Basilicata, la situazione dei cinghiali è fuori controllo

Per il presidente regionale di Copagri, Minichino, i cinghiali sono oltre 100mila, scorrazzano indisturbati e mettono a serio rischio l’agricoltura e la pubblica incolumità. E l’assessore regionale all’Agricoltura Fanelli chiede al ministro Bellanova un decreto d’urgenza per abbatterli e riformulare i tempi di apertura della stagione venatoria

«Continuiamo a ricevere allarmate segnalazioni da parte dei nostri soci, che ci riferiscono di ingenti danni causati dai cinghiali alle coltivazioni agricole. Arrivano in branchi di 20 elementi, o anche più, e distruggono tutto ciò che trovano davanti, causando danni ingenti ai vigneti, ai seminativi e a tutte le coltivazioni in campo».

Ne dà notizia il presidente della Copagri Basilicata Nicola Minichino, spiegando che «la situazione nella regione è ormai fuori controllo, tanto che sono sempre più numerosi gli avvistamenti di cinghiali addirittura nei centri cittadini, come avvenuto recentemente nel capoluogo».

 

Problema che si aggiunge alle difficoltà create dalla pandemia

Nicola Minichino, presidente della Copagri Basilicata

«La questione è resa ancora più grave dal fatto che ci troviamo alle porte della stagione della raccolta per molte coltivazioni e che tale problema va ad aggiungersi alle non poche difficoltà create dalla pandemia del Coronavirus, andando a erodere ulteriormente i già provati redditi dei produttori agricoli – prosegue Minichino –.

Per tali ragioni, facciamo appello alla Regione Basilicata affinché si adoperi con urgenza per accelerare quanto possibile le procedure e le tempistiche necessarie al riconoscimento e al risarcimento dei danni. Ci rivolgiamo, in particolare, al vicepresidente della Regione e assessore all’Agricoltura Francesco Fanelli, al quale chiediamo di farsi promotore presso il Mipaaf di un confronto finalizzato alla sempre più improcrastinabile individuazione di una soluzione legislativa certa e immediata che vada nella direzione di risolvere, o quantomeno contenere, il grave problema dei danni causati all’agricoltura dalla fauna selvatica e dai cinghiali in particolare».

 

Avviare serio piano per gestione controllata di specie faunistiche invasive

Per Minichino non è più rinviabile l’avvio di un serio piano per la gestione controllata delle specie faunistiche invasive, «che, oltre a rappresentare un concreto pericolo per le produzioni agricole, comportano problemi di carattere igienico-sanitario e mettono a rischio la pubblica incolumità, come dimostrano numerosi tristi episodi di cronaca.

Nella sola Basilicata, ad esempio, il problema, secondo recenti stime dell’Osservatorio regionale degli habitat naturali, popolazioni faunistiche e biodiversità del Dipartimento regionale all’Ambiente, dipende dall’azione pressoché indisturbata di oltre 100mila cinghiali».

 

Minichino: «Il Piano di prelievo selettivo non basta»

A dire il vero la Regione Basilicata alla fine del 2019 aveva varato il “Piano di prelievo selettivo” di esemplari della specie, approvato dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore Fanelli, una volta ricevuto il parere favorevole dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra).

Secondo tale Piano “nel 2020 in Basilicata, nelle aree vocate e non vocate, a eccezione dei parchi nazionali e regionali e delle riserve naturali, potranno essere abbattuti fino a 5.600 cinghiali”. Inoltre il governo Bardi aveva adottato anche il “Disciplinare per la caccia di selezione”, dando mandato agli Ambiti territoriali di caccia di pubblicare gli avvisi e di reclutare il personale abilitato all’abbattimento dei cinghiali.

«Eppure, – osserva Minichino – nonostante gli strumenti della legislazione vigente previsti dalla Regione, sono ancora numerosi i danni causati alle coltivazioni agricole, oltre agli incidenti stradali. Perciò Copagri, insieme con altre organizzazioni agricole, ha inviato all’assessore Fanelli una lettera in cui, “stante la perdurante situazione emergenziale determinata da un aumento esponenziale del numero dei cinghiali sul territorio regionale e constatata l’impossibilità di provvedere a riforme della Legge nazionale sulla caccia (legge 157/1992) in tempi brevi, si suggerisce di adottare misure congrue e potenzialmente idonee a ridimensionare la popolazione di cinghiali”.

 

Fanelli chiede al ministro Bellanova un decreto d’urgenza

Francesco Fanelli, vicepresidente e assessore all’Agricoltura della Regione Basilicata

Una valutazione appena fatta propria anche dall’assessore Fanelli, il quale ha chiesto con una lettera alla ministra Teresa Bellanova e ai prefetti di Potenza e Matera «un decreto d’urgenza per abbattere i cinghiali e riformulare i tempi di apertura della stagione venatoria».

Secondo Fanelli «il diffondersi dell’epidemia da Covid-19 ha aggravato ulteriormente la situazione in quanto i mezzi ordinari di contrasto all’emergenza cinghiale previsti dalle norme sono rimasti bloccati, come sono stati sospesi tutti i servizi di contenimento e l’operato dei selecontrollori.

Inoltre, con la carenza di personale di polizia provinciale, è impossibile attuare i piani di controllo. I danni alle colture agricole sono ingenti poiché ettari di coltivazioni sono devastati dal loro attraversamento e gli stessi agricoltori rischiano di essere attaccati». Perciò Fanelli ha avanzato la proposta di «una strategia comune che preveda interventi coordinati sull’intero territorio nazionale e regionale per affrontare l’emergenza cinghiali».

 

Basilicata, la situazione dei cinghiali è fuori controllo - Ultima modifica: 2020-06-13T17:29:01+02:00 da Giuseppe Sportelli

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