcune zone come nella Val Venosta gli agricoltori hanno riscontrato un’alternanza molto forte, in particolare per alcune varietà. In conseguenza di ciò hanno assicurato un valore inferiore o non hanno più visto necessità di assicurarsi. Qualche effetto, se pure in maniera minore, è stato causato dalla diminuzione del prezzo assicurativo per alcune varietà, definito da decreto ministeriale. In totale il volume di prodotto assicurato per il settore mela è stato di 295 milioni su un totale di 420».

295 milioni di € il valore assicurato per le mele nel 2020

In Trentino il prodotto assicurato si aggira intorno all’85% ed è in costante crescita. In Alto Adige qual è la percentuale?

«Dal 2017 al 2019 anche nella Provincia di Bolzano è stata riscontrata una costante crescita e come detto un lieve calo per il 2020. Negli ultimi anni si può quindi riscontrare una media assicurata di circa il 60% della produzione di mele. Ma attenzione, la gran parte della produzione di mele nella Valle dell’Adige risulta protetta da sistemi di protezione attivi, come da reti antigrandine e impianti antibrina. Questo influenza quindi la media dei volumi posti sotto copertura assicurativa. Il 45% della produzione melicola dell’Alto Adige è coperta da reti antigrandine».

420 milioni di € il valore assicurato nel 2020 dal Condifesa Alto-Adige

A quanto sono ammontati i premi pagati complessivamente e in che percentuale sono stati a carico dei produttori e dell’Unione europea?

«I premi pagati in totale a livello del Condifesa Bolzano alle compagnie di assicurazione da parte degli agricoltori nel 2020 sono stati di 49 milioni di euro per mele e uva, mentre 32 milioni sono stati i contributi richiesti all’Ue. Come noto il contributo pubblico massimale concesso è del 70%. Un problema che abbiamo riscontrato è il calcolo della resa media Pai che considera solo la quantità conferita o venduta senza tener conto delle quantità perse a causa degli eventi atmosferici o altro, che risulta molto più bassa della produzione lorda vendibile che deve essere obbligatoriamente posta sotto copertura. Quindi il contributo reale concesso dall’Ue non è più il 70% ma ormai introno al 60%. Quindi a carico dei nostri agricoltori rimane circa il 40%».

Manfred Pechlaner
Il 2020 è entrato in vigore completamente dopo una fase sperimentale il fondo di stabilizzazione del reddito, ISTs, quanti agricoltori vi hanno acceduto? Ha funzionato bene? E qual è stato il valore dei danni rimborsati?

«Il 2020, causa delle restrizioni della pandemia Covid-19, è stato un anno molto difficile per introdurre un nuovo meccanismo di gestione del rischio come il fondo mutualistico settoriale ISTs (Income Stabilization Tool). In particolare, sono emerse difficoltà per quanto riguarda la fase iniziale di presentazione e consulenza agli agricoltori. In ogni caso siamo riusciti a unire il mondo Vog e il mondo Vi.P. e introdurre un unico Fondo ISTs per la stabilizzazione del reddito dei nostri frutticoltori dell’Alto Adige. Tutto il prodotto dell’annata 2020 è stato conferito alle cooperative che ora si occupano della parte di vendita e dei prezzi di mercato. Verso la fine del 2021 saremo in grado di valutare se il Fondo deve effettuare qualche risarcimento o meno. Chiaramente il tutto è connesso all’andamento del mercato frutticolo nel corso del 2021».

49 milioni i premi pagati agli agricoltori nel 2020

Lo Standard value introdotto per velocizzare e facilitare i rimborsi è stato applicato nel 2020? Si sono riscontrate ancora difficoltà?

«L’introduzione dello Standard Value nel Pgra 2020 è stata fatta all’ultimo momento. Quindi non è stato possibile applicarlo tecnicamente nella prassi. Per poter utilizzare lo Standard Value correttamente sarebbe necessario conoscere in anticipo i valori standard delle produzioni assicurate e conseguentemente definirne le relative regole contrattuali nella Polizza collettiva, per evitare fenomeni speculativi o comportamenti anomali e anche valutazioni tecniche divergenti tra i diversi corpi peritali. Su questo ultimo aspetto è necessario trovare un’adeguata soluzione per garantire una equilibrata valutazione dei danni precoci (es. gelo). L’introduzione dello Standard Value comunque rappresenta un miglioramento, rispetto al passato, delle procedure volte al riconoscimento di contributi comunitari a favore dei nostri agricoltori».

60% la produzione melicola assicurata

Nel 2020 era possibile ampliare la copertura assicurativa anche alle fitopatie compresa la cimice asiatica e il colpo di fuoco, i frutticoltori altoatesini si sono avvalsi di questa opportunità e se si qual è stato il valore del prodotto assicurato e i danni liquidati?

«Il Condifesa di Bolzano per ora non ha introdotto sistemi di coperture per le fitopatie. Nella nostra provincia è stato introdotto il Fondo cimice tramite le Op. Come Condifesa Bolzano siamo stati coinvolti nell’elaborazione del regolamento del Fondo e anche nell’organizzazione della rilevazione dei danni e possiamo affermare che escludendo la possibilità finanziaria, di questi fondi, la parte gestionale è molto più semplice e anche molto più collegata alla prassi, rispetto a quella di un fondo legato al Psrn. Per il 2020 i danni di cimice sono stati limitati e quindi il fondo cimice delle Op non è dovuto intervenire».

La novità 2021 è il fondo AgrovsCovid-19. Come vi siete mossi come Consorzio?

«Il Condifesa Bolzano ha sostenuto il progetto Asnacodi con l’iscrizione collettiva dei soci che hanno partecipati al fondo mutualistico settoriale ISTs. Questo per ringraziare i soci che credono nei sistemi mutualistici e per dare il segnale agli altri soci che la partecipazione a sistemi mutualistici conviene e che rappresenta un vantaggio per gli imprenditori agricoli».

Alto-Adige, mele protette dalle reti oltre che dalla multirischi - Ultima modifica: 2021-01-22T07:37:05+01:00 da K4

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