Più mais con meno azoto, un’idea biostimolante

Sistema a goccia con fertirrigazione in campo di mais di Bertoncello
Alessandro Bertoncello, giovane produttore vicentino, ottimizza la fertirrigazione con batteri starter. Alte rese e produzioni di qualità che entrano in filiere certificate come quella gluten free di Schär

Una passione per l’agricoltura che Alessandro Bertoncello, 37 anni di Grumolo delle Abbadesse, in provincia di Vicenza, non ha ereditato dalla famiglia ma che ha fatta propria attraverso l’esperienza che gli ha permesso di creare un’azienda agricola.

Alessandro Bertoncello, giovane e illuminato maiscoltore vicentino

Da una piccola realtà di otto ettari, l’agricoltore vicentino è passato nel giro di circa dieci anni a un’impresa di 80 ettari in parte di proprietà e in parte in affitto, coltivati a cereali alimentari o specifici per la zootecnia di prodotti di nicchia. Bertoncello è stato uno dei partecipanti all’Oscar Green del Veneto, il concorso di Coldiretti che premia l’innovazione in agricoltura.

Fertirrigazione in pluvirriguo

«Ho investito in tecnologia specializzandomi nell’irrigazione a goccia e nella fertirrigazione con alcune aziende che mi forniscono il prodotto», evidenzia Bertoncello. «Secondo me – precisa - è fondamentale la qualità e per ottenerla ricerco la virgola. Ci sono moltissimi aspetti che sto ottimizzando per ottenere prodotti sempre migliori: ad esempio se scelgo di avere più amido nel mais devo verificare quando e come ottenerlo, oppure studio la tipologia di concime da usare in un determinato momento». L’azienda agricola ha fertirrigatori automatici con sistemi Venturi e di altra tipologia all’avanguardia. «Lavoro con il pluvirriguo, cioè un sistema di pressione fornito dal Consorzio di Bonifica della mia area che raggiunge fino cinque atmosfere di pressione, risparmiando molte energie, tipo il gasolio», aggiunge Bertoncello.

190 quintali ad ettaro

Patate coltivate con fertirrigazione

L’azienda agricola coltiva in prevalenza mais, per circa il 65% della superficie, con una media di produzione di 190 quintali/ettaro, orzo e frumento da foraggio per zootecnia o biogas che raccoglie già nella metà di maggio dando la possibilità di seminare mais dedicato alla filiera alimentare. I campi sono concimati con prodotti organici di derivazione avicola o da biogas. Dai 5 agli 8 ettari all’anno sono riservati alla coltivazione di patate da consumo fresco per circa 550-600 quintali ettaro destinati alla Grande Distribuzione.

Minima lavorazione

Bertoncello prima di decidere cosa e quando coltivare fa un’attenta analisi del terreno con i tecnici che collaborano con lui, specificando: «Ho deciso di eliminare quasi completamente le arature e di utilizzare macchinari per la lavorazione conservativa del suolo grazie ai quali, in base al terreno e al periodo, riesco a ottenere che le sostanze, le materie organiche e la concimazione restino nei primi 30 centimetri di suolo».

Starter batterici per ottimizzare l’azoto

La pluvioirrigazione consente di gestire sistemi di distribuzione irrigua a pressione

L’agricoltore vicentino sta seguendo un nuovo progetto, iniziato nel 2017 ma sviluppato quest’anno, che riguarda la concimazione. «Si tratta di batteri – racconta – che vengono irrorati prima della semina o tramite fertirrigazione per rendere utilizzabili gli elementi nutritivi presenti ma non disponibili nel terreno. In questo modo, ho ottenuto una riduzione del 40% di concimazione con elevati risultati. Per fare un esempio, ho provato a fare una concimazione organica, con l’aiuto di questi batteri, su una superficie di 5 ettari irrigati con impianto a goccia e fertirrigazione e sono riuscito quest’anno a produrre 223,80 quintali per ettaro di mais. Un grande risultato destinato a varie filiere tra cui quella di Schär (clicca qui) specializzata  in prodotti senza glutine o cooperative come Apo Fruit».

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