Stop a contraffazioni e agropirateria

L'approfondimento del nostro esperto

Via libera al disegno di legge sugli illeciti agroalimentari. Intervenendo sul codice penale e sulla legislazione agroalimentare rafforza le tutele del made in Italy e rende più adeguate le pene e le sanzioni

Nato dalla cosiddetta Commissione Caselli, istituita con Dm 20 aprile 2015, il Ddl appena approvato dal Consiglio dei Ministri interviene sostanzialmente sul codice penale e sulla legislazione speciale del settore agroalimentare.

 

 

Pene e sanzioni adeguate ai reati

L’obiettivo è garantire una maggiore razionalizzazione del sistema normativo, mediante il coordinamento delle fattispecie di reato con quelle non contenute nel codice penale, ma anche ammodernare e adeguare le sanzioni al reale impatto delle frodi e delle contraffazioni dei prodotti agroalimentari.

Approfondimento pubblicato su Terra e Vita Magazine 9

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D’altra parte i numeri che emergono dal Report Icqrf, pubblicato pochi giorni fa sul sito Mipaaf, sono chiari e fanno riflettere: al di là dei singoli casi di frode, comunque da considerare rispetto agli obiettivi di tutela della leale concorrenza e dei consumatori, sono stati accertati anche fenomeni più strutturati, caratterizzati da vere e proprie organizzazioni che, in diversi settori merceologici, hanno generato ingenti giri d’affari da frodi e contraffazioni. «Con questo testo che prende le mosse da una proposta della Commissione Caselli – ha detto il Ministro Teresa Bellanova – si garantisce l’effettiva tutela dei prodotti alimentari, si rielabora il sistema delle sanzioni e si amplia la sfera delle tutele».

Tutele crescenti

Effettivamente la riforma approvata in Consiglio dei Ministri interviene sull’impostazione dell’attuale pacchetto dei reati agroalimentari, rimodulando tra l’altro le pene e le sanzioni tenendo conto dei reali interessi di chi mette in atto, anche mediante complesse relazioni di filiera e talvolta con una pianificazione transnazionale, frodi e contraffazioni. È il caso, ad esempio, dell’operazione Bad Juice condotta dall’Icqrf e dalla Guardia di Finanza su delega della Procura della Repubblica di Pisa, particolarmente articolata dal punto di vista territoriale tanto da portare ispezioni e controlli oltreconfine. Attualmente tuttavia, considerando il reato di frode in commercio, che si configura con la consegna di un prodotto alimentare diverso, in termini ad esempio di origine o di requisiti qualitativi, da quanto dichiarato o pattuito, l’articolo 515 c.p. prevede una pena – cioè la reclusione fino a due anni o una multa che non supera i 2.065 euro – che, al di là dell’entità, non considera la dimensione del fenomeno di frode e dai profitti illecitamente percepiti.

Il Ddl approvato dal Consiglio dei Ministri prevede invece, anche mediante il riconoscimento della nuova ipotesi di reato di agropirateria, pene differenziate, mette ordine anche rispetto ai profili di responsabilità delle persone giuridiche e include la revisione delle sanzioni nel settore degli oli d’oliva.


L’iter e le reazioni

Certamente il Ddl potrà subire delle modifiche nei successivi step dell’iter parlamentare, ma già arrivano i primi segnali di soddisfazione dai rappresentanti della filiera che evidentemente vedono nella riforma la risposta agli illeciti che erodono valore e capacità competitiva alle imprese agroalimentari.

«Gli ottimi risultati dell’attività di contrasto confermano la necessità di tenere alta la guardia e di stringere le maglie ancora larghe della legislazione con la riforma dei reati in materia agroalimentare – ha detto Ettore Prandini, presidente Coldiretti, anche considerando – l’innovazione tecnologica e i nuovi sistemi di produzione e distribuzione globali rendono ancora più pericolosa la criminalità nell’agroalimentare».

Commento positivo anche da Maria Grazia Mammuccini, presidente FederBio, che giudica l’approvazione del Ddl come «un segnale importante circa la volontà di tutelare l’intero settore agroalimentare italiano, settore biologico compreso che – ha proseguito – negli ultimi otto anni ha fatto registrare una crescita del 76% delle superfici coltivate e del 66% delle aziende».

Stop a contraffazioni e agropirateria - Ultima modifica: 2020-03-09T08:50:05+01:00 da K4

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