Malavolti: «Mercato macchine agricole, la variabile “normativa”»

macchine agricole
Alcuni adempimenti hanno drogato le immatricolazioni di trattori secondo il presidente di FederUnacoma. Non è tutto oro quello che luccica seppure in un contesto generale di ripresa.

Per l’industria della meccanica agricola il 2017 è stato un anno particolare. Le immatricolazioni di trattrici hanno registrato un incremento al di sopra di ogni previsione (+23,8%) e in crescita risultano anche altre tipologie di macchine.


La progressiva ripresa dell’economia e dei redditi agricoli può spiegare solo in piccola parte questo risultato, e la disponibilità di incentivi pubblici per l’acquisto di macchinario agricolo come i Psr e i bandi Inail, pure importanti per sostenere il mercato, non giustifica incrementi così vistosi.

In realtà, il mercato delle macchine agricole è stato spinto in larga misura da un fattore “esterno”, una normativa comunitaria (la Mother Regulation) che si applica alle macchine agricole a partire dal 1° gennaio di quest’anno e che ha messo sotto pressione case costruttrici e reti di vendita. Di fronte al rischio di dover gestire stock di macchine non più conformi ai nuovi requisiti, l’industria di settore ha messo in atto nel 2017 strategie di marketing più aggressive, che hanno spinto oltre misura le immatricolazioni soprattutto di trattrici e motoagricole. L’imminente applicazione della nuova normativa ha dato la scossa a un mercato stagnante, ma ha prodotto anche una svalutazione economica del macchinario stoccato e potrebbe dare luogo, nei primi mesi di quest’anno, a quella flessione delle vendite che normalmente si riscontra dopo una fase del mercato in qualche modo “drogata”.

In effetti, gli aspetti normativi rappresentano per la meccanica agricola una variabile complessa e spesso problematica. L’evoluzione della legislazione comunitaria in materia di veicoli e macchinari produce norme sempre più stringenti e costringe l’industria di settore a riprogettare continuamente i propri mezzi e a modificarne le caratteristiche con un conseguente incremento dei costi di produzione. L’industria della meccanica agricola – che già deve fronteggiare l’aumento dei prezzi delle materie prime, la concorrenza aggressiva dei Paesi emergenti, la saturazione dei mercati pregiati come quello europeo e le incertezze nel settore agricolo che lo espongono a ricorrenti crisi di redditività – sta pagando il prezzo di un sistema normativo troppo esigente e rigido. L’adeguamento a direttive e regolamenti in continua evoluzione come quelli sull’omologazione delle macchine, sulle emissioni e sulla rumorosità dei motori, è divenuto per le case costruttrici una rincorsa affannosa, e comporterà nel futuro ulteriori aumenti dei listini.

Il costo dei macchinari è già divenuto insostenibile per le aziende agricole, e costringe molti operatori a rinunciare all’acquisto o a ripiegare su mezzi usati che certo non contribuiscono allo svecchiamento del parco macchine (nel 2016 sono state vendute nel nostro Paese quasi 30mila trattrici usate, con una età media di 20 anni, contro le appena 18.300 nuove). Proprio in questi giorni la Federazione italiana dei costruttori ha realizzato un’iniziativa presso il Parlamento di Bruxelles per chiedere assetti normativi che tengano conto delle caratteristiche e delle esigenze specifiche del settore, giacché il miglioramento degli standard costruttivi deve rendere i mezzi meccanici più appetibili sul mercato e non certo spingerli fuori dallo stesso rendendoli inaccessibili per gli agricoltori.

La partita è difficile ma non mancano in sede comunitaria interlocutori attenti, capaci di comprendere che poco servono le politiche per l’agricoltura e per lo sviluppo della meccanizzazione se, sul fronte industriale, nuove norme soffocano le aziende costruttrici. La domanda di macchinario deve crescere, ma potrà farlo se l’offerta sarà adeguata dal punto di vista tecnico e sostenibile dal punto di vista economico.

 

di Alessandro Malavolti

Presidente di FederUnacoma

(Federazione Nazionale Costruttori Macchine per l’Agricoltura)

1 commento

  1. sono un consulente per la circolazione dei mezzi di trasporto e come tale sto riscontrando una difficoltà enorme per fare immatricolazioni di veicoli nuovi e trasferimenti di veicoli usati presso le m.c.t.c., perché una normativa a mio parere assurda non consente tale formalità a coloro che non possiedono una p.i. agricola perché , nella maggior parte dei casi la presente richiesta viene fatta da soggetti che sono in continuo aumento la fanno in maniera di hobbi, quindi non ci sono altri interessi, chiedo pertanto che venga rivista questa normativa che strozza un mercato sano e proficuo,per l’intera economia
    grazie per la cortese attenzione

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore inserisci il tuo nome