Greening degli agrumi, il Crea punta su Eremocitrus e Caviale di limone

    Citrus greening
    Nell'ambito di un progetto H2020 il Centro di Agrumicoltura di Acireale ha avviato il sequenziamento della specie resistente a HLB

    Il greening o HLB (Huangolongbing o “malattia del ramo giallo”) rappresenta la principale minaccia a livello mondiale per l’agrumicoltura. Basti dire che in Florida, dalla sua prima identificazione nel  2005, la produzione di arance è crollata del 75%, e quella di pompelmo addirittura dell’85%. E il vettore del batterio è già stato ritrovato nelle Isole Canarie e in Portogallo. Per questo motivo la ricerca sta provando a fermarne l’avanzata verso il Mediterraneo adottando una strategia preventiva grazie al progetto H2020 di durata quadriennale PreHLB – (Preventing HLB epidemics for ensuring citrus survival in Europe). Progetto che - con uno stanziamento di poco più 8 milioni di euro e coordinato dalla Spagna - coinvolge 24 Paesi, tra cui quelli a vocazione agrumicola dell’area mediterranea più a rischio (come Portogallo, Spagna, Italia, e Israele), oltre a Francia, Regno Unito, Olanda e due paesi extra europei  (Brasile e Cina), in cui il Greening è già presente.

    Eremocitrus glauca e Caviale di limone fonti di resistenza

    L’Italia partecipa con il Crea Olivicoltura Frutticoltura Agrumicoltura di Acireale, l’Università di Catania e il Cnr di Bari. In particolare, i ricercatori del Crea di Acireale, coordinati da Concetta Licciardello, hanno studiato il genoma di una pianta che resiste alla malattia ma appartenente a un genere affine ai citrus, ovvero l’Eremocitrus glauca che, insieme al cosiddetto “Caviale di limone”, è tra le pochissime specie resistenti ad HLB. Ed è proprio lì che si dovranno individuare le fonti di resistenza per trasferirle nelle piante minacciate e, magari, arrivare a ibridi inattaccabili dal greening. Il Crea, poi, coordina tutte le attività del progetto inerenti la trascrittomica ovvero lo studio dei geni che si attivano a seguito dell’infezione. Nello specifico, guiderà ricercatori spagnoli, francesi e cinesi, che si interesseranno ciascuno di specie affini ai citrus, tolleranti e suscettibili al Greening. Attualmente, il Crea ha avviato la scelta delle piante e tutte le procedure che, con il nuovo anno, porteranno ai primi dati di sequenziamento di Eremocitrus.

    Causata dal batterio Candidatus liberibacter, l'HLB colpisce sia il portainnesto che la varietà di agrumi (arancio, pompelmo, limone, lime, mandarino) e a oggi non si conoscono specie agrumicole resistenti. per quesato motivo si tenta di giocare d’anticipo per impedire l’eventuale diffusione del batterio, di cui esistono tre specie, alle quali è stato attribuito il nome del continente nel quale sono state ritrovate per la prima volta: asiaticus (il più aggressivo e temuto), africanus e americanus.

    Il batterio viene trasmesso da un insetto parassita, ma anche attraverso l’innesto o il movimento di materiale infetto. Le piante colpite mostrano ingiallimento delle nervature e maculature a chiazze delle foglie, che progrediscono fino a conferire a tutto il ramo un intenso colore giallo. I frutti sono piccoli, asimmetrici, e a maturità presentano una persistente colorazione verde, da cui il nome di Citrus greening. Il succo conserva un basso rapporto tra grado zuccherino e acidità ma, una volta infettata, la pianta va in declino e muore nell’arco di pochi anni.

    Greening degli agrumi, il Crea punta su Eremocitrus e Caviale di limone - Ultima modifica: 2019-11-25T09:12:17+00:00 da Raffaella Quadretti

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