Ecco la ricetta del packaging sostenibile delle Donne dell’Ortofrutta

    Il convegno organizzato venerdì a Bologna è stata l'occasione per la filiera di confrontarsi in modo aperto e costruttivo. Le strategie delle aziende produttrici

    Se rivoluzione del packaging deve essere, che rivoluzione sia. Venerdì scorso, l’Associazione nazionale Le donne dell’Ortofrutta ha organizzato a Bologna, in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, un convegno incentrato sullo sviluppo delle normative comunitarie relative all’uso della plastica. Un dialogo aperto – in occasione della festa della donna – che ha voluto coinvolgere i principali attori della filiera per cercare punti di incontro ed essere il più possibile sostenibili e preparati di fronte alle leggi Ue che si concretizzeranno entro il 2025.
    A Nicola Pisano, policy advisor & communications manager Freshfel Europe, il compito di contestualizzare lo scenario nel quale le imprese ortofrutticole e le insegne della grande distribuzione organizzata dovranno muoversi, rinunciando ai contenitori plastici monouso a favore di contenitori biodegradabili o riutilizzabili, anche nell’ottica di ridurre lo spreco di cibo. Al tavolo dei relatori le aziende del packaging (Bio-on, Cpr System, Infia, Bestack) che, ognuna con le proprie peculiarità, hanno accolto la sfida di un nuovo modo di intendere il confezionamento dei prodotti.

    Così, Lorenzo Foglia di Bio-On (l’azienda bolognese che trasforma in bioplastica gli scarti agricoli) ha parlato di Zeropack, la società avviata con il gruppo Rivoira per utilizzare nuovi innovativi materiali per confezionare l’ortofrutta, mentre Enrico Frigo ha spiegato l’economia circolare di Cpr System che da anni riutilizza le proprie cassette in plastica a sponde abbattibili non solo per frutta e verdure, ma anche carne e pesce. Parliamo di 140 milioni di cassette movimentate ogni anno senza immettere nell’ambiente alcun rifiuto.
    «L’inerzia della plastica – ha detto Riccardo Zoffoli, project and quality manager di Infia – è la sua migliore caratteristica e il suo peggiore difetto. Noi lavoriamo con vassoi R-Pet 100%, vale a dire polietilene riciclato al 100%. Quello che l’Europa ci chiede è già possibile».
    Per Claudio Dall’Agata, direttore del Consorzio Bestack, «gli imballaggi ortofrutticoli sono tutti sostenibili, ognuno a proprio modo. Oggi dobbiamo chiederci come valorizzare il prodotto, perché -se dieci anni fa il nostro unico interlocutore era la Gdo- oggi il nostro riferimento è il superconsumatore, sempre più infedele al punto vendita, consapevole ed esigente».
    Il confronto si è, quindi, spostato sulle funzioni d’uso del packaging, dalla riduzione dello spreco alla semplicità di smaltimento fino alla comunicazione aziendale. «Già da anni stiamo lavorando per valorizzare l’offerta della nostra produzione biologica – ha ricordato Alessandra Damiani, direttrice commerciale Orsini e Damiani–. Abbiamo iniziato chiedendo imballi in cartone adatti e film Pvc-free e, a breve, presenteremo un film compostabile a nostro marchio, un’ulteriore evoluzione rispetto a quello riciclabile che usiamo adesso».
    A seguire le testimonianze di Renata Pascarelli di Coop Italia (in video) e Rossella Brenna, sales director di Unes - U2 Supermercato. Se entro la fine di quest’anno tutti i prodotti della linea ViviVerde di Coop e, poi, entro il 2022 tutti i prodotti a marchio saranno presentati in imballi riciclabili, compostabili o riutilizzabili, i reparti ortofrutta di Unes presentano già i prodotti quasi totalmente sfusi: ridurre gli imballi e diminuire lo spreco le parole d’ordine.
    A chiusura lavori, uno sguardo al futuro con il Future Food Institute di Sara Roversi, che ogni anno forma esperti nel settore di cibo e nuove tecnologie, le soluzioni della tecnologa alimentare Chiara Venturini e le strategie di comunicazione della vicepresidente dei giornalisti agricoli europei, Lisa Bellocchi.

    Le foto sono di Fabrizio Dell'Aquila, Diateca della Regione Emilia-Romagna

    L’assessore all’Agricoltura e presidente (in via di riconferma) di Areflh- Associazione delle regioni ortofrutticole europee, Simona Caselli, ha fatto la fotografia di una massiccia e qualificata presenza di imprese rosa e imprenditrici nel territorio: «Le donne in agricoltura sono una grande risorsa, capaci di raccogliere sfide e opportunità - ha concluso. - Peraltro, la questione degli imballaggi in plastica è complessa e va affrontata considerando tutti gli aspetti, comprese la tracciabilità, l’aggregazione, la ricerca e la logistica, che possono contribuire a trovare soluzioni alternative».

    Ecco la ricetta del packaging sostenibile delle Donne dell’Ortofrutta - Ultima modifica: 2019-03-11T15:45:48+00:00 da Raffaella Quadretti

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