Fruit Logistica, nel 2019 crollato l’export di ortofrutta italiana

    Fruit Logistica
    Nel 2019 male pere uva e arance. A Berlino si discute di come migliorare la promozione all'estero e delle infrastrutture italiane (strade, ferrovie, porti), che necessitano di un potenziamento per favorire il transito delle merci

    Le esportazioni di ortofrutta italiana sono crollate del 4% nel 2019 su valori minimi degli
    ultimi cinque anni stimati pari a circa 4,7 miliardi di euro. È quanto emerge da un'analisi Coldiretti sulla base delle proiezioni su dati Istat relativi ai primi dieci mesi, in rifermento a Fruit Logistica in corso a Berlino.

    Francesca Baccino ne aveva già scritto qui
    (clicca per accedere all'articolo con i dati della bilancia commerciale
    ortofrutticola dei primi 10 mesi del 2019
    ). 

    Un motivo di forte preoccupazione degli operatori in Germania dove si consuma quasi un terzo dell'ortofrutta italiana esportata e si registra un preoccupante crollo del 10%.

    Anno nero per pere, uva e arance

    Tra la frutta italiana più esportata nel mondo, riferisce l'associazione, i dati peggiori sono quelli delle pere che sono crollate in quantità del 30% rispetto all'anno precedente. Ma il 2019 è stato negativo anche all'uva che ha perso il 17%, mentre le pesche hanno limitato i danni a un -1,3%. Tra gli agrumi, profondo rosso per le arance con le quantità esportate in diminuzione del 29%. In difficoltà anche gli ortaggi con le cipolle che perdono il 15% all'estero, la lattuga crolla del 9,8% e le carote del 6,6%.

    Prandini: serve agenzia di promozione unica

    «Esiste una situazione di oggettiva difficoltà del comparto ortofrutticolo – ha evidenziato il presidente di Coldiretti Ettore Prandini – è necessario di superare l'attuale frammentazione e dispersione delle risorse per la promozione del vero Made in Italy all'estero puntando a un'agenzia unica che accompagni le imprese in giro nel mondo e a investire sulle ambasciate, introducendo nella valutazione principi legati al numero dei contratti commerciali».

    Investire in infrastrutture

    «A livello nazionale – ha continuato Prandini – servono trasporti efficienti sulla linea ferroviaria e snodi aeroportuali per le merci che ci permettano di portare i nostri prodotti rapidamente da nord a sud del Paese e poi in ogni angolo d'Europa e del mondo visto che la densità delle nostre infrastrutture è più bassa rispetto ad altri Paesi. Basti pensare che ogni 100 km quadrati abbiamo 5,5 chilometri di ferrovie contro gli 11 della Germania. Inoltre serve un task-force che permetta di rimuovere con maggiore velocità le barriere non tariffarie che troppo spesso bloccano le nostre esportazioni».

    Bellanova: lavoriamo a testa bassa per l'export

    «Sull’export abbiamo avviato un lavoro comune con il Presidente dell’Ice per studiare insieme azioni di sistema per la promozione del made in Italy agroalimentare, così come stiamo lavorando a testa bassa per aprire nuovi mercati, rimuovendo le barriere che ci sono». Così la ministra dell'Agricoltura Teresa Bellanova nel corso del suo intervento all’inaugurazione della collettiva “Italy – the Beauty of Quality” presso lo spazio Ice-Cso di Fruit Logistica, in corso a Berlino.

    «Non è un lavoro facile, soprattutto non è un lavoro rapido come vorremmo – ha sottolineato Bellanova – spingeremo su tutti i dossier al massimo. Dal kiwi alle mele, alle pere e a tutti i prodotti a cui possiamo garantire nuovi spazi. In mercati di grande potenziale come Messico, Colombia, Vietnam e la stessa Cina, nonostante questa fase difficile».

    Fruit Logistica 2020
    De Castro, Bellanova e Giansanti nello stand della collettiva italiana a Fruit Logistica

    Confagricoltura: settore forte nonostante le difficoltà

    «Siamo uno dei principali produttori di ortofrutta al mondo, al sesto posto per l’export, con una quota del 4,3% del mercato – ha sottolineato il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti – in Italia il comparto costituisce un quarto del valore della produzione agricola nazionale e rappresenta il 20% della spesa alimentare. L’ortofrutta made in Italy è la prima voce dell’export agroalimentare italiano, con la Germania che è il principale mercato europeo di sbocco per i nostri prodotti».

    «Un settore forte, di cui andare fieri per la qualità e la salubrità dei suoi prodotti – ha detto il numero uno di Confagricoltura – malgrado ciò i nostri produttori stanno attraversando un periodo complesso. La cimice asiatica sta creando danni irreparabili al settore e l’effetto dei cambiamenti climatici ha costretto ben 16 regioni a chiedere lo stato di calamità. Come se tutto questo non bastasse, ci sono le questioni internazionali dei dazi Usa e della Brexit. Fondamentale – ha concluso Giansanti – è il ruolo delle Istituzioni per far conoscere le innovazioni della filiera, sostenere l’internazionalizzazione e la competitività delle imprese, partendo proprio da un mercato determinante per il nostro export come la Germania».

    Fruit Logistica, De Castro: più sostegni ai produttori organizzati

    «Nel quadro della riforma della Pac il Parlamento europeo sta lavorando affinché gli agricoltori abbiano nuove risorse attraverso i piani settoriali, aumentando i contributi da parte dell'Unione al 5% della Produzione lorda vendibile contro l'attuale 4,1%, come sostegno diretto alle Organizzazioni di produttori e loro associazioni». Lo ha annunciato il coordinatore S&D alla Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro, all'inaugurazione di Fruit Logistica.

    «Vogliamo incentivare il maggior grado possibile di integrazione - ha spiegato De Castro - proponendo un contributo pari al 5% della Plv per le forme meglio organizzate, che possa essere incrementato di un ulteriore 0,5% per le Op e Aop che abbiano dimensioni transnazionali».

    Per quanto riguarda gli interventi settoriali e tra questi quelli per l'ortofrutta, previsti per ora nel regolamento sull'Ocm unica, l'eurodeputato ha precisato che le misure previste saranno ricomprese all'interno di un unico Piano strategico definito a livello nazionale, al fine di assicurare una maggiore coerenza degli interventi Pac. Il modello Ocm ortofrutta, a conferma e riconoscimento dell'efficacia di questo strumento, sarà esteso ad altri settori oltre al vino, a olio d'oliva, luppolo e apicoltura. Inoltre, ha detto, «vogliamo ampliare il ventaglio di misure finanziabili attraverso i fondi di esercizio, includendo una maggiore attenzione alla programmazione produttiva e all'adattamento alle esigenze del mercato».

    Fruit Logistica, nel 2019 crollato l’export di ortofrutta italiana - Ultima modifica: 2020-02-05T15:05:50+01:00 da Terra e Vita

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