Polizze, c’è un’arma in più per difendersi da alluvioni, gelo e siccità

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Copertura sperimentale messa a punto dal Consorzio di riassicurazione. Contributo pubblico fino al 70% del costo. Sottoscrivibile solo per terreni irrigui. Franchigia del 30% sui risarcimenti che scattano se almeno il 50% della Sau comunale ha subito danni

Continuano le novità per la campagna assicurativa 2021. Scende in campo anche il Consorzio italiano di coriassicurazione contro le calamità naturali in agricoltura, che lancia in via sperimentale una copertura assicurativa per la gestione delle avversità catastrofali. Lo strumento messo a punto dal consorzio, che sarà sempre nell’alveo delle polizze agevolate, sarà sperimentato su quattro prodotti: frumento tenero, mais, pomodoro e uva da vino. Per questa campagna le provincie coinvolte saranno tre: Brescia, Perugia e Piacenza.

Questo nuovo prodotto si caratterizza perché avrà un costo molto contenuto e interverrà in caso di danni importanti. Proprio il costo contenuto dovrebbe far sì che le imprese agricole che generalmente non coprono i danni catastrofali siano invogliate a farlo.

 

 

1. Un incentivo ad assicurarsi

Il progetto nasce dopo un’attenta analisi di quella che è la gestione dei rischi in agricoltura nel nostro Paese, da cui emergono alcune criticità. Se da un lato gli effetti dei cambiamenti climatici sono sempre più evidenti, dall’altro il ricorso agli strumenti di gestione del rischio, e in particolare a quello assicurativo, sconta ancora criticità tali da richiedere dei correttivi affinché l’intero sistema sia in equilibrio nel tempo.

Nella fattispecie, si rilevano concentrazioni di rischio in alcune aree. Secondo i dati pubblicati da Ismea nella campagna 2018, in cinque regioni (Veneto, Emilia-Romagna, Lombardia, Trentino-Alto Adige e Piemonte), sono concentrati l’80% dei capitali assicurati e gli andamenti delle campagne degli ultimi anni sono stati caratterizzati da un numero elevato di fenomeni dannosi per le colture con risultati pesanti per il sistema assicurativo. Altro dato che si sta registrando è la contrazione della capacità riassicurativa, con operatori che hanno ridotto la capienza disponibile per il nostro Paese o hanno deciso di uscire dal mercato italiano, situazione che porta al rischio di contrazione della capacità assicurativa soprattutto per alcuni prodotti, considerati ad alto rischio.

L’obiettivo del progetto, al quale ha lavorato il Coriass, è mettere a punto una copertura dedicata ai danni provocati da eventi atmosferici di tipo catastrofale. Ci si prefigge il duplice obiettivo, da un lato di poter incrementare la capacità assuntiva per questa tipologia di rischi, dall’altro di creare le condizioni per un maggiore ricorso da parte delle imprese agricole all’uso degli strumenti passivi di protezione delle colture e, quindi, in definitiva di favorire la stabilizzazione del risultato economico dell’impresa. Obiettivo che si è prefissato anche la Commissione europea con l’introduzione della possibilità di finanziare gli strumenti della gestione del rischio nell’ambito della Politica di sviluppo rurale (Reg. Ue 1305/2013 e successive modifiche).

2. Operatività della garanzia

La copertura ha carattere sperimentale ed è operativa per tre avversità classificate come catastrofali (alluvione, gelo e siccità), alle quali si possono aggiungere una o più avversità di frequenza (grandine, vento forte, eccesso di pioggia, eccesso di neve) o accessorie (colpo di sole, vento caldo e ondata di calore) a scelta dell’agricoltore. La tariffazione dei rischi catastrofali sarà distinta da quella dei rischi di frequenza, così come separato sarà il calcolo del risarcimento in caso di eventuali sinistri congiunti.
La copertura sperimentale per le catastrofali copre esclusivamente i danni quantitativi, cioè la mancata resa produttiva provocata dagli effetti di questa tipologia di avversità. Non è prevista la liquidazione dei danni per partita, ma risarcisce il danno medio sull’intero prodotto in garanzia, prevede una franchigia fissa al 30%.

Non essendo prevista la liquidazione per partita, la franchigia rende del tutto ininfluente la soglia di accesso all’indennizzo, pari al 20%. Ciò significa che il potenziale indennizzo scatta solo dal momento in cui il danno medio secondo il binomio prodotto/comune (ovvero il danno ponderato di tutte le partite presenti nel certificato di assicurazione), è maggiore del 20% del valore risarcibile; tuttavia, essendo la franchigia fissa al 30%, il danno che verrà indennizzato sarà dato dalla differenza tra il danno medio e l’aliquota di franchigia, ovvero risarcirà solo danni medi superiori al 30%. Inoltre, affinché scatti la garanzia è necessario che l’avversità denunciata sia riscontrabile non solo nell’azienda assicurata che ne fa denuncia ma almeno nel 50% della Sau del comune interessato. Altra particolarità è relativa alla garanzia siccità che risulta limitata ai soli terreni catastalmente classificati irrigui (tab. 1).
In caso di sinistro multi avversità, quindi relativo sia ad avversità catastrofali che di frequenza, i danni saranno calcolati in maniera scorporata e nel calcolo dell’indennizzo saranno applicate le regole specifiche delle avversità considerate. La rilevazione dei danni sarà eseguita secondo l’ordine cronologico di accadimento.

3. Contribuzione pubblica

Seppur sperimentale, questa tipologia di polizza rientra a pieno titolo tra quelle agevolabili con risorse comunitarie afferenti alle Politiche di sviluppo rurale (Reg. Ue 1305/2013). Un esempio potrebbe essere la combinazione che copre l’insieme delle avversità catastrofali e almeno una delle avversità di frequenza è inquadrabile nella combinazione B, polizze (art. 3 comma b) prevista dal Piano di gestione dei rischi in agricoltura (Pgra) 2021, nel concreto la polizza sperimentale può essere applicata a tutte le combinazioni dove sono previste le garanzie catastrofali (tab. 2).

Per questa tipologia di combinazione (che, ripetiamo, non è l’unica praticabile), è previsto un contributo pubblico a parziale copertura del costo fino al 70% della spesa ammessa che, nel caso dei nuovi assicurati ovvero coloro che non hanno sottoscritto polizze nei cinque anni precedenti (identificati mediante Cua), sarà calcolato sulla spesa effettiva e tale agevolazione sarà estesa anche alle coperture assicurative che saranno sottoscritte nei due anni successivi. Nel caso di assicurati storici il contributo sarà calcolato sulla spesa media alla stregua delle altre coperture assicurative agevolate.

Nella determinazione del capitale assicurato, anche per questa tipologia di copertura può essere utilizzato lo Standard value della coltura di riferimento. Lo Sv è un elemento di forte semplificazione per l’erogazione del contributo pubblico, e rappresenta il valore massimo assicurabile, che consente il superamento dei controlli preliminari al riconoscimento della spesa ammessa a contributo fatta eccezione per la superficie assicurata. Infatti, è obbligatorio assicurare tutta la superficie prodotto/comune presente nel fascicolo aziendale.

4. Come si contano i danni e si calcolano i rimborsi

Immaginiamo come prodotto assicurato l’uva da vino e ipotizziamo una copertura composta da tre avversità catastrofali più l’avversità di frequenza grandine (combinazione B da Pgra).
Caratteristiche della copertura avversità catastrofali: franchigia fissa 30%, limite d’indennizzo 50% al netto della franchigia, no liquidazione per partita, il danno deve essere riscontrabile in almeno il 50% della Sau comunale.
Caratteristiche della copertura avversità di frequenza: franchigia 15%, liquidazione per partita, no limite di indennizzo. La soglia è sempre unica per tutte le avversità ed è pari al 20%.

Ipotizziamo la seguente sequenza dei sinistri, prima l’avversità gelo, poi l’avversità grandine.
Accertato che l’avversità gelo si sia verificata in almeno il 50% della Sau del comune, in seguito alle denunce di sinistro prodotte dall’azienda assicurata, salvo perizie preventive, in prossimità della raccolta si effettuano le operazioni peritali per la rilevazione dei danni.
Prima operazione: determinazione del danno da gelo.

Fase 1: stima della produzione potenziale (senza tener conto dell’effetto del sinistro) e confronto con la produzione assicurata, quindi si verificano eventuali casi di sovra assicurazione o di danni irrisarcibili (non coperti da polizza), e si definisce il valore della produzione risarcibile.
Fase 2: valutazione della mancata resa a causa da gelo; dapprima si calcola il danno per singola partita poi si calcola il danno medio comunale attraverso la media ponderata tra le diverse partite.
Seconda operazione: determinazione del danno quanti-qualitativo cagionato dall’avversità grandine.
Fase 3: valutazione del danno cagionato dalla grandine secondo quanto previsto dalle condizioni speciali di assicurazione; si determina dapprima il procento di danno quantitativo e successivamente il procento di danno qualitativo per singola partita. Il danno quanti-qualitativo va calcolato sul prodotto residuo dal danno gelo.

Fase 4: valutazione del superamento della soglia (unica) del 20%; si calcola il danno medio ponderato arrecato dall’avversità grandine e a questo si somma il danno medio ponderato dell’avversità gelo; se il danno medio totale (gelo più grandine) supera il 20% scatta il diritto all’indennizzo.
Fase 5: determinazione del danno indennizzabile. Considerato che le garanzie hanno franchigie diverse, la determinazione del danno indennizzabile deve essere effettuata in maniera separata.
Fase 5a: calcolo del danno indennizzabile da gelo: esso è uguale al danno medio ponderato meno la franchigia del 30%. Il risarcimento si determina applicando il procento di danno ottenuto dall’operazione precedente al valore complessivo della produzione risarcibile.
Fase 5b: calcolo del danno indennizzabile da grandine: esso è uguale al danno totale da grandine di ogni singola partita meno la franchigia del 15%. In questo caso, il risarcimento si ricava applicando il procento di danno ottenuto dall’operazione precedente per ogni singola partita, al valore della produzione risarcibile della partita corrispondente.
Quindi, mentre nel caso delle avversità catastrofali il risarcimento si calcola applicando il danno medio al valore risarcibile complessivo del certificato, il risarcimento del danno da avversità di frequenza si calcola applicando singolarmente il procento di danno indennizzabile della partita al valore risarcibile della stessa e questa operazione si ripete per tutte le partite presenti nel certificato.
Generalmente nelle polizze sulle rese ordinarie per le garanzie avversità di frequenza è sempre prevista una polizza integrativa non agevolata che copre i danni sottosoglia.

Polizze, c’è un’arma in più per difendersi da alluvioni, gelo e siccità - Ultima modifica: 2021-04-02T14:42:31+02:00 da Simone Martarello

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